Calcio Seconda Categoria

Seconda categoria: il fattore “casa” non è indispensabile

Nella foto il Sant'Andrea esulta dopo un goal

GROSSETO. Dopo cinque turni di campionato del girone “G” di seconda categoria è arrivata già una prima parziale conferma: il fattore casalingo non è più un elemento indispensabile quanto lo è stato negli anni passati.

I numeri sono chiari e precisi: su 40 incontri disputati ben 16 vittorie delle squadre di casa (40%), 10 pareggi (25%) e addirittura 14 successi esterni (35%).
Ci sono addirittura squadre che in trasferta hanno fatto il “pieno” e questo è il caso della Neania Castel del Piano, che ha fatto 3 su 3, mentre in casa deve ancora arrivare la prima vittoria.
Bene anche l’Amiata che ha conquistato 7 punti su 9 disponibili, il Roselle ed il Montalcino che in due trasferte hanno totalizzato sei punti.

Insomma un inversione di tendenza veramente “epocale” al momento per i campi della nostra provincia.
Quali le cause? Difficile dirlo, sicuramente ci sono squadre attrezzate e con personalità che impongono il loro gioco anche fuori dal terreno amico, chi magari ha nel contropiede la loro arma letale.
Un altro fattore determinante e che nel passato incideva molto è la presenza sui piccoli campi del tifo di casa, che fino a qualche anno fa era molto caldo e costituiva anche il dodicesimo uomo in campo che purtroppo oggi non c’è più con gli impianti sportivi sempre più malinconicamente vuoti.

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Fabio Lombardi

Giornalista pubblicista dal 2010, è uno degli editori/fondatori della testata giornalistica on-line Grossetosport, all’interno della quale ricopre il ruolo di direttore responsabile. E’ altresì il responsabile dei campionati di Promozione e Seconda Categoria, nonché un esperto di calciomercato.

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