Quattro vigili del fuoco di Grosseto partecipano alla Gea Bike Trail. In sella alle loro Mbk dovranno percorrere 600 chilometri attraversando l’Appennino

Grosseto. Il Gea Bike Trail è l’unica l’unica avventura in mtb che percorre il crinale appenninico. Nessun cronometraggio, nessun supporto esterno, solo il ciclista e la sua bici. La sfida è quella di completare il percorso, inaugurato da Messner nel 1983, sul crinale degli Appennini per 600 chilometri, 22.000 metri di dislivello, 37 passi, attraverso tre parchi nazionali, sette parchi regionali e aree protette. 60 per cento di single track, 35 di sterrato e solo 5 di asfalto, Inaugurazione e partenza di gruppo dal 29 giugno. La partenza è libera fino al 30 settembre. Tra coloro che parteciperanno a questa bella avventura a contatto con la natura anche quattro Vigili del fuoco di Grosseto. Sono Mauro Borracelli, Stefano Terenzi, Aldo Romanini e Luca Brinieri.

“ Sono ammesse a questa gara non gara, perché lo scopo principale è quello di arrivare alla fine” spiega Stefano Terenzi “ Le prime cento persone maggiorenni, appartenenti ad ogni nazionalità. Il punto di arrivo ci è stato comunicato una settimana prima della partenza, così come il tracciato. La caratteristiche della “Gea Bike Trail” è quella di una avventura su strade asfaltate, strade bianche e sentieri. Il percorso non è chiuso al traffico e pertanto è obbligatorio rispettare il codice della strada. E’ anche obbligatorio il rispetto delle norme di comportamento e dei regolamenti nelle aree protette e nei parchi naturali che attraverseremo. Il percorso non è segnalato e viaggiamo a nostro rischio e pericolo, perché la partecipazione è considerata come una libera escursione personale e non è presente alcun servizio di assistenza sanitaria, alimentare e meccanica da parte degli organizzatori, come recita il regolamento” Obbligatorio anche il materiale per la sicurezza personale dei partecipanti, come la mantellina impermeabile ad alta visibilità o con inserti catarifrangenti, il telefono cellulare con adeguate batterie di ricambio e caricabatterie. Casco omologato. Apparecchio gps, il sacco a pelo e l’utilizzo obbligatorio di una bici mountain bike con ruote tassellate. I paesi dell’Appennino sono ricchi di ristoranti, locande e piccoli alberghi dove mangiare e dormire prima di ripartire per il passo successivo. Il percorso è duro e costringerà in alcuni punti a scendere dalla bici e spingere o addirittura a caricarla sulle spalle. Le strade asfaltate sono pochissime, praticamente solo nei paesi attraversati, questo metterà alla prova fisicamente e mentalmente tutti i partecipanti. Le fonti lungo il percorso sono molto frequenti e i punti dove acquistare viveri e altri generi anche, ma servirà essere molto lucidi e gestire le proprie risorse per completare il percorso. I grossetani sono partiti lo scorso 24 luglio alle ore 08,00 da Sansepolcoro in provincia di Arezzo, poi proseguiranno, fino al passo dei Due Santi, località Zum Zeri (Ms) al confine tra Toscana e Liguria, e da qui all’arrivo nella splendida cornice delle Cinque Terre, fino alla spiaggia di Monterosso. Non è una manifestazione adatta a tutti. Devi essere preparato fisicamente ad affrontare molte ore in sella alla bici ed in completa autosufficienza. Massimo Galletti

 

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