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Calcio

Inchiesta Gs: Maremma quante squadre hai perduto…

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Grosseto – Sicuramente che il calcio dilettantistico nei paesi e nei piccoli centri è innegabile, anche se negli ultimi anni la presenza di pubblico è cresciuta in maniera esponenziale in particolare modo dal periodo post covid.
Il problema principale è la mancanza di dirigenti, di risorse economiche e anche dovuto alle nuove normi contabili e fiscali obbligatorie per le associazioni sportive che hanno richiesto maggiore impegno e soprattutto di dotarsi o di appoggiarsi a figure professionali come commercialisti per esempio.

Il numero delle società è in diminuzione ed il trend continua ad essere in discesa: notizia degli ultimi giorni ad esempio la crisi che ha colpito il Caldana dopo le dimissioni del presidente Pietro Pazzini.
Ma ricordiamo negli anni passati la scomparsa del Follonica che poi grazie al Gavorrano ed alla creazione del Follonica Gavorrano ha avuto comunque una rappresentanza del calcio nella città del Golfo.
Non ci sono più il Real Castiglione, il Punta Ala, l’Etrusca Vetulonia fino ad arrivare ancora più indietro nel tempo con il Montepescali, altra storica società che purtroppo non esiste più da anni.

Poi ci sono società che si sono fuse come l’Albinia ed il San Donato che hanno dato vita all’Atletico Maremma, una vera e propria forza del sud della nostra provincia.
Parlando sempre di fusioni ricordiamo quella fondamentale per la città di Grosseto tra l’Invicta ed il Saurorispescia che ha dato vita all’Invictasauro del presidentissimo Paolo Brogelli.
Altra forma di collaborazione quella tra Aldobrandesca e Neania Castel del Piano che ha portato alla nascita della Virtus Amiata. Sull’Amiata resiste sempre l’I.S.Fiora e a livello di settore giovanile la Giovanile Amiata, oltre al Semproniano.
Accordo anche importante tra il Campagnatico e l’Arcille con la società che si chiama Campagnatico Arcille e cerca di essere un punto di riferimento per tutto il Comune.
Tra le società storiche non c’è più il Roccatederighi, sostituito di fatto dall’Alta Maremma che si porta con sé la dirigenza del Pian del Bichi.
Fa inoltra male assistere all’assenza oramai da anni del Porto Ercole, mentre per fortuna quest’anno ritornano Montemerano e Montiano che sono riuscite a rinascere. Proprio ricordiamo che per quest’ultima in fase iniziale ci fu il “sacrificio” del Cupi.
I più esperti si ricorderanno anche le esperienze di Montorgiali, del Prata e  del Casotto Pescatori che si è fuso con il Marina dando vita al Casottomarina per poi tornare dopo qualche anno al nome di Us Marina.
Infine da ricordare il Roselle che non ha più una prima squadra da quando la famiglia Ceri con un atto di amore verso la città sposto il titolo nel capoluogo per far rinascere il calcio a Grosseto.
Adesso la società del presidente Marrucci svolge con grandi risultati solamente attività di scuola calcio e settore giovanile.

Insomma un calcio che può e deve fare meglio anche se le risorse umane sono purtroppo sempre meno e questo deve far riflettere seriamente…

Giornalista pubblicista dal 2010, è uno degli editori/fondatori della testata giornalistica on-line Grossetosport, all'interno della quale ricopre il ruolo di direttore responsabile. E' altresì il responsabile dei campionati di Promozione e Seconda Categoria, nonché un esperto di calciomercato.

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