A.A.A. panchina cercasi

GROSSETO. Mai come quest’anno tanti allenatori di nome sono rimasti senza panchina.
Alcuni di loro sono rimasti tagliati fuori dai giochi per motivi di crisi societarie. Casi lampanti sono quelli di De Masi della Castiglionese e di Tosini del Batirose.
Tecnici che hanno fatto bene nell’ultima stagione, ma che sono rimasti senza una squadra.
Poi ci sono altri, che seppur chiudendo da vincitori sono tre anni che sono fuori dai giochi. Vedi Comparini che ha vinto i play off con la Castiglionese, per poi non allenare per un bel periodo.
Con Castiglione è legato anche Marco Travison, che a gennaio ha dato le dimissioni dal Follonica calcio.
Tra i più noti come non dimenticare Franco Cameli; il suo destino è legato sempre a quello dell’Albinia e chissa se nel futuro le loro strade si ricongiugano.

Out anche al momento Carmelo Chiofalo, in sella fino alla fine della scorsa stagione con il Santa Fiora.
Quest’anno a differenza di quello passato non è riuscito il miracolo della salvezza.

Tra i tecnici di prima categoria da evidenziare anche la “disoccupazione” di Berni, Ferrante, Ciavattini e quella di Luciano Tommasi. Il santone del calcio provinciale ha sul proprio curriculum l’ultima esperienza in quel di Castiglione.

Al momento rimane a piede Luca Pantani, che seppur retrocesso, ma tra mille difficoltà societarie con il Braccagni è riuscito a tenere il gruppo unito fino alla fine del campionato e uscire a testa alta da una situazione non certo facile.

Da ricordare anche Bindi, ex giocatore di Grosseto, e nella scorsa stagione ad Orbetello, e Fausto Gorelli.
Sua ultima apparizione in quel di Vetulonia alla guida dell’Etrusca.

Tanti sono out, ma tutti sono pronti per rimettersi in gioco per poter dimostrare il proprio valore.

7 Comments
  1. Larde 6 anni ago
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    Ci sono tanti altri allenatori senza squadra… Ma e’ molto facile visto che tante societa’ si affidano a persone che non hanno titolo x allenare…

  2. marco 6 anni ago
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    …e’ proprio cosi’ LARDE…
    compreso il settore giovanile di molte societa …dove aver un patentino e’ ancora piu importante di una prima squadra.
    saluti..

  3. Sportivo 6 anni ago
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    È importante ma per prende il patentino devi rientrare in un punteggio… Io lo vorrei prendere ma ho fatto solo qualche presenza in prima e diversi campionati di terza ,quindi se ci va uno che ha giocato in eccellenza e ha più punti di me ci rientra lui è io no! È secondo me non è giusto…. ALMENO IO SO CHE FUNZIONA COSÌ… Sennò lo avrei già preso….ditemi se sbaglio

    • marco 6 anni ago
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      ….dipende quanti anni hai giocato…sappi che ogni anno di tesseramento come giocatore porta un punteggio ..
      – 3à 2à 1à stesso punteggio
      – prom/eccel. ”
      – un anno da prof basta per accedere al corso ALLENATORE DI BASE

      di solito i corsi sono di circa 40 “allenatori”

      il diploma consente di avere due punti in piu’

  4. Telline69 6 anni ago
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    Il calcio in queste categorie deve diventare passione e non un lavoro,allenare non vuol dire lavorare almeno nelle nostre realta’.facile andare al campo 2..3 volte a settimana e guadagnare quanto un operaio che lavora tutto il mese dalla mattina alla sera!!!!!!

  5. Carlo Vellutini 6 anni ago
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    I regolamenti di accesso variano di corso in corso. l’ultimo fatto a Grosseto, ad esempio, premiava molto anche i titoli di studio. Ad esempio un laureato, con pochissimi anni di carriera alle spalle, vi sarebbe rientrato.
    Il problema è il solito dibattuto da anni e che riguarda tutta la società italiana, cioè la presenza degli ordini professionali. O li si aboliscono o vi si deve far parte. Essere un allenatore, alla fine, non è altro che iscriversi ad un ordine, dove ci sono vari gradi: farlo per diletto o per professione. Vi faccio un paragone con quello cui appartengo, quello dei giornalisti. C’è l’elenco pubblicisti che, teoricamente, dovrebbe essere il giornalista per diletto, e quello dei professionisti, il giornalista che lo fa di lavoro. Qui è la stessa cosa. Giusto o sbagliato? Le idee sono varie. Non credo che tutto debba ridursi ad un semplice esame sostenuto o ad un corso che si fa una volta nella vita. Ci vorrebbe che la formazione- anche per gli allenatori- fosse continua ed obbligatoria. Se invece bastasse un semplice corso e tutto si fermasse lì, allora credo che ci potrebbero essere tante persone senza patentino che potrebbero tranquillamente fare l’allenatore per competenza. Sui settori giovanili credo che questa preparazione dovrebbe essere anche maggiore.

  6. gilm 6 anni ago
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    beh, articolo interessante.
    vedere gente come Tommasi, Ferrante, Berni e Travison senza panchina per me che da anni seguo il calcio dilettantistico ha davvero dell’incredibile.
    Un capitolo a parte per De Masi e Tosini, le loro vicende, con le squadre che a luglio decidono di rinunciare al proprio campionato, lasciano riflettere.
    Credo davvero che il nostro calcio sarà sempre più povero di contenuti e di categorie.

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