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La sedicesima giornata della Nike League C8 di Grosseto non rivoluziona la classifica

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Sedicesima giornata, dunque, che non rivoluziona la classifica ma la scolpisce meglio. La vetta resta solida, il
fondo arranca, e in mezzo c’è quella zona dove tutto è ancora possibile. È lì che il campionato respira davvero.
Ed è lì che, probabilmente, si deciderà tutto. La partita che resta addosso è quella tra Fc Turbante e Skyblue Village. Finisce 8-5, ma il punteggio è un
bugiardo di talento. Perché dentro quei tredici gol c’è una partita che, per venti minuti, ha avuto un padrone
solo: il Village. Quattro a zero, freddi, spietati, quasi increduli loro stessi di tanta facilità. La Turbante, terza
forza del campionato, sembrava una squadra smarrita, come uno che entra in campo e dimentica perché è
lì. Poi succede qualcosa – succede sempre qualcosa nel calcio – e la partita si ribalta. Non di colpo, ma a
strappi, come un respiro che torna dopo l’affanno. Otto gol dopo, la Turbante si prende i tre punti, ma lascia
la sensazione di una squadra forte che ogni tanto si complica la vita. Il Village invece esce sconfitto, sì, ma
con una mezz’ora iniziale che grida ancora vendetta.
Tutto secondo copione, invece, tra Madness e 4Settembre. Finisce 1-8, e non serve cercare metafore
complicate: la prima in classifica fa la prima della classe. Ordinata, concreta, senza fronzoli. Una vittoria larga
che non è solo numeri, ma anche messaggio: il campionato passa da loro, e per ora nessuno sembra davvero
in grado di deviare il corso.
Poi c’è la partita che non è mai davvero iniziata. Nacot contro Real Madrink: 1-12. Un risultato che pesa, ma
pesa ancora di più il contorno. Nacot si presenta con un uomo in meno, già in salita prima ancora del fischio
d’inizio. E il campo, che di solito concede almeno una possibilità, stavolta è stato spietato. Ultimi in classifica,
e con quella sensazione difficile da scrollarsi di dosso: non è solo una questione di tecnica, ma di resistenza,
di presenza, di esserci. Dall’altra parte, Real Madrink fa il suo, senza pietà e senza bisogno di aggiungere altro.
Infine, la sfida più equilibrata: Feetlovers contro Anonimus. Quinta contro quarta, e si vede. Finisce 3-2, una
partita stretta, giocata sul filo, dove ogni episodio pesa il doppio. I Feetlovers si prendono la vittoria e forse
qualcosa in più: la sensazione di poter guardare verso l’alto senza chiedere permesso. Gli Anonimus restano
lì, con il rammarico sottile di chi sa di aver perso terreno in uno scontro diretto.

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