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Maremmani 1912: “Il Grosseto calcio è morto”

Striscione Maremmani 1912

Grosseto Riceviamo e pubblichiamo integralmente il comunicato inviatoci dal gruppo organizzato Maremmani 1912.

IL GROSSETO CALCIO È MORTO

Dopo gli eventi delle ultime settimane, durante le quali la Fc Grosseto si è ulteriormente disgregata ed i risultati sportivi, e non, hanno infangato ancora di più il nome della nostra città e leso la dignità di tifosi e cittadini, non possiamo che constatare che il Grosseto calcio non esiste più!

Resta solo una sbiadita caricatura irrispettosa di ciò che la nostra squadra è per noi grossetani.

Questa società non ci rappresenta e non rappresenta a nessun titolo il movimento calcistico grossetano né tantomeno la nostra città!

Chi ancora oggi lavora, aiuta, gioca per queste persone deve essere considerato complice di chi ha scritto la pagina più buia della nostra storia!

Abbiamo seguito il Grosseto in tutti gli stadi dove abbiamo giocato in questi anni, ora non siamo più disposti a impiegare tempo, risorse e rischi per una societa che non può più emozionarci…che sta facendo di tutto per spegnere la nostra passione…calpestando i valori di lealtà e dignità che sono i nostri capisaldi.

A malincuore ci priviamo del nostro più grande divertimento, come già da inizio anno abbiamo abbandonato i gradoni di casa nostra, le attività del gruppo continueranno ovviamente in città a difesa del Grifone e dei colori biancorossi che solo noi tifosi possiamo vantarci di amare e rispettare E DI CUI SIAMO E SAREMO SEMPRE I PADRONI.

Da questa esperienza ne usciremo ancora più forti, da questa battaglia ne usciremo vincitori.

Maremmani 1912

 

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Yuri Galgani

Giornalista pubblicista, è appassionato di calcio e statistiche sportive. Vanta esperienze e collaborazioni col Guerin Sportivo (al tempo diretto da Marino Bartoletti), Telemaremma, Tv9, Calciotoscano.it, Biancorossi.it, Vivigrossetosport.it, Tuttob.com e Pianetab.com. Si è occupato principalmente di Serie B e di Lega Pro e dalla passata stagione segue la Serie D. È co-autore del libro Cento passi nella storia, scritto in occasione dei 100 anni dell’Us Grosseto. Da novembre 2014 è il vice-direttore di Grosseto Sport.

Commenti

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  • I ragazzi che giocano non hanno nessunissima colpa o responsabilità…lasciamoli perdere x favore….

  • Bravissimi! Encomiabili come sempre! Onore a chi persegue continuitá, amore per la maglia, rispetto!!!!!

  • C’è da dire che da quando il buon Piero ci ha lasciati fallire, era prevedibile che sarebbe occorso del tempo per risollevarci. Vedere l’Arezzo che è stato diversi anni in B e in Serie C è tornato solo per ripescaggio! Ad altri è andata meglio e il prurgatorio è durato solo un anno, vedi Siena, ma la serie D è tutt’altro che uno scherzetto vincerla. La Massese ci sta facendo la fondata.

  • Approvo e mi riconosco al 100% in questo comunicato, i cui concetti sono gli stessi che vado ripetendo da mesi. A chi difende i “ragazzi che giocano” vorrei semplicemente far presente che sono – ci mancherebbe altro – liberi di farlo, ma che non meritano alcun sostegno, in quanto si battono per una causa sbagliata, oltre che persa. E col Grifone non hanno niente a che vedere.

  • Beh, in effetti sono rimasti in 20 a cercare di mantenere in vita il calcio Grossetano. E sono quei ragazzi che in biancorosso, nonostante tutto, da soli, ci stanno mettendo corpo e anima scendendo in campo a lottare per la dignita’ della maglia che rappresentano e di se stessi.

  • Fatemi capire, quindi chi e’ complice del fc Grosseto merita di essere aggredito sotto casa….e’ proprio vero che in Italia la politica ti porta via i soldi, la casa e la dignita’ nessuno muove una foglia, se pero’ ti toccano la squadra del cuore….Premetto che sono un appassionato di calcio ma non sono un tifoso sfegatato del Grosseto, come cittadino grossetano mi scuso con i due ragazzi che hanno subito quell’atto barbarico

  • Tutto condivisibile, ricordando però che episodi di violenza come quello di domenica infangano il nome ed i cittadini della città di Grosseto in modo maggiore di una sconfitta sportiva.
    Le proteste hanno senso solo se fatte in modo civile.
    Quindi se volete bene a Grosseto, non solo al calcio, tutti dobbiamo vigilare per evitare che avvengano fatti simili.

  • Forse “quei ragazzi” giocano perché amano il calcio e sperano di essere notati per avere un futuro. Considerarli “complici” mi sembra una parola troppo grossa e potrebbe incoraggiare reazioni. Padroni di non sostenerli, di non andare a vederli, ma lasciateli stare.

  • Infangare i ragazzi che hanno solo il difetto di giocare al calcio per difendere questi colori chiedendoli di non giocare facendo in modo che gli allenatori se ne vadano non mi sembra che sono da tifosi che vogliono bene alla città tanto più usare violenza. Si può contestare la società ma non i ragazzi soprattutto se danno tutto per la maglia.

  • In questo paese chiamato italia funziona tutto al contrario. Se uno ruba un pollo perchè ha fame lo mettono in galera e buttano la chiave. Se uno fa una rapina, gli danno un’annetto. se uno allo stadio o per ragioni di stadio da una pedata quattro o cinque anni di daspo. A me personalmente i conti non tornano.
    soprattutto perchè la legge italiana permette che personaggi legati a squadre di calcio facciano debiti a nastro, senza che siano fermati dalla legge e qui ancora cari amici i conti non mi tornano, perchè una società di calcio è una azienda e se una azienda, non paga i dipendenti o i fornitori fallisce chiude. Credo che tutto ciò vada ricercato nella società, nella perdita dei veri valori e nel fatto che qualcuno che dovrebbe essere preposto a fare leggi pensa ad altro. i giovani calciatori, fanno i loro interessi, non quelli della città di Grosseto! io non voglio calciatori che si mettano in mostra! io voglio una società seria che lavora per costruire calcio a Grosseto, non per cose che non comprendo. La ferrari non la compro, perchè so che non la potrei mantenere. Invece con le squadre di calcio è tutto possibile, è un’altro mondo? Forse invecchio male!!!

  • Signori, cerchiamo di capirci: il fatto che non si approvi e non si apprezzi il comportamento di chi scende in campo per conto di una società che con Grosseto e i grossetani c’entra come il cavolo a merenda, ridicolizzando il nome della nostra città, non avalla e non intende giustificare in alcun modo il famigerato episodio di alcuni giorni fa che, qualora le cose si siano svolte realmente come raccontato, è e resta un gesto assurdo e inqualificabile, dal quale chiunque possieda un minimo di buonsenso non può che prendere le distanze.






















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