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La motociclista Silvia Giannetti dopo la bellissima esperienza dell’anno scorso in Perù sta progettando un nuovo viaggio benefico nel paese sudamericano

Grosseto. Tre mesi in Perù hanno lasciato il segno nella grossetana Silvia Giannetti e non solo perché l’hanno portata a conoscere e vivere da vicino le condizioni in cui vivono le popolazioni indigene e i bambini della foresta amazzonica. Il viaggio in Sud America a cavallo della sua potente moto è servito sopratutto a fare beneficenza portando in quei luoghi lontani materiale didattico, vestiario e quant’altro per aiutare i numerosi bambini delle popolazioni native di Satipo che vivono nella zona nord del Perù. Il “Social Tour Perù” iniziativa nata dalla voglia di conoscere e aiutare il paese sudamericano attraverso la collaborazione con Fairtrade International di Franco De Panfilis direttore commerciale della Campiña e Organic Sur, azienda che importa banane, zenzero e curcuma biologiche, biodinamiche e eco solidali dal paese su americano. E’ stato lo stesso De Panfilis a proporle un viaggio che non fosse solamente  turistico  ma soprattutto sociale, diventando nello stesso tempo la testimonial dell’azienda. In quella occasione la grossetana ha raccolto la bellezza di seimila euro, somma che spera di poter incrementare, perché il progetto non si è esaurito con la prima esperienza sudamericana. Silvia vuole portare ancora aiuti a quelle popolazioni con il nuovo viaggio che sta già organizzando come spiega lei stessa “ La prima cosa che ho fatto è stata quella di stampare le bandane e gli scalda collo di Motard che l’anno scorso abbiamo venduto tanto e che ho promosso in tutti gli eventi motociclistici in cui mi hanno invitato. Tornerò in Perù ,ma in altre scuole che sono messe peggio di quelle che ho visitato sempre nella zona Satipo. Ancora non so di cosa hanno bisogno. Ma avendo avuto modo di allacciare diversi contatti, quando arriverò a Lima mi diranno loro cosa comprare. L’importante è raccogliere una cifra consistente per avere tanto materiale da distribuire. Più soldi raccogliamo e più aiuteremo i bambini che vivono isolati in mezzo alla giungla. Dopo il Perù vorrei anche viaggiare in Brasile e in Colombia” prosegue la grossetana “Fairtrade International” mi ha chiesto di documentare il loro premio. In pratica di fare vedere vengono investiti i proventi che rimangono dal progetto eco solidale. Denaro che va all’istruzione, oppure a portare l’energia elettrica e l’acqua potabile in zone isolate, o costruire scuole” Ma Silvia Giannetti nel frattempo non è stata con le mani in mano. La maremmana ha invitato in Italia e abiterà a casa sua per tre mesi la venticinquenne Steysy Niviat braccio destro dell’ingegner Rolando delle cooperative eco solidali della Campiña l’azienda che produce curcuma e zenzero e che si occupa di tutta la parte organizzativa e logistica. I suoi genitori sono gli insegnati che dopo un viaggio di tre ore che li porta all’interno della foresta amazzonica rimangono per tutta la settimana a contatto e istruiscono i bambini nelle scuole del luogo. E’ stata con lei che la grossetana ha avuto il primo contatto e sempre ha spiegato di che cosa avevano bisogno e quale materiale doveva comprare e che la seguita nel suo percorso fino alle distribuzione. Il sogno di di Steysy era venire in Italia, cosa difficile da realizzare per problemi economici. Silvia l’ha aiutata anche in questo e a reso possibile il suo sogno. Massimo Galletti

 

Chi è Silvia Giannetti?
Silvia Giannetti, l’unica donna italiana ad avere partecipato al campionato del mondo Cross Country Rally Raid TT. La grossetana nata nel “1972” inizia la sua attività agonistica nel “2000” con il ciclismo su strada, collezionando diversi successi. L’amore per l’Africa nasce nel dicembre “1999” durante una vacanza. Da quel momento la decisione di passare alla moto da fuoristrada e ai raid africani le esplode prepotentemente. Proprio grazie alle lezioni di guida su sabbia ed ai consigli del compianto, tre volte campione del mondo Fabrizio Meoni, che Silvia decide di partecipare nel “2005” al campionato italiano rally “Raid TT” di Sicilia e dell’Umbria iniziando a fare esperienza di navigazione ed a collezionare i primi successi. Nel “2006” inizia la sua vera e propria stagione agonistica con la prima prova del campionato del mondo in Tunisia durato sette giorni per un totale di “3500” chilometri su sabbia, dune, rocce e fango, conquistando il primo posto nella categoria femminile. La Giannetti partecipa subito dopo ai rally mondiali del Marocco, dei Faraoni arrivando in entrambi al primo posto sempre nella sua categoria. Nel “2007” la grossetana sale nuovamente sul podio vincendo, nella categoria femminile, il rally di Tunisia ed il rally dei Faraoni. Nel “2008” si supera. La rappresentante della Maremma, prima ed unica donna italiana ad avere avuto il coraggio di iscriversi alla Dakar, la gara in assoluto più dura e massacrante al mondo, è a Lisbona pronta per questa nuova impresa, ma sfortunatamente, a poche ore dalla partenza, la gara viene annullata per rischio di attentati terroristici. Dopo questa delusione, Silvia continua ad allenarsi intensamente per partecipare alle successive prove del mondiale, ma rimane vittima di un grave incidente compromettendole tutta la stagione agonistica “2008”. Nel “2009”, grazie alla sua tenacia, alla sua caparbietà, all’amore per questo sport e per l’Africa, partecipa al campionato del mondo che comprende le gare in Tunisia e Faraoni vincendo la categoria femminile. Nel “2010” partecipa alla Dakar “Argentina Cile” classificandosi seconda nella categoria e sessantesima assoluta. Nel “2011” il richiamo della Dakar è forte e riparte per l’ “Argentina Cile” classificandosi terza di categoria e sessantanovesima assoluta. Prende poi parte anche al campionato del mondo rally di Sardegna, arrivando quarta, prima di dare addio al mondo della gare partecipando nel “2012” partecipando al rally di Dubai arrivando quarta. Mg.

 

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