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Grifone, ammettere e capire gli errori commessi per tornare a volare

Andreotti

Nessuno a inizio anno si aspettava o pretendeva che il Grosseto vincesse tutte le partite, ma neppure che tutte le certezze acquisite con la partenza perfetta si cominciassero a sfaldare così rapidamente dopo due sconfitte ravvicinate, una in campionato e l’altra in Coppa Italia. Nel primo caso, una sconfitta pesante, contro la seconda in classifica, episodio poi compensato dalla vittoria sul Montecatini e dalla distanza mantenuta a +5 sul Fucecchio nonostante il pari a Camaiore. Ieri, invece, il Grifone ha buttato al vento la possibilità di andare a Firenze a giocarsi la Coppa Italia fase regionale ancora una volta contro lo Zenith Audax. È bastato il missile di Lazzarini, classe 2000, a piegare le gambe dei biancorossi e a regalare una vittoria meritatissima al Montignoso di mister Gassani. Il Diavolo questa volta ha fatto pentole e coperchi al Grosseto di Miano, una squadra apparsa stanca, involuta, prevedibile e lontana parente di quella che ha impressionato positivamente fino a poche domeniche fa (prima di Fucecchio, appunto). Da quel momento, quattro partite ufficiali (tre di campionato e una di coppa) che hanno portato due sconfitte, un pari e una vittoria. In campionato, quattro punti nelle ultime tre gare. Insomma, una mini-crisi evidentissima, che rischia di sciupare e vanificare tutto quanto. Tra l’altro, col mercato invernale iniziato da poco, è chiaro che il club dovrebbe valutare la possibilità di puntellare quelle zone del campo, come la difesa, dove la coperta è apparsa corta, visto che la batteria dei centrali è composta dai soli Gorelli e Ciolli, più dalla loro riserva, Del Nero (vittima, tra l’altro, di un infortunio fino a poco tempo fa). Qui non è in discussione la rescissione con Pirone (voluta e decisa dalla società, sia chiaro), perché la proprietà sta compiendo grossi sforzi economici in prima persona e ha tutto il diritto di stabilire chi tenere o chi far partire, qui c’è da capire che errori passati rischiano di ripetersi! Il Roselle di De Masi, appena due anni fa, in questo periodo veleggiava in testa alla classifica con un rassicurante vantaggio sul Seravezza (giunto fino a +5), ma poi le cose sono cambiate e a febbraio, complici vari fattori, i lucchesi hanno recuperato il gap e si sono portati a +4 in un mese. Questo per far capire che nel calcio non si deve mai essere troppo sicuri. La più celebre frase di Trapattoni, <<Non dire gatto se non ce l’hai nel sacco>>,  racchiude bene il significato del momento del Grosseto. Qualcuno ieri, dopo la sconfitta in semifinale, ha avuto il coraggio di dire che la Coppa Italia non conta e che in campionato il Grosseto è sempre primo a +5 sul Fucecchio come a rimarcare che non ci sono problemi. Al contrario, i problemi ci sono, perché questo non è certo il Grifone costruito sapientemente da Bicchierai e dalla famiglia Ceri per dominare il campionato di Eccellenza. Quello visto nelle ultime uscite è un gruppo che sta vivendo un momento difficile, dove i gol arrivano col contagocce e spesso su calcio piazzato. Bomber Andreotti, poi, appare troppo isolato e continuando a non essere servito a dovere rischia di passare un’annata difficile dal punto di vista personale. Per questo è importante non fare come gli struzzi e nascondere la testa sotto la sabbia cullandosi sul +5 in campionato rispetto al Fucecchio, ma prendere atto che c’è una crisi da superare, cominciando ad ammettere che sono stati commessi degli errori ai quali urge porre rimedio. Se necessario, big o non big, ci sono panchina e tribuna pronte a motivare chi non sta rendendo  come voluto. Di certo, il Grosseto deve smettere di avere paura di se stesso prima ancora che degli avversari, conscio che per vincere il campionato sia necessario tornare a giocare un calcio differente, più propositivo e redditizio. D’altronde, meglio perdere 2 a 0 di fronte a un avversario che si dimostra superiore, piuttosto che soccombere per 1 a 0 non riuscendo poi a recuperare un gol subito dopo 11′ di gioco. Il vero Grosseto non è quello che abbiamo visto ieri a Paganico, lo sappiamo bene, ne siamo certi, per questo è giusto che i biancorossi si prendano le proprie responsabilità, ognuno per quanto di competenza e dimostrino fin da domenica di che pasta sono fatti. L’avversario non sarà insormontabile, perché ha letteralmente rivoluzionato la rosa facendo partire tutti i big, pertanto è l’occasione giusta per tornare a vincere, per di più su un manto erboso speriamo degno di uno stadio come il nostro. Insomma, è il momento di tirare fuori le palle.

Yuri Galgani

Giornalista pubblicista, è appassionato di calcio e statistiche sportive. Vanta esperienze e collaborazioni col Guerin Sportivo (al tempo diretto da Marino Bartoletti), Telemaremma, Tv9, Calciotoscano.it, Biancorossi.it, Vivigrossetosport.it, Tuttob.com e Pianetab.com. All'inizio si è occupato principalmente di Serie B e di Lega Pro, poi anche di Serie D e di Eccellenza. È co-autore del libro Cento passi nella storia, scritto in occasione dei 100 anni dell'Us Grosseto. Da novembre 2014 è il vice-direttore di Grosseto Sport. Conduce la trasmissione web Il lunedì del Grifone ed è il commentatore delle partite dell'Us Grosseto su Gs Tv.

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  • Yuri, secondo te, cosa intende dire Simone nelle famose parole ” Un aiuto dal sindaco non necessariamente economico”?

    • io da semplice tifoso non conosco i termini delle schermaglie comune-us Grosseto, penso e mi auguro che sia tutto risolvibile, anche perché la rinascita del Grosseto e la realizzazione del centro sportivo portate avanti in sinergia, immagino che prevedono una piena sintonia tra la società ed il comune.
      Per quanto riguarda la squadra è evidente che sta’ vivendo un momento delicato, quindi domenica contro il Cecina tutti uniti e comparti per spingere i ns. Ragazzi verso le vittoria, senza sottovalutare gli avversari.
      Per quanto riguarda la società, sono d’accordo con Yuri, mi auguro che intervenga sul mercato, perché un difensore in più serve come il pane, per esempio domenica Ciolli sarà squalificato e Gorelli è in diffida, per quanto riguarda l’attacco, dopo la partenza di Pitone URGE l’arrivo di un elemento d’esperienza, una seconda punta che possa garantire un certo numero di gol da aggiungere al reparto avanzato, composto da elementi validi ma giovani perché si taglia a fette la sensazione di mancanza d’esperienza di un volpone, esperienza che invece non manca negli altri reparti. Per fare un esempio, ci vorrebbe un acquisto tipo Stefano Ferri, che nel campionato di eccellenza 1997/98 arrivò a Novembre e contribuì alla risalita in serie D.
      Per quanto riguarda il Seravezza, due anni fa vinse il campionato proprio grazie agli innesti del mercato invernale, che alla lunga fecero la differenza nei confronti del Roselle che invece rimase piu’ o meno invariato. Quest”anno la nostra classica ci impone di provarle tutte per vincere il campionato, io mi aspetto un intervento in questo senso da parte della società.

      • Con un elemento come Ferri, più poniamo uno come Costa, a febbraio il campionato sarebbe già vinto…ma dove li trovi? E poi verrebbero?

        • io personalmente in questa categoris ne conosco pochi, ma un direttore sportivo competente come Bicchierai sai quanto ne può trovare.
          Senza contare il fatto che a parità d’ingaggio, qual’e’ quel giocatore che rifiuterebbe in eccellenza una Piazza come Grosseto e per giunta in testa alla classifica??????