Editoriale: “Sto con Pincione, ma…”

Il principe Alwaleed (a sinistra) con Pincione

GROSSETO. Quella che si sta concludendo è stata la settimana più dura che il presidente Pincione ha dovuto trascorrere dal suo avvento in Maremma. Non è un caso che il suo viaggio di ritorno negli Usa è stato da lui stesso rinviato dopo il pareggio amaro in casa contro il Lanusei. Il numero uno biancorosso ha notato che ci sono ancora dettagli da ritoccare e la sua presenza è fondamentale. Non sotto l’aspetto tecnico della squadra, ma quello riguardante il lato organizzativo e gestionale. Non tutti infatti sembrano mettere lo stesso entusiasmo e la voglia di fare del numero uno biancorosso che da quando è approdato in Maremma ha dovuto scegliere il suo staff tra coloro che sono stati presentati o si sono presentati. Insomma, un compito non certo facile. Immaginate tutti voi di trovarvi in una simile situazione; in una città che non conoscete e con una società da far ripartire da zero. Purtroppo elementi di criticità da migliorare ci sono, anche se è vero che Roma non è stata costruita in un giorno, ma alcuni cambiamenti potrebbero arrivare davvero in tempi rapidissimi. Il settore giovanile non ha ancora una propria fisionomia e le problematiche sono numerose; dal costruire delle rose competitive al trovare impianti sportivi da utilizzare e soprattuto far partire alla grande l’academy tanto sognata da Pincione, ma che al momento rimane solo un miraggio. Proprio qui potrebbero arrivare grosse novità nelle prossime ore. Un altro aspetto fondamentale è quello legato al marketing. Ancora la città con le proprie aziende e con il proprio tessuto imprenditoriale non sta rispondendo. I primi sponsor importanti sono di carattere internazionale e quelli locali si contano sulle dita di una mano. L’anno scorso la colpa era di Camilli che rimaneva antipatico ai grossetani e quest’anno di chi è? Proprio in quest’ultimo punto abbiamo toccato un altro elemento che ha reso la settimana più elettrizzante e che inevitabilmente ha nuovamente diviso la tifoseria tra camilliani e gli anti-camilliani. Infatti, la sponsorizzazione del Roselle ha fatto storcere la bocca a molti tifosi e di fatto ha messo al centro della scena un tifoso come Simone Ceri, che con Piero Camilli ha fatto un accordo solamente di carattere commerciale. E lì termina il discorso, senza mettere in discussione la fede biancorossa del presidente del Roselle. Pincione, poi, deve combattere anche con le voci che in modo sistematico e scientifico vengono tirate fuori per destabilizzare volontariamente l’ambiente. Nel concludere, permettetemi di rivolgermi direttamente al presidente biancorosso. Caro Max, e consentimi di chiamarti così, il compito che ti aspetta è molto duro: cercare di dare un’organizzazione con persone di tuo piacimento, zittire le chiacchiere e vincere, perchè poi solamente con i risultati ne uscirai fuori. Sono sicuro che tu abbia già capito quali siano le criticità e spero che tu possa in maniera più rapida possibile porvi rimedio per una grande stagione ricca di soddisfazioni. Certo, qualche errore lo hai commesso, ma sbaglia solo chi si adopera per fare e sono sicuro che tu abbia sempre agito in buona fede. Ed allora, per domenica pretendi che la squadra vinca a Roma con l’Astrea e poi costruisci un settore giovanile all’altezza del nome glorioso della città di Grosseto.

13 Comments
  1. Maremmano vero!!!!! 4 anni ago
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    Speriamo che al Settore Giovanile arrivi veramente una persona con gli attributi e inizi a pianificare qualcosa di buono.Al momento Dilettanti allo sbaraglio con rose arrangiate e organizzazione zero,con tornei disdetti all’ultimo minuto.!!!

  2. ser 4 anni ago
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    Comunque un risultato il Sig. Camilli lo ha già raggiunto: aveva diviso e continua dividere una città. l’unico modo per risolvere questo problema, dal momento che non fa più parte del Grosseto, è non nominarlo e considerarlo . C’era una volta or non c’è più

    • Grifo1912 4 anni ago
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      Difficile non nominarlo, visto che continua e vuole continuare a stare qui. Come uno sgradevole fantasma. La sponsorizzazione è un modo per aleggiare su di noi. Chi ha il potere del soldo puo permettersi questo e altro. Purtroppo.

    • komandant 4 anni ago
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      non vedo il problema. ha fatto la storia del Grosseto calcio. è stato grande. è un grande. qualsiasi cosa farà ci farà parlare di lui. il primo risultato che guardiamo è quello della Viterbese. il problema siamo noi non lui.

      • ser 4 anni ago
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        Hai ragione ma è”un pezzo ” della storia del Grosseto, non ne ha fatto la storia ( 1912 ), è un grande ma si è grandi sia nel bene che nel male. Il primo risultato che i tifosi grossetani guardano è quello del Grosseto poi ovviamente anche quelli del girone ove milita anche la Viterbese. Appunto perchè il problema siamo noi qualunque cosa faccia a noi non deve importare nulla

  3. Orgoglio maremmano 4 anni ago
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    I tifosi VERI sono TUTTI con PINCIONE e’ questa l’unica divisione in atto,

  4. Gian 4 anni ago
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    Ma quanto la fate lunga con questo settore giovanile, sembra che senza questa ala finisca il mondo, con la vecchia proprietà ci sono stati dodici anni di limbo e tutti zitti, ricordatevi che la società è nata da poco, i ragazzi erano andati con altre squadre, quindi vedrete che sarà sarà fatto il possibile, pertanto sicuramente il prossimo anno sarà fatto anche questo.

  5. Doc55 4 anni ago
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    Dallo 0 alla immediata aspirazione di vincere un campionato. Come dire ‘Dalle Alpi alle Piramidi..’, bhé, un attimo di riflessione, lo sguardo proteso all’orizzonte, senza dimenticare cosa eravamo al 30 giugno, e credere, perché il Grifone necessità di un credo saldo, stabile, fiducioso… C’é gente che lavora anche dieci ore al giorno in sede, ma la bacchetta magica l’aveva il Mago Zurlí, ora é differente.. Confronti, paragoni, altre Societá, un passato glorioso, l’astio, il rammarico: noi siamo il Grosseto, e basta, tempo al tempo, ma soprattutto’Grazie Presidente!’

    • E S V 4 anni ago
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      Invece che tenere fisso lo sguardo all’orizzonte sarebbe meglio guardarsi attorno specie alle spalle e badando bene dove si mettono i piedi.
      Tanto per cominciare non va assolutamente perduta la partita di domenica con la quadra materasso dell’Astrea.
      E poi ci sarebbe da organizzare una pronta rivincita con il Roselle del duo Ceri-Camilli per vendicare la sconfitta per 3 a 1 nell’esordio del Grosseto di Pincione & Company in terra maremmana di qualche settimana fa.

    • multisala 4 anni ago
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      guarda che sono loro a dire di voler vincere subito il campionato!

  6. Fabio 4 anni ago
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    Camilli vuol far crescere il Roselle per usarlo come cavallo di Troia contro la nuova società. Ricordate che ha sempre una società che si chiama US Grosseto.
    Se poi trova terreno fertile nella dirigenza del Roselle, che si definisce tifosa biancorossa, la frittata è fatta.
    Ignorare è l’unica cosa possibile. Per me c’è solo Max Pincione! In un mese e poco più ha già fatto tantissimo e sono sicuro che ne farà ancora.
    FORZA GRIFONE!!

    • E S V 4 anni ago
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      No Fabio, non credo che le cose stiano così come tu dici.
      Più semplicemente il neo padrone della Viterbese approfittando di alcune conoscenze pregresse e addentellati sul posto qui nel grossetano e con gli strumenti della pecunia e delle promesse sta solo cercando di indebolire in modo indiretto l’iniziativa dell’FC Grosseto, ma non con l’obbiettivo di rilanciare chissà quale fantomatico progetto futuro locale su base US Grosseto di cui dispone ancora del Titolo e di cui ormai però non può più fregargliene una beata mazza dopo quello che ha freddamente e cinicamente combinato bensì per rafforzare le possibilità di vittoria della sua Viterbese-Castrense per la quale l’Fc Grosseto può costituire se migliorato nell’organizzazione societaria e nella squadra una ben precisa e concreta minaccia ai suoi sogni viterbesi di leadership.
      E malissimo ha fatto il Roselle di Ceri a farsi intrappolare rendendosi complice strumento passivo per banalissimi e inconsistenti sogni di gloria di questo subdolo disegno.

      • E S V 4 anni ago
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        Anzi ti dirò di più Fabio.
        Quando il presidente del Roselle Calcio, lasciatosi pervadere evidentemente dal demone dell’arrivismo, si renderà conto di quello che ha fatto, cioè di essersi venduto al nemico per quattro sghei anziché concorrere a sostegno del nuovo progetto del Grosseto Calcio a suo tempo abbandonato come uno straccio vecchio dal precedente padre-padrone e che ora rischia di diventare il suo di Roselle -Calcio il nuovo padre-padrone , ecco quando si renderà conto di fronte al baratro che si sarà scavato con le sue mani di quello che ha fatto, sarà ovviamente troppo tardi per rimediare o per fare un passo indietro per la propria impossibile salvezza.

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