Grosseto: scatta la contestazione a fine partita. Camilli a colloquio con i tifosi

GROSSETO. Al termine della partita un gruppo nutrito di tifosi contesta la squadra e la dirigenza. Si dirige verso l’uscita degli spogliatoi e volano i primi cori indirizzati al presidente Camilli accusato di aver cambiato troppi allenatori e non aver rafforzato la rosa nel mercato di riparazione.

Il massimo dirigente unionista scende dalla sala stampa con loro a colloquio in un clima civile seppur di contestazione. Il dito viene puntato contro i giocatori rei di non impegnarsi e di non mettere i dovuti attributi in campo.

La tifoseria non è contenta e quando sono i giocatori a venir fuori i più “beccato” è il centrocampista Obodo. Si ferma anche Maurantonio alla rete promettendo e garantendo del massimo impegno suo e dei compagni, ma questo non fa smaltire la rabbia dei tifosi che oramai da due anni assistono sempre più a sconfitte e debacle interne.

2 Comments
  1. gigi 52 6 anni ago
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    salvo perini,marotta eferretti,il resto semplicemente indecenti.a questo punto c’è da pensare che questi pseudo calciatori,vedendo i gol che prendono,non si giochino le partite.mi auguro di sbagliarmi,non ci voglio nemmeno credere.a parte i gol presi,ho visto in due cose che mi hanno lasciato perplesso:quando il loro portiere ha preso il pallone con le mani un retropassaggio volontario,non c’è stato un solo giocatore ,e qui andava assediato l’arbitro,andare a protestare dimostrando ancora una volta di non avere attributi.l’altra cosa quando è stato reso il pallone sulla rimessa laterale,quando loro l’avevano buttato fuori per fare un cambio.comunque penso che questo sis dovuto in gran parte all’assenza della società ammesso che in 14 anni ci sia stata.ah,dimenticavo:a fine partita hanno avuto la faccia di andare sotto la curva:semplicemente ridicoli!!!!!!!!!!!!!!

  2. Lorenzo Romani 6 anni ago
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    Per la precisione: il retropassaggio è stato un effetto ottico. La palla aveva il giro e battendo in terra ha cambiato direzione: la prospettiva e il passo del loro giocatore hanno dato l’impressione del tocco, ma in realtà non c’è stato. Poi, tra l’altro, il portiere non era nemmeno pressato, non avrebbe avuto alcun motivo di rischiare per prendere la palla con le mani. In campo, con una visuale diversa, hanno visto chiaramente e non ha protestato nessuno

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