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Calcio

Stefano Rosini: “Basta con il finto fair play di buttare fuori il pallone”

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GROSSETO –  Il noto allenatore maremmano, tra i più preparati in ambito giovanile, da sempre molto attento ad alcune problematiche del calcio a tutti i livelli, qualche giorno fa ha postato sui social la frase, emblematica, riportata nel nostro titolo. Non una provocazione, ma una vera e propria presa di coscienza rispetto ad un modus operandi che anche a nostro avviso rasenta il ridicolo.

Una considerazione che abbiamo raccolto e voluta sviluppare con lo stesso tecnico. “Ormai – spiega Stefano Rosini – è pieno di giocatori che quando perdono un contrasto o non arrivano sulla palla si gettano a terra nella speranza che il – fairplayista infuriato “di turno calci fuori la palla! In gergo dicesi, “fair play tattico -. Sì, proprio fair-play tattico. Nel calcio infatti, continua il tecnico maremmano – rimanere a terra dopo un contrasto è ormai è usato come pratica per fermare il gioco e basta, quindi sarebbe più sportivo non fermarsi, così la si smetterebbe di utilizzare questo gesto non sportivo. Anche perché c’è una norma che obbliga l’arbitro a fermare il gioco nel caso in cui evidenzi un pericoloso scontro di gioco, soprattutto se dovesse riguardare uno scontro con la testa.

Un modo per evitare tutto questo sarebbe quello di aggiungere una regola cioè: chi obbliga l’interruzione del gioco deve rimanere fuori dal campo per almeno 4/5 minuti, dato che era così dolorante da dover interrompere il gioco per ricevere cure. Diciamolo chiaramente, utilizzare come tattica uno pseudo-infortunio non mi pare proprio un grandissimo esempio di sportività. Il vero fair play è tutta un’altra storia. Quello che avviene sostanzialmente nei nostri campi a partire dalla serie A arrivando ai dilettanti fino alle categorie giovanili e io lo chiamerei FAIRPLAY TATTICO, da paragonare al fallo tattico. Quindi sarebbe ora che si ponesse fine a questa finta idea di “fair play” perché non se ne può più di vedere “buttare “fuori il pallone, il più delle volte senza motivo.”

Giornalista pubblicista dal 2010, è uno degli editori/fondatori della testata giornalistica on-line Grossetosport, all'interno della quale ricopre il ruolo di direttore responsabile. E' altresì il responsabile dei campionati di Promozione e Seconda Categoria, nonché un esperto di calciomercato.

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Visto che esiste il VAR in certe simulazioni evidenti andrebbe usato. Esempio, appunto, di chi appena sfiorato in altra parte del corpo, si butta a terra come una pera e si mette le mani al viso come se lo avessero colpito con una mazza da baseball. Ecco un caso da VAR e da ammonizione! Le simulazioni con urla disumane fanno ormai parte, non di rado, di un teatrino falso. Comunque se la regola dice che solo l’arbitro può fermare il gioco, ogni interruzione volontaria ingiustificata andrebbe sanzionata. Basterebbe applicare una sola volta questa regola, magari con un preavviso negli spogliatoi e finirebbe per sempre questa frequente simulazione. Perché ha ragione Stefano. Il giochino si presta a furbesche scene per bloccare gli avanzamenti del nemico. Non sempre ma sempre più spesso di prima.

Condivido in pieno

Sono d’accordo Stefano, l’unica cosa che non puoi lasciare fuori un giocatore obbligatoriamente per 4/5 minuti è troppo penalizzante e poi, come puoi stabilire se uno sta simulando o si è fatto male veramente.
Resta il fatto che è veramente una pratica anti sportiva il fatto di buttarsi a terra e va corretta con l’azione di non fermare mai più il gioco se non per situazioni veramente pericolose.
Purtroppo difficili da evidenziare nellimmediatezza

Perché finto? Forse si potrebbe evitare ma non ne comprendo l’ ipotetica ipocrisia che gli viene attribuita. Caro amico io sarei molto più severo cin certe entrate assassine che rischiano davvero molto male e cin le sceneggiate ckn mani sul viso di certi giocatori appena sfiorati, magari sul petto

Ha ragione, il vero fair play esiste solo nel rugby, quello nel calcio fa cagare

Condivido

Hai ragione. Io metterei una ammonizione per chi butta fuori il pallone. Se la regola parla di decisione arbitrale deve essere l’arbitro, come sempre era stato in passato, a decidere se sospendere il gioco o no. Fra l’altro a volte si vedono aggressioni di avversari a chi ha continuato a giocare. Fra l’altro nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di piccoli o medi infortuni che non hanno il minimo aspetto dell’emergenza. Solo i traumi cranici e i rarissimi malori cardiocircolatori possono rientrare in questo ambito. Ma anche li sempre l’arbitro decide interruzione e mezzi di aiuto.

Ben detto.
Il giocatore infortunato deve stare fuori dal campo almeno 5 minuti.

Daiiiii




 

 

 

 




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