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Silvia Giannetti: “La seconda edizione del Social Tour Perù è stata una esperienza fantastica e indimenticabile”

La motociclista grossetana racconta sua esperienza in Sud America che l’ha portata a contatto con le popolazioni native della foresta amazzonica nella Selva Central. Silvia ha portato materiale didattico, abiti e tanti altri oggetti ai bambini peruviani e ai loro genitori.

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Grosseto “Oltre a diverso materiale didattico e di abbigliamento, ho portato anche 1000 completi per educazione fisica, divisi fra magliette, pantaloncini, calze e scarpe tutto azzurro nazionale con la mia foto stampata della Dakar e poi succhi di frutta, giocattoli e abbigliamento per tutti i genitori dei bambini” spiega la grossetana Silvia Giannetti appena rientrata dal viaggio che l’ahi vista protagonista in Sud America. Si legge ancora la soddisfazione sul volto della motociclista di Grosseto, dopo il successo della seconda edizione del “Social Tour Perù”, spedizione benefica per aiutare le popolazioni native della Sierra Central. “ E’ stato un viaggio bello e faticoso nello stesso tempo, con più chilometri percorsi rispetto a quello dell’anno scorso” racconta la grossetana, che aggiunge “ Sono partita con la mia moto dal porto di Porto di San Antonio, principale snodo marittimo cileno situato sull’oceano pacifico e dopo un viaggio di 3600 chilometri sono arrivata a Satipo. Sono passata dalle Ande fino alla costa desertica per arrivare nella foresta amazzonica. Quest’anno è stato tutto più semplice, perché mi stavano aspettando, la mia amica Stesy e la sua famiglia. Stesy è la ragazza che avevo ospitato in estate. Loro avevano già comprato tutto il materiale da distribuire ai bambini. Sono riuscita a visitare sei comunità rispetto alle due dello scorso anno. Mi sono spinta proprio dentro alla Selva Central, dove i fuoristrada non riuscivano a passare. Parecchi tratti gli abbiamo percorsi a piedi camminando nella giungla. Oltre al materiale didattico, penne, quaderni e altre cose ho consegnato anche 1500 panettoni confezionati appositamente per noi da un forno di Rio Negro. Spazzolini da denti, dentifricio e saponette. Pensate, che queste sono comunità sperdute nella giungla dove non arrivano nemmeno gli aiuti dello stato e non hanno mai visto una moto o una persona di pelle bianca. La loro accoglienza è stata talmente commovente, che mi sono messa a piangere. E’ stata una esperienza unica e bellissima, perché ho visto la loro povertà, ma allo stesso tempo il loro grande cuore, quando mi hanno offerto frutta e verdura che è il massimo di quello che ti possono offrire. La difficoltà maggiore è stata quella di adattarsi sopratutto alla loro cucina. Quando mi hanno portato come pietanza la coda di armadillo gli ho spiegato che sono vegetariana, non ce l’ho proprio fatta a mangiarla. Pensate che queste popolazioni sono nude, scalze e non hanno ne acqua potabile e neppure l’elettricità”. Ma il “Social Tour Perù” non termina qui per Silvia Giannetti

“ Tornerò ancora in Perù, ma a novembre. L’iniziativa andrà ancora avanti. Ci sono ancora tante cose da fare e tante comunità da aiutare”. Massimo Galletti

 

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