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Intervista a Joseph Annunziata: dalla carriera calcistica al sogno di diventare attore

Sicuro di sé, fisico atletico e più di 160.000 followers su TikTok pronti a seguirlo nella sua scalata al successo. Joseph Annunziata, 23enne di Grosseto, è riuscito a farsi notare diventando uno dei protagonisti di “Come una volta: un amore da favola”, un mix tra reality e dating show, in cui dodici giovani alla ricerca dell’amore tornano indietro nel tempo, lasciando usi e costumi attuali per potersi calare perfettamente nella magica atmosfera Ottocentesca.

Joseph però non è “solo” un influencer e un modello, bensì anche un grande sportivo. Infatti, è cresciuto nel settore giovanile del Grosseto e della Fiorentina, arrivando fino alla Serie D con il Poggibonsi e alla Serie C con la Viterbese. Ha praticato anche pugilato con la Pugilistica Grossetana Umberto Cavini, e adesso, dopo due anni di stop, è pronto a vestire la maglia del Fonteblanda, per aiutare la squadra di Mister Giallini nella lotta per il titolo del campionato di Prima Categoria.

Ecco cosa ci ha raccontato al riguardo.

Joseph come è iniziata l’esperienza di “Come una volta: un amore da favola”?
«È iniziato tutto più o meno alla fine dell’estate. Avevo già deciso di prendere una strada diversa rispetto alla mia esperienza calcistica, e avevo iniziato ad intraprendere una via più indirizzata alla moda. In tutto questo mi ha dato una spinta enorme TikTok che, anche se non avrei mai creduto, alla fine si è rivelato veramente la mia carta vincente. Difatti, una notte per caso, successe che due persone facenti parte della redazione di Discovery +, Francesco Gorgoni e Fabio Fusco, mi videro in un video nei “per te” e per questo decisero di scrivermi. Mi proposero di far parte di un programma molto importante, che si sarebbe svolto nel settembre. Sinceramente non riuscivo a crederci, pensavo fosse la solita fregatura dove alla fine ti chiedono soldi. Ma le cose sono diventate serie dal momento in cui io ho rifiutato la prima volta e la redazione ha continuato comunque a cercarmi. A quel punto mi sono fatto spiegare a grandi linee di cosa si trattasse e questa avventura nell’Ottocento mi è subito sembrata una bellissima idea, non il solito reality convenzionale. Da lì ho dovuto poi affrontare tre casting; al terzo mi è stato detto: “Ok, prendi le valigie e il 12 settembre partiamo».

Già prima di questa esperienza, quindi, sognavi di far parte del mondo dello spettacolo?
«In realtà non avevo mai pensato al mondo della tv come un mio sogno, ma adesso, effettivamente, quello che mi piacerebbe davvero fare e che mi sono posto come obiettivo, è diventare un attore per le serie tv Netflix. A tal proposito, sto già progettando di fare il test di ingresso per poter entrare nell’Accademia Attori di Roma, anche se sono a conoscenza del fatto che sia un percorso molto difficile da intraprendere».

Quanto pensi possa influire la tua somiglianza con Rege-Jean Page (protagonista della serie TV “Bridgerton”) per la tua popolarità?
«Sicuramente le somiglianze sono come un terno al lotto, o funzionano alla grande o non funzionano per niente. Credo che nel mio caso si possa parlare della prima situazione. Questa somiglianza che dicono abbia con Rege-Jean Page sta influendo e sicuramente influirà moltissimo per la mia popolarità. Per me, sicuramente, è motivo di vanto e di orgoglio essere paragonato a questo grande attore. Oltretutto, è stato proprio questo che ha fatto sì di poter essere intervistato da Vanity Fair, è stata veramente una cosa inaspettata… Non è davvero una cosa che accade tutti i giorni»

Che ruolo ha avuto lo sport nella tua vita?
«Ho avuto tante esperienze, e per questo posso dire che lo sport in generale è stata una forma di grande educazione. Non sempre ho avuto una famiglia presente anche se c’è stato comunque sempre tanto amore. Forse proprio per questo motivo, per me lo sport era diventato come un secondo babbo e una seconda mamma. L’educazione che ho ricevuto dal punto di vista del collettivo, del saper stare in campo e nello spogliatoio, nell’educazione e nel rispetto verso i più adulti, ma anche nell’educazione alimentare, nella puntualità e nella concentrazione… Sono cose che augurerei ad ogni persona. Nel calcio, come negli altri sport, si deve lavorare per raggiungere determinati obiettivi. Questi valori, proprio grazie allo sport, me li sono ritrovati poi nella vita di tutti giorni. Sicuramente, se non avessi fatto questi tipi di esperienze non avrei il carattere che mi ritrovo adesso».

Joseph Annunziata nel settore giovanile della Fiorentina

Hai dei rimpianti riguardo la tua vita calcistica?
«Un rimpianto l’ho avuto sicuramente quando ho avuto problemi fisici nel momento in cui giocavo in Serie D nel Poggibonsi. Mi ero reso conto di avercela quasi fatta. Hai presente quando fai una scalata e arrivi quasi alla vetta, ma ad un certo punto non si aggrappa la scarpa e fai uno scivolone che ti fa tornare un bel po’ indietro? Ecco, io mi sono sentito così. Piano piano cerchi di risalire ma è ancora più dura di prima. Nel primo periodo, devo dire la verità, l’ho accusato veramente tantissimo, tanto che mi sono preso un anno sabbatico per poter pensare a cosa avessi voluto fare nella vita.  L’anno dopo decisi di riprovare, partendo ovviamente da una categoria più bassa e andai all’Alberese. Ma smisi di nuovo per questioni personali. Decisi di iniziare qualcosa di diverso e provai a fare boxe, che ho continuato per due anni. Pochi mesi fa, però, mi si è presentata un’opportunità molto bella. Il mio migliore amico, Giacomo Guazzini, mi disse che il mister del Fonteblanda, squadra nella quale gioca, stava cercando un attaccante, e gli venne in mente di fare il mio nome. Pochi giorni dopo mi contattò il dirigente sportivo Manuele Bartali e parlando siamo riusciti a venirci incontro nelle nostre reciproche esigenze. Così a dicembre 2021 ho firmato per tornare a giocare con il Fonteblanda.  Questa nuova esperienza nel calcio ha fatto sì che ritrovassi una famiglia, e non posso far altro che ringraziare tutte le persone che mi hanno voluto far entrare in questo bellissimo gruppo. Ho ritrovato veramente uno sport che avevo lasciato con rancore e oggi a differenza delle ultime partite che ho disputato, rientro in campo veramente felice e gioco con spensieratezza.  Adesso dobbiamo pensare a vincere questo campionato, sarebbe bellissimo vincere giocando fianco a fianco al mio migliore amico».

Hai dei sogni nel cassetto?
«Sì, diciamo che il mio sogno è proprio quello che ti ho detto in precedenza, ovvero di diventare un attore per le serie Netflix. Più nel dettaglio mi piacerebbe moltissimo far parte di un una serie televisiva Netflix in inglese. Tuttavia, dato che questo mondo è un mondo difficile e serve anche una buona dose di fortuna, mi tengo anche altri sogni nel cassetto. Uno di questi è quello di poter studiare interior design a Milano oppure moda. Sicuramente, ce la sto mettendo tutta per poterli realizzare».

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