
Grosseto Calcio
Vetrini a Gs: “Indiani? Non vedo problemi e sul mio futuro…”
Il direttore generale unionista ha parlato apertamente con noi di Gs tracciando un bilancio stagionale, ma ha fatto pure un resoconto della sue esperienze professionali, augurando al Follonica Gavorrano la salvezza ai play-out
Il Grosseto, dopo aver centrato la promozione tra i professionisti con quattro giornate d’anticipo, ha chiuso il campionato di Serie D girone E battendo fuori casa il Ghiviborgo. Adesso, ci sarà da onorare la poule Scudetto, ma è tempo anche di bilanci che abbiamo voluto fare intervistando il dg unionista Filippo Vetrini.
Direttore, buongiorno. Finalmente si è chiuso un campionato dove il Grifone è stato additato come la squadra da battere già dall’estate passata. Quanto è stato difficile mantenere il ruolo?
<<Buongiorno a te, Yuri. Sì, è vero, il Grosseto è stato indicato come formazione da battere, ma c’erano tante altre buone squadre. Penso al Prato e al Siena, più alle riconferme di Tau e Seravezza, mentre il Foligno, forse anche per i troppi infortuni, è stato in corsa per pochissimo tempo. Non dimentico, poi, il Follonica Gavorrano, che ha sì faticato e ora è finito ai play-out, ma a livello di budget è forse il terzo del girone. Insomma, insieme a noi c’erano altre squadre che potevano rappresentare un ostacolo che alla fine non si è rivelato tale>>.
C’è stato un momento nel quale hai pensato che il Grosseto non ce l’avrebbe fatta?
<<A costo di passare per presuntuoso, devo risponderti con sincerità: non ho mai avuto dubbi che non ce l’avremmo fatta, neppure durante la preparazione estiva con diversi incontri che hanno un po’ preoccupato la piazza. Ho avuto sempre la percezione e la consapevolezza di avere in mano una corazzata. Ho leggermente vacillato solo quando ci siamo trovati sull’1 a 1 contro il Trestina, mentre il Tau che inseguiva stava vincendo col San Donato. Cinque minuti verso la fine del match in cui gli ospiti hanno colpito un palo prima di subire il nostro gol vittoria, proprio mentre il San Donato, in dieci, è riuscito a pareggiare col Tau. Un successo che ci ha consentito di andare a giocarci il match campionato ad Altopascio con un bel +5>>.
Quanto c’è di tuo in questo grande successo, visto che per te è comunque il quarto campionato vinto da dg/ds?
<<Quanto c’e di mio nella vittoria del campionato? Beh, questo lo devono dire gli altri. Mi fa piacere aver recuperato il rapporto con la piazza. Ho impiegato un po’ di tempo per farlo, ma alla fine io e i tifosi ci siamo capiti. Abbiamo un comune denominatore che ci unisce ovvero l’amore per il Grosseto. Sicuramente, ho imparato a rispettare i nostri tifosi e loro hanno fatto altrettanto con me. Sono certo che se in futuro si presentassero delle problematiche, cosa assolutamente fisiologica nel calcio, entrambi sapremmo affrontarle diversamente rispetto a quanto fatto nel secondo e nel terzo anno>>.
Dopo due esperienze tanto permeanti come quella lunghissima a Gavorrano e l’altra intensissima a Grosseto, riusciresti a vederti altrove?
<<Sentimenti personali a parte, si parla di lavoro, del mio lavoro, quindi perché non dovrei vedermi altrove? Devo dire che ho interrotto la lunghissima esperienza al Gavorrano solo perché il Grosseto è stato acquistato da mio cugino Gianni Lamioni, altrimenti, categoria per categoria, sarei rimasto volentieri nel club della famiglia Mansi. Parlo di una società che era costruita a mia immagine e somiglianza o forse ero io ad essere adatto a quel progetto. Fatto sta che sono stati dodici anni bellissimi e intensissimi. Mi dispiace perché non mi sono lasciato benissimo con l’ingegner Mansi, mentre col figlio Lorenzo, vicepresidente del club biancorossoblù, l’addio è stato un po’ più soft. Vista la lunga militanza, avrei dovuto essere più chiaro, ma tutto sommato mi assolvo perché Gianni è mio cugino e non ho proprio potuto dire di no alla sua chiamata. Insomma, per rispondere compiutamente alla tua domanda, posso aggiungere che in questo momento sono concentrato sul bene e sul futuro del Grosseto, per cui è un problema che non mi pongo>>.
Quali sono le scadenze che accompagneranno il Grosseto verso l’iscrizione in C?
<<Le scadenze verso la C sono molto semplici. Innazitutto, il 16 giugno sarà la data improrogabile entro cui dovremo consegnare tutte le liberatorie dei tesserati, inclusi i premi. Inoltre, le figure come la mia del direttore generale professionista, quella del segretario generale e del direttore del marketing dovranno firmare vari atti. Ad esempio, dovrà essere firmata la conformità dello Zecchini dal punto di vista strutturale per il quale, peraltro, c’è già stato un sopralluogo dell’ing. Vigiani e del dott. Marchi. Il primo lo conosco dai tempi del Gavorrano, perché era responsabile delle infrastrutture in C, mentre il secondo è responsabile del marketing. C’è da fare qualche piccolo intervento, ma il Comune e l’Atletica Grosseto, concessionaria dell’impianto, sono già al corrente della cosa. Per fortuna, poi, le relazioni con il Comune sono tornate buone e Adriano Buccelli, presidente della società di atletica è un amico di vecchia data. Pensa, è stato l’osservatore al mio debutto come arbitro nel campionato di Promozione, questo per dire da quanti anni ci conosciamo. Successivamente, andranno consegnati un assegno da 105 mila euro per l’iscrizione e una fideiussione da 350 mila nel caso in cui vengano presentate entro il 31 maggio tutte le liberatorie comprensive degli eventuali premi>>.
Quali sono i giocatori che ti hanno più impressionato in positivo nella rosa unionista?
<<Fare i nomi è sempre brutto, però i cosiddetti over hanno confermato quello che mi aspettavo. Penso a Marzierli, tornato ad essere un grande cannoniere. Mi vengono in mente anche Fiorani e Montini, pur se per motivi diversi. Tra gli under, però, Marcu, Bacciardi e Ciraudo sono coloro i quali hanno permesso al Grosseto di giocare con dei giovani di qualità superiore alla media. In pratica il loro apporto è stato pari a quello degli over e ha rappresentato la vera forza del Grifone>>.
Chi, invece, avrebbe potuto dare di più?
<<Sinceramente, sono contento più o meno di tutti a livello di rendimento complessivo, perché ognuno dei giocatori ha contribuito alla vittoria del campionato>>.
Mister Indiani ha ancora un altro anno di contratto ed è stato fondamentale in questo successo. A Livorno stessa situazione, ma poi è andato via. Considerate le dichiarazioni del tecnico a Ghivizzano (<<Vedremo>>), c’è il rischio di perderlo?
<<In realtà, mister Indiani non ha ancora uno, ma due di anni di contratto, scattati con la vittoria del campionato. Credo che non ci siano particolari preoccupazioni. Il “Vedremo” di Indiani lo interpreto più come un qualcosa che riguarda la società che deve tenere fede agli impegni presi con lui. Non ci vedo dietrologie. Oltretutto, il rapporto con lui è splendido, per cui non penso ci saranno problemi>>.
Guardando al passato col Grosseto, cosa faresti o non rifaresti?
<<Parto dal presupposto che non sbaglia solo chi non fa. In ogni caso, nella prima stagione (2022-23, ndr) abbiamo sbagliato ad esonerare Liguori dopo il pari a Trestina e la sconfitta col Montespaccato. Di fatto, abbiamo alzato l’asticella per una squadra che aveva ottenuto gli stessi punti delle battistrada Pianese e Arezzo dal momento del nostro arrivo alla fine di novembre 2022. Ci sono state troppe polemiche per quel pareggio, amplificate dalla sconfitta interna con il Montespaccato. Fatti che hanno portato all’esonero di Liguori. L’arrivo di Cretaz, poi, non ha risolto i problemi, anche se le prime due partite contro Follonica Gavorrano e Livorno sono state incoraggianti. Mettiamoci pure l’aggressione all’arbitro e tutto si è complicato. Per fortuna, c’è stato il sofferto lieto fine ai play-out altrimenti sarebbe stata una tragedia sportiva. Per il campionato seguente, intendo quello 2023-24, non ho grandi rimpianti. La squadra era molto competitiva, ma abbiamo sbagliato qualcosa a livello di comunicazione. Non disponevamo di una corazzata come quella attuale, però reputo che fossimo i più forti del girone E dove Pianese, Livorno e Follonica Gavorrano erano comunque del nostro livello. In quel campionato abbiamo messo troppa pressione a mister Bonuccelli, uno che fa bene quando può lavorare serenamente. Credo che se fossimo stati più equilibrati nel fare certe dichiarazioni a inizio stagione avremmo avuto grosse possibilità di vincere il campionato. Nella stagione scorsa, invece, conclusa con Consonni in panchina, ho temuto il peggio dopo che mister Malotti si è dimesso in seguito alla sconfitta a Terranuova. Ho pensato che avremmo vissuto quello che poi è accaduto negli ultimi due anni al Follonica Gavorrano. In quei momenti mi sono rammaricato di non aver insistito per Indiani che era un obiettivo nostro e del Livorno. È vero che non ci sono riscontri, ma nella mia testa resto convinto che se fosse arrivato Indiani, avremmo festeggiato il ritorno in C con un anno d’anticipo al posto del Livorno. Corretta, invece, la scelta di mister Consonni, visto anche il miracolo che sta compiendo a Poggibonsi. Gigi con la sua pacatezza e il suo modo di porsi è stato fondamentale nel portare a termine il passato campionato senza problemi. Addirittura, se ricordi, grazie alle 8 vittorie consecutive abbiamo impensierito il Livorno fino al termine del girone d’andata>>.
Criteri dei ripescaggi in C. Pochi giorni fa altra prova che la Figc voglia puntare a favorire le seconde squadre dei club di Serie A. Non c’è il rischio che la C, piano piano, si trasformi in un campionato U23? Qual è il tuo pensiero in merito a ciò?
<<Guarda, il calcio italiano va riformato, penso non ci siano dubbi. Le tre esclusioni consecutive dai Mondiali sono la cartina di tornasole del nosto movimento ridotto ormai a livelli da Terzo Mondo calcistico. Questo mentre fino a 20 anni fa avevamo ancora il miglior campionato e ci siamo laureati Campioni del Mondo. Per rispondere alla tua domanda, però, ti dico che sono totalmente contrario alle squadre U23. Credo che realtà come Germania e Spagna siano da seguire perché hanno un calcio diverso dal nostro. Dovremmo incoraggiare le piccole realtà e le città che sono in grado di fare un certo tipo di calcio piuttosto che favorire le seconde squadre dei club di Serie A. In una recente intervista, il presidente Iorio della Pistoiese ha evidenziato come probabile la mancanza di squadre U23 interessate a entrare in C. Forse è il primo segnale che mostra come le seconde squadre della massima divisione siano un piccolo fallimento. D’altronde, nessuno mi toglie dalla testa che per un giocatore come Marcu sia stato più stimolante e formativo giocare col Grosseto piuttosto che nella Juve Next Gen. Stesso discorso in C dove le pressioni positive di giocare per una città intera sono più stimolanti e formative rispetto a quello che un giocatore di una squadra U23 può vivere>>.
Campionato vinto, Coppa Disciplina vinta e due prodotti del vivaio (Lorenzini, Musardo) che hanno esordito in D. Cosa ti rende maggiormente orgoglioso?
<<Sono orgoglioso di tutto perché non rammento che prima di noi una squadra del girone E abbia vinto la Coppa Disciplina, per di più vincendo in contemporanea il campionato. Un’accoppiata che forse non è mai stata compiuta da nessuno prima di noi in tutta la Serie D. Direi che è stata una stagione perfetta. Adesso, però, nonostante i numerosi infortunati, speriamo di recuperare energie per ben figurare nella poule Scudetto. Riuscire a mettere sulla torta anche la ciliegina del tricolore dilettanti renderebbe la stagione meravigliosa>>.
Un’ultima parola sul Follonica Gavorrano, salvo fino al 45′ di ieri, poi beffato dal Tau e rispedito ai play-out. Cosa auguri al tuo ex-club?
<<Ero alla partita. Auguro al Follonica Gavorrano di salvarsi domenica prossima, perché se andasse male, questa volta non ci sarebbe la possibilità del ripescaggio. Non nascondo che dopo il mio addio un po’ traumatico, il tempo ha attenutato tante cose e in me è rimasto solo tanto affetto, tanto amore per quella società. Se domenica il Grifone riposerà nella poule Scudetto, sarò allo stadio a tifare per la salvezza dei biancorossoblù. Penso di non offendere nessuno se dico che il Follonica Gavorrano è anche una mia creatura. Lo dimostra la lunga storia che ho vissuto in quel club. Non si offenda nessuno, ma il sodalizio della famiglia Mansi in Eccellenza non c’entra nulla. Il massimo campionato regionale, poi, è insidioso come hanno dimostrato recentemente Lucchese e Viareggio. Domenica prossima, il Follonica Gavorrano non si giocherà soltanto la permanenza in D, ma dovrà difendere un bellissimo progetto che va avanti da oltre venti anni>>.


















Dopo aver archiviato con soddisfazione questo campionato e premesso che il nostro direttore generale ha sempre operato con estrema oculatezza e lungimiranza e non ha certo bisogno dei consigli di un Signor Nessuno come me (dati alla mano, non so quanti professionisti del settore saprebbero pianificare una campagna acquisti meglio di Vetrini), in attesa dell’apertura della finestra estiva del calciomercato da tifoso mi piacerebbe umilmente dire la mia – per gioco, s’intende, da non addetto ai lavori – su come si potrebbe rafforzare in maniera adeguata un’ottima squadra già molto solida e ben organizzata, non dico senza badare a spese – ché mi sembrerebbe di pretendere troppo, per quanto la società abbia più volte dichiarato di avere obiettivi ambiziosi – ma almeno provando a scegliere il meglio, ovvero calciatori di valore in grado di ben figurare tra i professionisti, pur senza volare troppo alto, con una gestione intelligente del budget a disposizione.
Il presupposto della cavalcata trionfale di quest’anno è stato costruire una compagine con elementi al top per la categoria e lo stesso principio fondamentale deve valere se si punta con convinzione alla serie B o comunque ai primi posti in classifica, come patron Lamioni ha più volte ripetuto.
Spesso dopo il passaggio a una serie superiore si tende a smantellare e ricostruire da zero o quasi la formazione neopromossa operando un profondo rinnovamento, ma secondo me nel caso del Grosseto, specie se l’intenzione è quella di provare a vincere il campionato, sarebbe invece opportuno mantenere l’organico attuale – che ha dimostrato di essere già da terza serie, anche come spirito di gruppo – senza cambiamenti radicali e inserire in rosa almeno un giocatore forte per reparto con una mentalità vincente abbinata a qualità tecniche e tattiche che possa rivelarsi decisivo in campo, in sostituzione di chi in questa stagione ha avuto meno spazio di altri.
Fra i tre candidati ovviamente metterei in cima alla lista qualcuno già allenato e apprezzato da mister Indiani (per citarne un paio che presumo rientrino tra i papabili centrocampisti: Hamlili del Livorno o Shaka Mawuli dell’Arezzo) oppure, per esempio, anche soltanto in prestito o a parametro zero per risparmiare i soldi del cartellino, un calciatore proveniente dalla serie B, un giovane da una società di serie A e un bomber da doppia cifra.
Tanto per chiarire cosa servirebbe, l’ideale per rinforzare il centrocampo sarebbe un calciatore grintoso e duttile dal rendimento costante pressoché garantito come il grossetano (nel corso dell’attuale campionato in forza al Modena) Alessandro Sersanti – non necessariamente lui, ma comunque un profilo con caratteristiche simili – in grado di ricoprire più ruoli: centrale, mezzala e trequartista.
Per la difesa l’affidabile leader della primavera del Cagliari, quest’anno convocato più volte in prima squadra, Andrea Cogoni, centrale dotato di forte personalità che può agire, all’occorrenza, anche da terzino.
Per l’attacco un goleador che possa andare a nozze con il gioco ultraoffensivo di Paolo Indiani tipo il prolifico ex cannoniere del Ghiviborgo Lorenzo Gori, attualmente al Frosinone, una punta dinamica che ama partecipare alla manovra reduce da un grave infortunio al menisco ma di grandi prospettive, che vedrei bene in coppia con Marzierli.
Bisognerebbe poi valutare la conferma degli under attuali (almeno di quelli più promettenti, in cui si crede) per un impiego parziale o come possibili titolari, con l’intento di farli crescere e valorizzarli anche nell’ottica di un ipotizzabile futuro investimento, e prendere in considerazione la scelta di calciatori esperti di categoria o magari talenti a cui la serie D va stretta pescati nei dilettanti come eventuali alternative.
In conclusione, mi scuso per l’invadenza in un campo che non mi compete e ribadisco la mia piena fiducia alla società biancorossa, e segnatamente al direttore generale Vetrini che, grazie alla competenza da direttore d’orchestra nelle strategie di mercato accumulata negli anni, sono certo riuscirà ad allestire, in collaborazione con l’allenatore e la dirigenza, un team competitivo all’altezza delle aspettative dei tifosi… ai quali mi permetto di suggerire di armarsi realisticamente di pazienza e non pretendere risultati immediati. Se poi dovessero arrivare, tanto meglio.