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Calcio

Editoriale – Abolire il vincolo sportivo significa far morire lo sport giovanile

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Grosseto – Abolire il vincolo sportivo significa far morire il calcio e lo sport giovanile dalla categoria giovanissimi a quella juniores.
Quale sarà quella società che investirà su un giovane che può perdere da un momento all’altro?
Nella proposta infatti si parla di un premio di formazione per la società che ha preparato il giocatore. Ma come verrà calcolato? Sarà per tutti uguale? In base alla categoria della società che lo richiede? Verrà premiato il lavoro di una società che lavora bene?
Forse non tutti gli ideatori di questa riforma, che a mio parere è  populista e qualunquista, consentitemi il termine, sanno che una società crede in un giovane ogni anno pagando tute, buono scarpette, visita medica, completi, un allenatore, facendo fare ai ragazzi la doccia, accendendo i riflettori del campo sportivo e via discorrendo.
Ma c’è un aspetto fondamentale che è quello sociale. Questi signori che forse mi immagino non sono mai stati dirigenti sportivi o non avranno chiesto a qualche professionista del settore, sanno quanti ragazzi sono stati “salvati” dalla strada e dalle brutte amicizie perché magari facevano parte di un gruppo all’interno di una compagine sportiva?
E saranno loro i primi a pagare perché le uniche società che continueranno a svolgere il settore giovanile magari si troveranno costretti a chiedere una quota di iscrizione come nella scuola calcio ed in tempi come questi di grave crisi quanti saranno i genitori che potranno permettersi tutto ciò?
Altro capitolo fondamentale che ricadrà sarà sull’aspetto qualitativo del nostro calcio.
Quale sarà quella società che investirà per avere il migliore tecnico che magari avrà un costo maggiore? O si preferirà quello scarso magari che però viene gratuitamente o per due euro?
Sono cosciente che sto usando parole dure, ma sono quelle nude e crude della realtà e sono sicuro che chi è del mondo dello sport è consapevole di ciò che parlo.
Ultimo aspetto è quello della “guerra” delle società. Lo sapete quanti dirigenti andranno a chiamare i giocatori di un’altra squadra facendo presa sui genitori? Signori questo non è uno sport ed in questo caso non si vuole bene allo sport.
Non è un caso che la LND si sia subito “irrigidita” con un proprio comunicato dove ha manifestato il proprio dissenso.
Se volete e ritenete che sia giusto fare una riforma non c’è problemi a farla, ma magari chiedete ai professionisti del settore, magari qualcosa di più razionale e giusto potrà essere partorito.

Giornalista pubblicista dal 2010, è uno degli editori/fondatori della testata giornalistica on-line Grossetosport, all'interno della quale ricopre il ruolo di direttore responsabile. E' altresì il responsabile dei campionati di Promozione e Seconda Categoria, nonché un esperto di calciomercato.

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sparano già su un cadavere.i settori giovanili sono morti da quel dì.l’abolizione di questa norma è la bomba finale




 

 

 

 




Copyright © 2020 GrossetoSport Testata giornalistica iscritta al tribunale di Grosseto 8/2011 Direttore responsabile: Fabio Lombardi

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