Una partenza dall’Isola Polvese raggiunta in battello, 1.500 metri di nuoto nelle acque del lago Trasimeno, 40 chilometri in bicicletta attraverso il territorio umbro e infine 10 chilometri di corsa sotto un sole implacabile. Sulla carta un Triathlon Olimpico dal fascino straordinario. Nella realtà una gara durissima, resa ancora più selettiva da un caldo che non ha concesso tregua agli atleti.
Ma la Triathlon Grosseto, ancora una volta, torna a casa con il sorriso e soprattutto con un bottino pesantissimo: quattro podi di categoria, con due vittorie e due secondi posti.
La giornata era iniziata in maniera decisamente più rilassata e quasi folkloristica. Gli atleti, arrivati a San Feliciano, sono stati accompagnati in mattinata con il battello fino all’Isola Polvese, da dove alle 13 sarebbe partita la frazione di nuoto.
Una soluzione organizzativa originale e particolarmente apprezzata, capace di trasformare il trasferimento verso la partenza in un momento di condivisione tra gli atleti. Una piccola traversata prima della traversata vera, con il lago intorno e la tensione della gara che lentamente cominciava a salire.
Alle 13, però, i sorrisi hanno lasciato spazio alla concentrazione.
Il sole era già alto e il caldo si faceva sentire quando gli atleti sono entrati nelle acque del Trasimeno per affrontare i primi 1.500 metri. Il lago, particolarmente sofferente in questo periodo per il basso livello dell’acqua e le alte temperature, si è presentato con abbondante presenza di alghe e un’acqua decisamente calda. Condizioni tutt’altro che ideali per nuotare e che hanno reso impegnativa una frazione già particolare per le caratteristiche del bacino. Usciti dall’acqua, dove non c’è stato però molto tempo per recuperare, c’erano i 40 chilometri della frazione ciclistica, disegnati sulle strade del territorio circostante il lago. Un percorso bellissimo dal punto di vista paesaggistico, capace di regalare alcuni degli scorci più caratteristici del Trasimeno, ma decisamente meno romantico quando affrontato in sella ad una bicicletta da gara.
I circa 450 metri di dislivello complessivo hanno infatti reso la bike molto più selettiva di quanto la distanza potesse lasciare immaginare. A complicare ulteriormente le cose ci ha pensato il caldo, con il sole costantemente addosso agli atleti e praticamente nessuna possibilità di trovare zone d’ombra lungo il percorso.
Ma il conto più salato doveva ancora arrivare. Posata la bicicletta in zona cambio, restavano dieci chilometri di corsa.
I dispositivi Garmin degli atleti hanno rilevato temperature percepite sul corpo che hanno raggiunto addirittura i 38 gradi. A quel punto non era più soltanto una questione di velocità. Bisognava gestire lo sforzo, idratarsi, conoscere il proprio fisico e trovare il compromesso tra la voglia di spingere e la necessità di non oltrepassare il limite.
Dieci chilometri che, dopo il nuoto, le salite in bicicletta e ore trascorse sotto il sole, sono diventati una prova di resistenza fisica e soprattutto mentale.
Ed è proprio nelle giornate difficili che arrivano le soddisfazioni più belle.
La Triathlon Grosseto ha infatti conquistato quattro medaglie di categoria.
Grande prova del nostro tecnico Guido Petrucci, che dopo la difficile esperienza vissuta poche settimane fa nel freddo dell’Ironman di Tallinn torna immediatamente protagonista e conquista il primo posto nella categoria M5. Dalle temperature quasi proibitive dell’Estonia al caldo feroce del Trasimeno, Petrucci dimostra ancora una volta quella capacità di adattamento e quella conoscenza del proprio corpo che lo rendono uno dei punti di riferimento tecnici e sportivi della società grossetana.
Splendida prestazione anche per Simone Magini, che conquista il secondo posto nella categoria S3, portando a casa un podio importante al termine di una gara nella quale era facilissimo pagare una gestione sbagliata dello sforzo.
Sul secondo gradino del podio sale anche il presidente Riccardo Casini, secondo nella categoria M4. Ancora una volta Casini non si limita a coordinare e trascinare il gruppo lontano dai campi di gara, ma indossa body e pettorale e risponde con i risultati, mettendo in fila tutti dietro di sé con un tempo in modalità ‘relax’ di 2ore e 28minuti confermandosi atleta competitivo anche in una giornata nella quale esperienza e capacità di gestione hanno fatto una differenza enorme.
E poi arriva un’altra bellissima soddisfazione dalle quote rosa della Triathlon Grosseto.
La meravigliosa Laura Rocco conquista il primo posto nella categoria M5, mettendo la propria firma su una giornata già ricchissima di soddisfazioni per i colori grossetani. Un altro successo femminile per una società che continua a raccogliere risultati importanti dalle proprie atlete e che negli ultimi anni ha visto crescere in maniera straordinaria tutto il movimento rosa.
Quattro podi, dunque, ma soprattutto quattro prestazioni costruite in una delle giornate più difficili nelle quali si possa chiedere a un triatleta di gareggiare.
E quando finalmente l’ultimo atleta ha potuto dimenticare cronometro, watt, frequenza cardiaca e passo al chilometro, l’organizzazione ha trovato il modo migliore per riconciliare tutti con la giornata con piscina e Paella Party.
Difficile immaginare un finale migliore dopo ore trascorse sotto il sole del Trasimeno. Un tuffo in piscina e una grande festa conviviale hanno rapidamente trasformato la fatica in racconti, risate e sfottò, restituendo al triathlon quella dimensione di amicizia e condivisione che, una volta tagliata la finish line, rimane probabilmente uno degli aspetti più belli di questo sport.
Per la Triathlon Grosseto, però, non è ancora arrivato il momento di fermarsi.
Mentre una parte della squadra festeggia le medaglie conquistate al Trasimeno, tutti gli occhi sono già rivolti verso Livigno, dove nel prossimo fine settimana Fabia Maramotti sarà chiamata ad affrontare una delle sfide più estreme della sua carriera e definirla semplicemente un triathlon sarebbe riduttivo.
L’ICON Xtreme Triathlon è considerato una delle competizioni di triathlon più dure al mondo. Una gara nella quale la distanza Ironman incontra l’alta montagna e nella quale il cronometro finisce quasi per passare in secondo piano davanti alla grandezza della sfida. Fabia partirà all’alba nelle fredde acque del lago di Livigno per affrontare 3,8 chilometri di nuoto. Una volta uscita dall’acqua inizierà una frazione ciclistica fuori dall’ordinario: 195 chilometri attraverso alcuni dei passi alpini più duri e iconici, tra i quali il Bernina e lo Stelvio. Dopo quasi duecento chilometri in bicicletta arriverà ciò che, in una gara normale, sarebbe già un’impresa: 42,2 chilometri di corsa, tra sentieri, strade bianche e asfalto, fino all’arrivo in alta quota.
Una sfida nella quale altitudine, dislivello, temperature e condizioni meteorologiche possono cambiare completamente il volto della competizione nel giro di pochi chilometri.
Fabia Maramotti arriva a Livigno dopo una stagione internazionale straordinaria, culminata con la qualificazione ai Campionati del Mondo Ironman 70.3 di Nizza e con il quinto posto di categoria conquistato nel durissimo Full Ironman di Tallinn. Ma questa volta sarà qualcosa di completamente diverso.
Sarà una sfida contro la montagna, contro la fatica e, soprattutto, contro sé stessa. Sarà accompagnata dal tecnico Guido Petrucci.
La Triathlon Grosseto sarà ancora una volta idealmente al suo fianco.
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