Porchia: in Maremma sono stato molto bene

Il difensore Sandro Porchia (1977) ha militato nel Grosseto durante la stagione 2008-09, quella in cui la squadra sfiorò la Serie A raggiungendo i play-off ed uscendo sconfitta in malo modo contro il Livorno. Nel suo passato, una lunga carriera da professionista che lo ha portato ad indossare anche le maglie di Rimini e Crotone.

 – Come ricordi la tua stagione grossetana?

Sono molti i ricordi che mi legano ad una ottima stagione in cui raggiungemmo i play-off per accedere alla Serie A. Purtroppo, perdemmo contro il Livorno, ma quella rimane una stagione indimenticabile. Sinceramente non ho grandi aneddoti particolari da ricordare, ma conservo nel cuore la bellissima vittoria con il Parma in casa. Era il 20 settembre del 2008, una data indimenticabile, e segnò Flavio Lazzari.

– Dopo aver lasciato la Maremma, sei andato a giocare a Cosenza.

Sì, mi trasferii in Calabria. Devo dire, però, che non fu una mia scelta quella di lasciare Grosseto, perché mi ero trovato veramente molto bene in Maremma.

– Come è proseguita la tua carriera?

Dopo aver lasciato la squadra unionista, sono sceso in serie C1 prima a Cosenza e poi due anni a Bassano del Grappa. Nel 2012 ho chiuso con il professionismo, ma sono ancora in attività e gioco ancora in Eccellenza in una squadra romagnola.

– Segui ancora il Grosseto?

Certo che lo seguo ancora! Anzi, voglio cogliere l’occasione di questa intervista per mandare un grosso saluto a tutti i tifosi biancorossi ed anche a mister Acori, che mi ha allenato a Rimini.

3 Comments
  1. tommy gr 6 anni ago
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    Se ci saluti con calore, ci fa piacere, anche noi ti riserviamo tanto calore se passi a trovarci. Ah, dimenticavo, anche a te ti saluta Erodiani.

    • Belva 6 anni ago
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      Porchia vergognati !! Hai venduto i play off insieme a Abruzzese,Garofalo,Polito….infami vieni a grosseto vai, che ti salutiamo volentieri

  2. tommy gr 6 anni ago
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    O QUESTA…….«So che Polito (portiere ora all’Atalanta, ndr) prese 150 mila euro per far accedere alla finale dei playoff il Livorno. Pirani mi riferì che lui stesso aveva consegnato tali somme a Polito in nome e per conto del Livorno. Lui mi parlò di Signorelli e Spinelli come riferimento del Livorno». La stessa accusa al portiere, per la stessa partita, venne fatta da Gervasoni («Me l’aveva detto Gegic)». L’affermazione choc arriva direttamente da Massimo Erodiani, tabaccaio abruzzese al centro dell’inchiesta sul Calcioscommesse. L’ha riportata oggi La Gazzetta dello Sport e riporta quanto lo stesso Erodiani ha dichiarato lo scorso 19 luglio alla procura federale dopo essere stato chiamato in causa per dare spiegazioni su alcune partite. In precedenza era stato l’ex difensore del Mantova Gervasoni a parlare di una combine per far uscire il Grifone dai playoff. Ma due giorni fa sull’argomento era tornato anche il quotidiano Libero in un articolo dedicato al paradosso di Piero Camilli che da accusatore è diventato accusato. Lo ha fatto nel dettaglio e non è stato per nulla tenero con il procuratore Stefano Palazzi che, forse (a questo punto lo possiamo anche dire) con sufficienza archiviò tutto. A proposito della denuncia di Camilli Libero scrive «La Digos non poté non avviare un’indagine. Il quadro che ne emerse fu chiaro: secondo la divisione speciale del Tribunale di Grosseto esisteva «un’organizzazione criminale dedita alla falsificazione e alla frode dei risultati calcistici riguardanti il campionato nazionale di serie B». Di questa, sempre secondo la Digos, facevano parte tre giocatori dei toscani: Sandro Porchia (ora al Bassano Virtus), Ciro Polito (Atalanta) e Agostino Garofalo (Spezia). I tre venivano indicati come «gli anelli terminali e determinanti » dell’intera associazione. Quindi la Digos dava ragione ai sospetti del presidente Camilli. Le accuse emerse dalle indagini, sembravano fondate, c’erano addirittura nomi e cognomi. Ma nessuno fece nulla. Nessuno ne parlò. Eppure le carte arrivarono nello studio del procuratore della Figc Stefano Palazzi Che non fece partire un’indagine, non ascoltò ulteriormente Camilli».

    Una ferita aperta che si riapre per il Grosseto, per Camilli e per i grossetani. Lo spettro della Lega Pro da un lato sapendo che, a questo punto, probabilmente quella sensazione di essersi visti scippare qualcosa è qualcosa di più di un sospetto. Ma Piero Camilli come l’ha presa? O abbiamo contattato in Sardegna dove sta trascorrendo le vacanze.

    Presidente, qualcuno diceva che era come Cassandra che lanciava l’allarme ma non veniva creduta. Adesso non si può più parlare solo di sospetto…

    “Io ho denunciato tutto questo anni fa ed hanno archiviato tutto. Poi l’ha detto Gervasoni ed hanno fatto finta di non sentire. Ora lo dice anche Erodiani e che cosa faranno? Adesso questi sono stati inchiodati. C’era o non c’era un disegno contro di noi? Che faranno archivieranno ancora e continueranno ad accusare me che sono una persona onesta”.

    Un’arma in più per lei?

    “Questo non lo so. Palazzi ha archiviato le mie denunce, ma soprattutto non ha tenuto conto di un’importante indagine della Questura di Grosseto. Oggi che cosa fa? Mi deferisce a me ritenendo attendibile Iaconi che lui stesso ha fatto condannare a quasi quattro anni di squalifica. Anche lui inizia ad essere inchiodato dai fatti”.

    Come andrà il processo?

    “Qui è la parola di Iaconi contro la mia. Quella di una persona per bene contro quella di uno che la giustizia sportiva ha condannato. La sa una cosa?”

    Dica…

    “o mi sono stufato veramente. Potrei lasciare il calcio anche se ci prosciolgono. Non è più il mio ambiente. Io ho un’immagine di persona per bene da difendere. Sono sindaco e presidente di consiglio provinciale, sono un imprenditore conosciuto. Mica mi posso rovinare per il calcio. Se lei viene nelle mie zone mi conoscono tutti sanno che sono incorruttibile e che certe cose proprio non le sopporto. E questi, senza prove, pretendono di dimostrare il contrario? Ma allora che ci sto a fare io in un ambiente di questo genere!”.

    Le accuse di Palazzi sono ben precise…

    “Sono la parola di Iaconi contro la mia. Non c’è una prova che sia una. Mi si dice che sono colui che si occupa della straordinaria amministrazione. E’ vero, l’ho confermato. Se c’è da prendere un calciatore e da sborsare dei soldi mica lo fanno gli altri, lo faccio io e decido io. Ma queste sono cose lecite. Un illecito non è straordinaria amministrazione, ma come fanno solo a pensarlo?”.

    Ma le querele le ha presentate davvero per crearsi un alibi di fronte alla giustizia sportiva?

    “Ma lei se viene diffamata che cosa fa? Sporge querela o no?”.

    Certo che lo farei!

    “E allora io ho fatto questo. Appena ho saputo che erano state dette certe cose io ho dato mandato ai miei avvocati di raccogliere le dichiarazioni, verificare se c’erano gli estremi ed ho querelato. Ovviamente ci vuole un po’ di tempo per farlo. Appena tutto è stato pronto abbiamo depositato le denunce. Punto e basta. Che avrei dovuto fare, farla passare così soprassedendo su quanto affermato?”.
    Livorno-Grosseto, nuove rivelazioni choc. Camilli a Gs: “Perché Palazzi archiviò?”
    grossetosport.com

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