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Calcio

Clamoroso, sparisce l’Asd Scarlino e nasce l’Asd Belvedere

GROSSETO – Clementini, colpo di scena, chiude l’ Asd Scarlino e crea l’Asd Belvedere che avrà come colori sociale il nero e rosso. Un atto dovuto quello del presidente, improrogabile, vista la diatriba mai risolta con l’amministrazione comunale di Scarlino che lo ha portato a lasciare struttura e campo di gioco.  

Preso atto di questo Clementini, ha spostato la sede del sodalizio a Castiglione della Pescaia, ha preso accordi per portare la squadra a giocare al centro federale di Grosseto, quindi, ora il cambio del nome e i colori sociali. Tutto, tranne il  numero di matricola, che per la Federazione e per le ambizioni di ripescaggio in Promozione è quel che conta e sarà lo stesso.

Come dire, a scanso di equivoci, fa sapere il presidente: <<Che questo non comporterà nulla sulla possibilità del mio sodalizio di essere ripescato nel campionato di Promozione>>.

L’Asd Belvedere avrà lo stesso gruppo dirigente, le cariche sportive e dirigenziali invariate, tranne qualche piccola possibile variazione dell’ultimo momento. Quindi, tutto come prima o forse meglio. Va detto che questa svolta, per certi versi clamorosa, di dare un nuovo nome e una nuova sede alla sua squadra è nata lo scorso anno, quando, senza voler entrare in questioni che non ci competono, di fatto si è venuta a creare una diatriba tra l’amministrazione comunale di Scarlino e la dirigenza dell’Asd Scarlino.

Motivo del contendere, pare sia stato il campo di gioco, la struttura da adeguare in toto. Per questo, l’allora Asd Scarlino decise di giocare, ad un certo punto del campionato, lontano dal proprio campo di calcio, migrando in alcuni impianti vicino della provincia, che non è la condizione migliore per chi ha ambizioni. Evidentemente la diatriba non solo non si è risolta, ma ha portato ad una rottura insanabile tra le parti che hanno convenuto ad un certo punto di dirsi addio. Con il Comune scarlinese che ha fatto i propri passi, anche presso la Figc Toscana, così come ben deciso ha fatto Federico Clementini che a quel punto senza pensarci due volte ha consegnato le chiavi e lasciato la struttura al Comune e lui in  testa con tutti i dirigenti.

Da quel momento, hanno lavorato a testa bassa, vogliosi di dare una nuova casa e un nuovo nome alla loro creatura. Chiuso il campionato anticipatamente per la pandemia, la famiglia Clementini ha aspettato fino alla fine del lockdown per adempiere a tutti quei passaggi legali, logistici e sportivi per assicurare buona vita a questa  realtà calcistica.

Presi i contatti con la Federazione, svolte tutte le pratiche necessarie per i cambi e variazioni, confortati dal fatto di mantenere lo stesso numero di matricola, cosa – ripetiamo – essenziale ai fini di un probabile ripescaggio. Oggi l’ufficialità, nasce l’Asd Belvedere. Gli intenti e gli obiettivi quelli di sempre, di prima. Può cambiare il nome, ma non si cambia l’anima. Creare i presupposti per affermarsi nel calcio dilettantistico maremmano magari a partire dal prossimo campionato in “Promozione”.  Ma questa è un’altra storia.

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Scusate la mia ignoranza ma vi chiedo cortesemente di spiegarmi il senso di queste operazioni, far nascere una squadra che non ha più un riferimento geografico ovvero di sano campanilismo e quindi zero sostenitori, spalti deserti ecc. Non è polemica vorrei solo capire. Grazie

Clementini conferma il suo modo di intendere il calcio. Un giocattolo personale senza alcun riferimento con territorio/paesi/ tifosi/ passione. Una squadra di PlayStation !

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