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Sport, memoria e legalità: Grosseto scende in campo con “Stop alla Mafia”

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Conferenza stampa di presentazione dell’evento “Stop alla Mafia”. La partita di calcio, prevista per il 26 maggio allo stadio Carlo Zecchini, è stata organizzata in commemorazione dei magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, vittime di Cosa Nostra.

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“Stop alla Mafia – ha dichiarato il sindaco di Grosseto, Antonfrancesco Vivarelli Colonna – rappresenta molto più di un semplice evento sportivo: è un momento di condivisione e riflessione collettiva, un’occasione per ribadire con forza valori fondamentali come il rispetto delle regole, la giustizia, il senso dello Stato e la responsabilità verso le nuove generazioni. – afferma il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna – Il 23 maggio è una data che ha segnato profondamente la storia del nostro Paese. Ricordare Giovanni Falcone e Paolo Borsellino significa rendere omaggio a due uomini che hanno sacrificato la propria vita nella lotta contro la criminalità organizzata, diventando simboli di coraggio, integrità e amore per le istituzioni. La loro testimonianza continua ancora oggi a parlare soprattutto ai giovani, ricordandoci quanto sia importante non abbassare mai la guardia di fronte a ogni forma di illegalità, violenza e sopraffazione. Per questo credo che sia particolarmente significativo far vivere questo messaggio attraverso lo sport.”
Un evento che unisce memoria, sport e impegno civile in occasione della Giornata della criminalità.
Attraverso lo sport – ha sottolineato Carla Minacci, assessore al Sociale – lanciamo un messaggio semplice ma forte: la legalità si costruisce ogni giorno, insieme, soprattutto coinvolgendo i giovani, le famiglie e tutta la comunità. Falcone e Borsellino ci hanno insegnato che non bisogna mai girarsi dall’altra parte, ma avere il coraggio di scegliere da che parte stare. Questa partita sarà quindi un momento di memoria, ma anche di speranza, un’occasione di inclusione sociale che rappresenta una piccola vittoria contro l’indifferenza e contro ogni forma di illegalità”.
Rendere questi eventi accessibili anche ad un pubblico fragile – ha aggiunto Valentina Corsetti, presidente della Consulta alla disabilità – significa affermare concretamente il diritto di ogni persona a partecipare alla vita sociale, culturale e civile del territorio. È proprio grazie alla sensibilità e all’impegno degli organizzatori, che oggi sempre più persone fragili possono sentirsi realmente incluse in iniziative di grande importanza e rilevanza sociale come questa.
Un’iniziativa promossa da Lux Events Italia con il patrocinio della Regione Toscana, della Provincia di Grosseto e del Comune di Grosseto.
All’evento – ha commentato Klaudjo Viska, organizzatore di Stop alla Mafia – parteciperanno numerose scuole, con il coinvolgimento di tanti studenti, proprio con l’obiettivo di sensibilizzare i giovani su un tema così importante e attuale. Crediamo fortemente che educare alla legalità significhi costruire un futuro migliore, fondato sul rispetto, sul coraggio e sulla responsabilità civile.
Presente anche Andrea Bramerini, presidente di Pro Loco Grosseto, che ha aggiunto: “Per la nostra comunità organizzare questa manifestazione significa trasformare il ricordo in partecipazione concreta. Attraverso lo sport vogliamo coinvolgere famiglie, giovani e istituzioni in una giornata che unisce memoria, legalità e senso di comunità. La presenza di tante realtà diverse in campo è il segno più bello di un territorio che sceglie di stare dalla parte dei valori e dell’impegno civile”.
In campo quattro squadre (Sap Grosseto, Finanza&Friends, Polizia Municipale di Grosseto e Sim Carabinieri), i cui capitani hanno concluso: “Scendere in campo, insieme, rappresentando le nostre divise, significa testimoniare con unità e rispetto il valore dell’esempio lasciato da Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Questa partita non è soltanto sport, ma un momento di memoria condivisa, di impegno civile e di vicinanza ai giovani, affinché i principi di legalità, coraggio e servizio allo Stato continuino a vivere ogni giorno dentro e fuori dal campo”.
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