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La corte d’appello della Fisr accoglie il ricorso: tolte le quattro gare a De Oro, ma nessuna ripetizione

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La corte sportiva di appello della Fisr, riunitasi mercoledì 24 Maggio, ha accolto il ricorso presentato dal Circolo Pattinatori Grosseto, nella persona del presidente  Stefano Osti, contro la decisione del giudice sportivo nazionale in merito alla squalifica di 4 giornate e all’ammenda 450 euro comminate al giocatore Gaston Alberto De Oro Marinaro  al termine di gara3 di semifinale scudetto del 17 maggio 2023 disputata a Trissino. Il Gus, infatti, a seguito di una segnalazione del settore tecnico aveva utilizzato la prova tv per sanzionare un contatto di gioco tra il giocatore italo argentino dell’Edilfox e il capitano dei veneti, dopo che l’arbitro Marco Rondina non aveva rilevato falli da parte del grossetano.
La Corte Sportiva di Appello della Fisr, composta dagli avvocati Enrico Valentini, Augusto Di Marziantonio e Gianluca Simeoni,
ha però completamente annullato le quattro giornate di squalifica e l’ammenda, accogliendo quindi in toto il ricorso presentato dall’avvocato Lorenzo Maestrini per conto del Club maremmano, «Considerata la documentazione in atti ed in particolare le foto e il video dell’azione di gioco de qua; considerato che l’arbitro della gara, che appare ben posizionato, ha potuto vedere e valutare la condotta in esame giudicandola non fallosa, che l’applicazione della sanzione in oggetto, a seguito di successivo esame video, costituirebbe di fatto una revisione del giudizio arbitrale non consentita dalla normativa specifica».

Una decisione accolta con una certa amarezza e rabbia dall’entourage che s’è visto togliere ingiustamente dal campo uno dei giocatori migliori, che avrebbe potuto cambiare le sorti della gara 4, risolta dal Trissino ai rigori. E purtroppo non si può chiedere la ripetizione di una gara già omologata.
«Siamo caduti in questa sfortunata situazione – commenta il presidente Stefano Osti – per eccessivo zelo del settore tecnico, c’è stata una valutazione errata da parte del giudice sportivo, sconfessato dalla corte sportiva d’appello. Nessuno può dire come sarebbe andata a finire con De Oro in campo, ma è ingiusto quello che è accaduto. A questo si aggiunge l’amarezza per l’inammissibilità di un eventuale ulteriore ricorso perché sarebbe improcedibile qualsiasi ulteriore azione. In ogni caso giustizia è stata fatta ed il caso che ci ha visto nostro malgrado protagonisti sarà oggetto di ampia discussione e confronto nelle sedi federali competenti per evitare, in futuro, che accadono episodi come quelli occorsi in nostro danno».
«L’errore in cui è in corso il Giudice Sportivo è stato generato da una segnalazione al settore tecnico il quale ha inviato un estratto del video della gara tra il Trissino ed il Grosseto al Giudice Sportivo ai sensi del Cu 053 del 04/01/2023 che prevede la possibilità di introdurre la Prova Tv per atti di violenza o gravemente antisportivi commessi, tra i vari, da tesserati nei confronti di altri  tesserati non ravvisati dagli arbitri  – spiega l’avvocato Lorenzo Maestrini – Nel nostro caso, invece, l’arbitro, che era molto vicino all’azione contestata, ha valutato la condotta del giocatore del Grosseto in diretta ritenendola non meritevole di alcuna sanzione. La prova tv, infatti, e questa è la ratio dello strumento probatorio così come pensato dal legislatore sportivo, deve essere utilizzata dalla giustizia sportiva per andare a colmare, tra le varie, una mancanza dell’arbitro qualora questi non veda un episodio o, comunque, quando tale episodio sfugga alla sfera di controllo dello stesso direttore di gara; in altre parole, non si può ricorrere alla Prova Tv allorquando l’arbitro ha già delibato sul punto assumendo una decisione ben precisa.
Ritengo, quindi, che la decisione della Corte Sportiva di Appello sia chiarissima sul punto e che abbia fatto definitiva chiarezza e giustizia. Purtroppo, non si può chiedere la ripetizione per una gara già omologata, ma, sicuramente, la decisione dell’Organo di seconde cure sarà destinata a fare giurisprudenza».
«Vorrei ringraziare l’avvocato Lorenzo Maestrini – conclude il presidente Stefano Osti – per l’ottimo lavoro effettuato e per permettere al nostro giocatore di essere in campo dalla prima di campionato».
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