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Grosseto Calcio

Editoriale: l’ombra dell’uomo di Grotte di Castro

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Grosseto. Ad inizio stagione poteva essere il segreto di Pulcinella, tutti lo sapevano, ma nessuno lo diceva. Nell’ultima settimana, però, è stato chiaro a tutti che la presenza di Piero Camilli dietro al progetto Us Grosseto è evidente. Magari a qualcuno faceva comodo credere e far credere che non fosse così, per interessi personali o forse per paura di un suo ritorno. Due gli elementi fondamentali che di fatto hanno testimoniato l’attaccamento che Camilli ha ancora verso il Grosseto: le dichiarazioni nel post partita contro il Gavorrano e l’evidente aiuto dato per il tesseramento di Alexis Invernizzi. Qui non si tratta di essere camilliani o anti-camilliani, ma di analizzare i fatti nell’arco di un periodo a medio-lungo termine. Ed è evidente che alla fine la storia ha dato ragione all’attuale proprietario della Viterbese. Dal suo addio più o meno discutibile, forse spinto anche da alcune scelte della politica di allora che certamente non ne hanno agevolato la sua permanenza, cosa ne è stato del Grosseto calcio? Forse sarebbe meglio dimenticare cosa è successo dopo. Grosseto e la città hanno avuto la possibilità di dimostrare di poter camminare con le proprie gambe ed è capitato in due occasioni: la prima si è giunti poi all’arrivo dell’Fc, la seconda per fortuna ci ha pensato la famiglia Ceri. Ma cosa ha fatto l’imprenditoria locale? Risposta chiara e netta: niente. Camilli è innamorato di Grosseto e del Grosseto Calcio e siamo sicuri che in caso di arrivo, come tutti speriamo in Serie D, la sua presenza possa essere anche maggiore, anche perché  – pro o contro l’imprenditore viterbese – o c’è lui o andiamo poco lontano. Purtroppo, il capoluogo maremmano al momento, ma mi pare evidente anche in passato, non ha saputo mai creare un progetto ed una dirigenza che potessero far raggiungere determinati obiettivi e una certa stabilità alla squadra di calcio della città. E allora non resta che attendere ancora del tempo, mentre magari altri sperano che ciò non accada… Di una cosa, però, sono certo: Piero Camilli ama Grosseto e il Grosseto molto di più di nostri concittadini.

 

Giornalista pubblicista dal 2010, è uno degli editori/fondatori della testata giornalistica on-line Grossetosport, all'interno della quale ricopre il ruolo di direttore responsabile. E' altresì il responsabile dei campionati di Promozione e Seconda Categoria, nonché un esperto di calciomercato.

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10 Comments

10 Comments

  1. grifos

    7 Ott 2017 at 12:16

    Per me Camilli e’ un grande fare la serie b a grosseto è stata un’impresa irripetibile….sugli imprenditori grossetani stendiamo un velo pietoso!!!stiamo molto attenti però a sminuire quanto fatto dai Ceri il loro progetto è per me vincente!!!

    • Yuri Galgani

      7 Ott 2017 at 14:21

      Senza Mario e Simone Ceri in questa stagione saremmo stati senza il Grosseto, poco ma sicuro.

  2. ser

    7 Ott 2017 at 13:20

    Tutto vero ma per quanto riguarda il termine ” amore ” permettetemi di fare un distinguo. E’ un imprenditore e quindi ( giustamente ) il Suo amore è un amore ” interessato ” e come tale nasce e muore a seconda delle opportunità che si presentano ( come dite Voi : politiche e/o economiche )

  3. Federico

    7 Ott 2017 at 13:47

    Caro fabio lombardi camilli ama il grosseto calcio come Spinelli ama il Livorno calcio.cioè mi spiego meglio Spinelli lavora nel settore container traffici navali che squadra sceglie Livorno guarda caso.e così Camilli avrà qualche amico ma quale amore via siamo seri

  4. max

    7 Ott 2017 at 14:36

    ruffiani

  5. Nicola

    7 Ott 2017 at 15:43

    “Addio più o meno discutibile ”
    Ma cosa scrivi?
    Ci ha fatto sparire dal calcio!!!

  6. Angelo61

    7 Ott 2017 at 16:14

    Magari fosse vero. Sarebbe una manna per tutti. Per noi tifosi e per i Ceri che si libererebbero di un fardello troppo gravoso per loro, perché diciamo la verità, il Grosseto non è il Roselle e i limiti già si vedono bene

  7. fabrizio fabbrini

    7 Ott 2017 at 17:28

    I fatti dimostrano che con Camilli il Grosseto ha raggiunto l’apice calcistico…senza di lui solo delusioni. A GROSSETO amiamo fare solo polemiche e chiacchiere…..e non esiste in loco una forza economica che abbia le adeguate risorse per fare campionati prestigiosi e forse manca anche la passione…….esclusa naturalmente l’attuale proprietà. ….a cui deve andare tutto il nostro sostegno, sperando anche nella loro amicizia con la famiglia Camilli.

    • Lupo1912

      7 Ott 2017 at 19:56

      Ragazzi il pallone è quello tondo, il nostro stemma è il GRIFO, il colore (non i colori) biancorosso, il suo nome è GROSSETO, tutto il resto sono chiacchiere, domani tutto allo stadio perché la ns. passione non deve conoscerre categoria…….per quanto riguarda Camilli può piacere o non piacere ma di CERTO è l’unico presidente che ci ha fatto vedere il calcio vero, il resto sono chiacchiere. Poi per quanto mi riguarda il Grosseto lo seguirei anche all’inferno, quindi figuriamoci se non lo seguo in eccellenza,per concludere sostegno totale alla famiglia Ceri

  8. bah

    9 Ott 2017 at 10:45

    Come volevasi dimostrare quello che si pensava sta accadendo, a Grosseto so tutti sognatori, pensano tutti di guida la Ferrari ma poi in garage hanno la Panda, godetevi quello che avete perchè secondo me è già tanto, compreso voi giornalisti, siete già tornati a fare articoli sul Grosseto e questo è già qualcosa, se non era per chi c’è ora vi toccava scrivere di altro o forse di niente, e questo a prescindere da chi da una mano, grossa o piccola che sia e aiuta a portare avanti questo progetto, perchè è stato ben chiaro dall’inizio che il sostegno era fondamentale, specialmente quello di Piero

    Secondo me altro articolo fuori luogo, come del resto lo era stato il sondaggio sul mandare via Gigi Consonni…
    rimane sempre un pensiero personale..ovvio.

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