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Grosseto Calcio

Esclusiva Gs, Ferioli: “Grosseto la mia Serie A. Spero sia un arrivederci, ma ora voglio far bene al Sant’Agata”

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Raffaele Ferioli (a sinistra) con il ds Ettore Meli del Sant'Agata (foto ufficiale Acd Città di Sant'Agata)

© RIPRODUZIONE RISERVATA – il presente articolo è utilizzabile solo citando GROSSETO SPORT

Ci sono quasi mille chilometri a separare Grosseto da Sant’Agata di Militello (Me), ma chi sceglie di fare il professionista nel calcio deve essere pronto a certi sacrifici. Esattamente ciò che ha deciso di fare il grossetano Raffaele Ferioli, fino al 30 giugno scorso allenatore professionista dei portieri dell’Us Grosseto. Raffa, come lo chiamano tutti gli amici, non avrebbe voluto lasciare la sua città né allontanarsi dal suo adorato figlio Christian, ma l’occasione presentatasi è stata colta al volo, dopo aver rinunciato al Chiasso in Svizzera, alla Vis Artena e ad altre opportunità. Ecco quindi la possibilità offertagli dal Città di Sant’Agata, club siciliano di Serie D, attraverso il ds Ettore Meli e il tecnico Leonardo Vanzetto. E così, dopo essere andato a conoscere la realtà santagatese, Ferioli ha deciso di scendere tra i dilettanti per fare una nuova esperienza professionale.
Ad ogni modo, prima di farvi leggere l’intervista esclusiva realizzata con il professionista in questione, un breve cenno a Sant’Agata di Militello. Si tratta di un Comune di 12.300 abitanti facente parte dell’Area metropolitana di Messina. La squadra locale, denominata Acd Città di Sant’Agata, è stata promossa in D nel 2020, ha come colori sociali il bianco e l’azzurro e gioca nello stadio intitolato a Biagio Fresina. Il sodalizio santagatese militerà nel girone I di Serie D, una specie di C2, vista la presenza di club come Catania, Vibonese, Cavese, Acireale, Trapani, Licata e altri ancora.

Allora, Raffa, sei convinto della scelta professionale fatta?
<<Sì, Yuri, sono fortemente convinto della mia scelta, altrimenti non avrei mai accettato di venire in Sicilia. Sono dell’avviso che fare un’esperienza al Sud sia l’opzione migliore per la mia crescita professionale. A luglio mi è successo di tutto e dopo alcune vicissitudini negative, appena ho capito che la cosa si poteva concretizzare, ho preso il primo volo per la Sicilia. Per me è lavoro e i chilometri non devono essere un problema. L’importante è che ci siano le condizioni giuste per lavorare>>.

Cosa ti hanno detto Meli e Vanzetto, ovvero ds e mister, per farti accettare il Sant’Agata?
<<Diciamo che è stata una cosa maturata nel tempo. Infatti, i contatti con mister Leonardo Vanzetto sono iniziati a metà luglio, perché ha avuto da dei miei colleghi delle ottime referenze su di me. Da quel momento, ci sono state diverse telefonate, nelle quali abbiamo sempre parlato di calcio in generale, visto che il tecnico è proprio un “malato” del pallone. Ovviamente, il mister mi ha fatto anche capire che per lui sono sempre stato la prima scelta per allenare i portieri del Sant’Agata e mi ha illustrato il progetto societario gratificandomi non poco. Ha fatto altrettanto, poi, il ds Meli, il quale ha provato più volte a strappare il mio “sì”, ma in quel momento non ho potuto accettare la proposta santagatese perché già impegnato in Svizzera, col Chiasso, nella C professionista elvetica. Tra l’altro, mentre sono stato nel Canton Ticino, ho ricevuto offerte dalla D e dalla C, ma ho declinato anche quelle perché ho dato per scontato che avrei firmato con il club svizzero, invece, all’ultimo momento è saltato tutto. Immaginati come mi sono sentito in quel preciso istante…Per fortuna, però, mister Vanzetto ha sempre creduto di portarmi a lavorare con lui e una sera, dopo avermi ricontattato, gli ho raccontato quanto accadutomi e così abbiamo ripreso a sentirci con regolarità. Il resto è stato opera del ds Meli che mi ha fatto una proposta convincente tanto da spingermi a prendere un volo per la Sicilia>>.

Cosa ti porti dietro della tua esperienza con l’Us Grosseto?
<<Mi porto dietro tutto, Yuri, sia le cose positive che quelle negative. Per me, allenare i portieri della squadra della mia città è stato come allenare in Serie A. Sono stati cinque anni indimenticabili durante i quali ritengo di essere cresciuto sia sotto l’aspetto professionale che quello umano. Non dimentico, però, da dove sono partito perché è stato grazie all’Us Grosseto se due stagioni fa ho firmato il mio primo contratto da professionista dopo il percorso formativo a Coverciano. In questi anni abbiamo vinto due campionati, una Coppa Italia fase regionale, abbiamo disputato i play-off per la B, ho esultato e visto esultare, ma ho visto anche piangere. Sì, perché si cresce e si impara tanto anche dalle sconfitte e dalle delusioni. Insomma, all’Us Grosseto non posso che essere grato per avermi fatto conoscere in tutta Italia, dandomi visibilità e fiducia fin da giugno 2017. Una fiducia che, col tempo, spero di essermi meritato, ma questo non spetta a me dirlo>>.

C’è qualcuno che ti ha deluso o fatto male nei tuoi anni in biancorosso?
<<Diciamo che il tempo e l’esperienza ti fanno essere più lucido e consapevole, tanto da comprendere che la polemica non porta mai lontano. Di sicuro, c’è stato chi mi ha trasmesso qualcosa che custodirò con gelosia, come chi non mi ha lasciato alcunché per una serie infinita di motivi, esattamente come accade nella vita di tutti i giorni. Ad ogni modo, nessuno mi ha mai fatto del male vero. Inoltre, ho sempre avuto la fortuna di avere al mio fianco mio padre Gino che è il Ferioli davvero famoso tra i due. I suoi insegnamenti professionali, le sue parole e i suoi consigli mi hanno sempre dato la consapevolezza dell’esistenza di certe dinamiche, non necessariamente belle, nel mondo del calcio. Ecco, sapendo che certe cose esistono e che fanno parte del gioco, basta saperci convivere>>.

Ti è stato proposto di rimanere nel Grosseto?
<<Il mio contratto è scaduto il 30 giugno scorso e dall’ultima partita a Olbia non ho più sentito nessuno dell’attuale società, com’è giusto che sia quando nel calcio vengono fatte delle scelte professionali. Da parte mia, ho rispettato in silenzio quanto deciso dal club unionista, ma sia chiaro che nessuno potrà mai mettere in dubbio l’amore che ho per questa maglia>>.

Obiettivi personali per la stagione che sta per iniziare?
<<Il mio primo obiettivo è quello di farmi conoscere e – spero – apprezzare anche al Sud. Voglio riuscire a mettere disposizione dei miei portieri la mia esperienza. Desidero continuare a crescere insieme a loro sia dal punto di vista professionale che umano. Sì, perché c’è sempre da migliorarsi, ma il miglioramento e i risultati si possono ottenere solo con tanto lavoro, umiltà e sacrificio>>.

Sei sorpreso che il “tuo” Barosi non abbia ancora trovato squadra?
<<Posso dirti che con con Davide, ma anche con altri portieri che ho avuto la fortuna di allenare in questi anni a Grosseto, ci sentiamo spesso. Io mi informo su di lui e lui su di me. In questi anni abbiamo costruito qualcosa di unico. Siamo cresciuti professionalmente insieme, giorno dopo giorno e posso solo essere orgoglioso di lui se continuerà il suo percorso professionale togliendosi delle soddisfazioni. Comunque, so che in questi giorni firmerà per una piazza importante. È bravo e a Grosseto, dove ha lasciato un bellissimo ricordo, credo che il suo percorso di crescita sia stato sotto gli occhi di tutti>>.

Speri un giorno di tornare a lavorare per il Grosseto?
<<Sarebbe davvero bello, vorrebbe dire tornare ad allenare in “Serie A”. Che dire, spero che questo distacco sia solo un arrivederci. Adesso, però, è giusto che mi concentri sulla nuova esperienza. Mi aspetta un percorso professionale che mi aiuterà a crescere. Ormai mi conosci bene e sai quanto io sia ambizioso. Proprio per questo, lavorerò a testa bassa per poter tornare ad allenare i portieri in un campionato professionistico>>.

Seguirai il tuo Grifone anche da là?
<<Certo! Come non potrei?>>

Che obiettivi ha il Sant’Agata?
<<L’obiettivo del Sant’Agata è il raggiungimento della salvezza il prima possibile. I presupposti ci sono, ma solo il campo ci darà le risposte giuste>>.

Che girone è quello I di Serie D?
<<In pratica è come se fosse una vecchia C2. Quest’anno sarà un campionato molto difficile e livellato, composto da club blasonati come Catania, Lamezia, Paganese, Acireale e non solo, perciò sarà bello andare a giocare in certi stadi. Noi, però, dovremo solo lavorare tanto per centrare il nostro obiettivo>>.

Gs ti seguirà durante questa tua avventura, ma tu, intanto, manda un saluto ai tifosi unionisti.
<<Sì, volentieri. Voglio ringraziare di cuore tutti i tifosi dell’Us Grosseto che in questi anni mi hanno sempre protetto, rispettato e stimato. Grazie, poi, ai ragazzi della curva Nord per il loro affetto e per i loro cori e per il fatto di aver sempre sostenuto il Grifone macinando veramente tanti chilometri infischiandosene della categoria. Infinitamente grazie a tutti!>>.

 

Giornalista pubblicista, è appassionato di calcio e statistiche sportive. Vanta esperienze e collaborazioni col Guerin Sportivo (al tempo diretto da Marino Bartoletti), Telemaremma, Tv9, Calciotoscano.it, Biancorossi.it, Vivigrossetosport.it, Tuttob.com e Pianetab.com. All'inizio si è occupato principalmente di Serie B e di Lega Pro, poi anche di Serie D e di Eccellenza. È co-autore del libro Cento passi nella storia, scritto in occasione dei 100 anni dell'Us Grosseto. Da novembre 2014 è il vice-direttore di Grosseto Sport. Ha condotto per tre anni le trasmissioni web Il lunedì del Grifone e D lunedì c'è il Grifone. È il commentatore delle partite dell'Us Grosseto su Gs Tv e su Eleven Sports, nonché del Follonica Gavorrano e dell'Us Grosseto Primavera 3. Ha collaborato anche con Sportitalia.

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