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Nike League C8 Grosseto, quarti di ritorno: il pallone pesa, i rigori condannano e salvano

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Ci sono sere in cui il calcio a otto smette di essere soltanto un torneo e diventa una faccenda umana. Di nervi,
di gambe molli, di respiri trattenuti davanti a un dischetto. Serate in cui il campo sintetico sembra allargarsi
e stringersi insieme, come se avesse memoria delle paure di tutti.
I quarti di finale di ritorno della Nike League C8 di Grosseto hanno raccontato proprio questo: la crudeltà dei
rigori, l’orgoglio di chi resiste, l’assenza che pesa più di una sconfitta e una rimonta mancata che resta
addosso come pioggia fredda.
Il copione più drammatico lo hanno scritto Realmadrink e FC Turbante.
All’andata era finita 6-5, al ritorno 1-2. Totale: equilibrio assoluto. E quando il calcio non riesce più a scegliere,
consegna tutto ai rigori, cioè al luogo dove il coraggio e la paura si assomigliano terribilmente.
Il Realmadrink passa il turno, ma soltanto dopo una lotteria sporca di tensione. A condannare l’FC Turbante
sono due errori dal dischetto, due palloni diventati improvvisamente pesantissimi. Perché i rigori non li
sbaglia mai il piede: li sbaglia il cuore quando comincia a sentire troppo rumore intorno.
Il Realmadrink, invece, ha avuto la freddezza delle squadre che capiscono il momento e non tremano mentre
tutto vibra. E così vola in semifinale con addosso la faccia stanca delle notti vere.
Molto meno romantica, e forse proprio per questo più amara, la qualificazione dello Sporting Beauda.
Dopo aver già indirizzato il discorso all’andata con una vittoria larga contro SkyblueVillage, la squadra si è
ritrovata il ritorno senza avversari: SkyblueVillage non si è presentata. Fine della storia prima ancora di
cominciare.
Lo Sporting Beauda passa il turno senza bisogno di giocare, ma il calcio resta uno spettacolo strano: a volte ti
regala epiche battaglie, altre volte soltanto il silenzio di un campo vuoto.
E poi Madness contro 4Settembre, altra sfida da mani sudate.
Anche qui il doppio confronto aveva lasciato tutto in equilibrio, senza un padrone vero, senza una squadra
capace di scappare davvero. Così la sentenza è arrivata ancora una volta dai rigori.
Madness si ferma lì, a un passo dal respiro successivo. Passa il 4Settembre, che ha avuto qualcosa in più nel
momento decisivo: forse lucidità, forse semplicemente meno paura. Che poi, nel calcio di marzo, aprile o
maggio, cambia poco.
Ma la storia più folle della serata arriva da Anonimus contro Feet Lover.
I Feet Lover si presentavano forti del successo dell’andata, un vantaggio minimo, appena un gol, cioè niente
nel calcio. E infatti il ritorno sembrava trasformarsi in un incubo: Anonimus vola, accelera, sogna addirittura
un clamoroso 5-1 che avrebbe ribaltato tutto e cancellato ogni certezza.
Invece il calcio, come sempre, si diverte a cambiare trama quando tutti pensano di averla capita.
Feet Lover resta in piedi nel momento della tempesta, trova le reti necessarie per trascinare il ritorno sul 6-
6 e si prende una qualificazione che a un certo punto pareva scivolargli via dalle mani.
Non è stata una partita: è stata una scossa elettrica lunga sessanta minuti.
E adesso le semifinali.
Con quattro squadre ancora vive e la sensazione che, in questa Nike League C8, nessuno riesca davvero a
sentirsi al sicuro. Perché il calcio amatoriale ha una bellezza feroce: non protegge nessuno, ma regala storie
che sanno sembrare enormemente vere.
Articolo di Alfonso Picozzi
Foto di Stefania Acierno

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