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Calcio

Pugliesi: Grosseto e Pisa lotteranno fino in fondo

Maurizio Pugliesi (1976) è tuttora un portiere in attività e difende la porta del Pisa nello stesso girone in cui milita il Grosseto. Ripercorriamo con lui la stagione 2002-03, la prima nel calcio professionistico dopo 19 anni per il Grifone, con un occhio puntato anche su quella attuale.

– L’Estate 2002 è ricordata per il ritorno del Grosseto in Serie C2.

Nel corso di quel’Estate il mio procuratore, che è mancato qualche anno fa, mi disse che a Grosseto c’era la possibilità di un ripescaggio in Serie C2 ed ai primi di Agosto questa eventualità si concretizzò. Accettai molto volentieri la proposta unionista e capii in breve tempo che mi sarei trovato bene.

– Cosa ricordi del tuo arrivo in Maremma?

Mi prese subito in consegna Samuele Bogi, che era il giocatore più esperto, e mi spiegò tutto quello che c’era da sapere. Durante il ritiro ad Acquapendente, in pochi giorni entrai in sintonia con i compagni e compresi come funzionavano i meccanismi della società. Samuele mi parlò anche delle ambizioni del presidente e così iniziò questa bella avventura.

– La città come rispose al ritorno tra i professionisti?

In città c’era fame di calcio: la gente ci seguiva ed a Novembre ci ritrovammo nei piani alti della classifica a rivaleggiare con Rimini e Florentia Viola, cioè la Fiorentina. Senza tanto clamore, il nostro avvio sorprese tutti.

– 27 Ottobre 2002, a Grosseto arriva la squadra viola.

A Grosseto si aspettava la partita con la Florentia Viola con grande trepidazione, c’era una attesa frenetica in città e questo clima si notava anche tra noi giocatori. Vivemmo una settimana carica di tensione, poi in partita ci sciogliemmo e fu una giornata memorabile. Vincemmo 2-0 e posso dire di aver vissuto un giorno storico perché quella sconfittà costò la panchina all’allenatore viola che era Pietro Vierchowod, ma voglio ricordare tutto di quella annata bellissima. A Gennaio arrivarono dei bei rinforzi, ma il nostro cammino venne fermato dal discutibile arbitraggio contro il Rimini nei playoff che ci tarpò le ali.

– Hai ancora dei legami con i tuoi compagni di allora?

La società ci mise a vivere tutti insieme in una palazzina a Marina di Grosseto e questo favorì molto lo spirito di gruppo. Mi sento ancora con Samuele Bogi, che ho visto di recente, ma ricordo tutti con affetto. Voglio, a tal proposito, salutare il preparatore dei portieri Moreno Dottarelli. Lo rispetto molto, lo chiamo ancora “Mister” quando ci sentiamo: è davvero una gran persona sia sotto il profilo professionale che umano.

– A fine stagione lasciasti la Maremma.

Dopo aver lasciato Grosseto, sono tornato a Pescara per un breve periodo e poi sono stato Sei anni a Rimini. Sulla riviera romagnola sono stato molto bene: era una realtà simile a Grosseto ed avevo preso in considerazione l’ipotesi di trasferirmi a viverci definitivamente, ma poi sono rientrato a Pisa dove sto giocando tuttora. Con la maglia del Rimini ho calcato i campi della Serie B e ricordo ancora molto bene quando giocammo contro la Juventus: era la prima partita dei bianconeri nella serie cadetta.

– Come vedi il girone B di Lega Pro in cui militano Grosseto e Pisa?

Pensavo che il campionato di Lega Pro quest’anno fosse meno impegnativo, considerando l’assenza delle retrocessioni. Si sta rivelando, invece, più duro e del previsto.

– Ti chiediamo un pronostico: come finirà il campionato?

Il Perugia come squadra mi sembra che abbia un organico più debole di anno scorso, ma ha trovato il bandolo della matassa e sta andando molto bene. Anche il Frosinone mi sembra che sia una bella squadra. Sia per il Grosseto che per il Pisa prevedo un campionato positivo e penso che le Due squadre possano lottare per il quinto posto.

– Vuoi rivolgere un saluto ai tifosi unionisti?

In questi anni ho continuato a seguire il Grosseto e saluto volentieri tutti i tifosi. Dopo quello che ha subito spero che la squadra torni presto nella categoria dove merita, ovvero in Serie B. Saluto anche il presidente Camilli: con lui sono stato bene ed ho mantenuto un buon rapporto, credo anche che ci sia stato il suo zampino nel mio arrivo a Pisa.

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