Menichetti: Grosseto meriterebbe di tornare in Serie B

Cristian Menichetti (1978) ha indossato la maglia biancorossa negli anni della presidenza Moretti, in Serie D. La sua esperienza non è stata molto fortunata, anche per colpa di un infortunio che ne ha condizionato il rendimento, ma la sua rete nel 4-3 interno contro il Fregene resta scolpita nella memoria collettiva.

– Sei arrivato a Grosseto nell’Estate 1998.

Provenivo dal Siena e, dopo aver fatto bene in Berretti ed essere sceso in campo per tre volte in C1, approdai al Grosseto. Della mia permanenza in biancorosso ricordo con molto piacere i cori che mi dedicava la curva chiamandomi “Il toro del Fiora”.

 – Non sei stato molto fortunato nella tua esperienza grossetana.

Il primo anno dovevo giocare in coppia con Stefano Ferri, ma in ritiro a Sassofortino mi ruppi il crociato e venni sostituito dal grande bomber Meacci. Rientrai in gruppo a Marzo ed il 25 Aprile contro il Fregene, giocando titolare insieme a Meacci, e realizzai il primo gol con un bel pallonetto su passaggio di Rallo. L’anno seguente, con molto dispiacere, a Novembre, passai al Venturina poiché ero chiuso proprio da Ferri e Meacci. Con la maglia della società livornese segnai una rete contro il Grosseto e la partita finì 1-1.

– In quegli anni la punta di diamante unionista era Meacci.

Il bomber Meacci è stato un grande centravanti, ma per me era difficile giocarci insieme perché eravamo simili come caratteristiche. Le poche volte che lo abbiamo fatto, come contro il Fregene, mi sono trovato bene con lui.

– In quel periodo, il calciatore Marco Scorsini ebbe uno screzio con la dirigenza.

Non ricordo quell’episodio. Di Scorsini ricordo solamente che era un gran professionista che si allenava sempre al meglio.

– A Novembre 1999 lasciasti il Grifone.

Mi trasferii a Venturina mettendo a segno dieci gol in Venti partite, così passai al Novara in C2. In Piemonte vissi una stagione travagliata a causa della pubalgia, e scesi in campo dodici volte siglando un gol utile alla salvezza, che raggiungemmo ai playout. Negli anni seguenti ho giocato in Serie D con il Versilia, per militare successivamente con Castelfiorentino, Fiesole, San Donato, Barberino di Mugello, Cavriglia, Pontassieve e Castelnuovo dei Sabbioni in Eccellenza. Ho realizzato circa 80 gol in carriera, ma ho dovuto ritirarmi a 32 anni per problemi alle ginocchia.

– Che effetto ti faceva vestire la maglia biancorossa?

Ero molto orgoglioso, da maremmano, di vestire quella maglia. Il rammarico che ho è quello di averla indossata negli anni di Ferri-Meacci e di essermi trovato chiuso da loro.

– I tifosi erano vicini alla squadra in quel periodo.

Ricordo con molto piacere i tifosi, che ci seguivano in trasferta e ci stimolavano a dare sempre il massimo. A Fregene ci fu una contestazione molto dura, con i supporters ad aspettarci al ritorno allo stadio di Grosseto. Ci un confronto molto acceso con i senatori della squadra. Ricordo, inoltre, che quando segnai con la maglia del Venturina esultai togliendomi qualche sassolino dalle scarpe: non con ce l’avevo con il pubblico, ma con la società che mi aveva mandato via.

– Segui ancora il Grifone?

Purtroppo non conosco bene la situazione odierna perché non seguo più il calcio con molto interesse, perciò non sono in grado di esprimere un giudizio. Penso, comunque, che il Grosseto meriterebbe almeno la serie B per la città, per i tifosi e per la passione.

– Come vuoi concludere questa chiacchierata?

Rivolgo un saluto ai tifosi unionisti ed un abbraccio ai miei ex compagni. Ricordo con affetto Stefano Ferri, Michele Valvani, Giovanni Rallo e Samuele Bogi.

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