Grosseto – Come tutte le belle storie si arriva alla fine. Ed è un lieto fine per quanto fatto alla guida del Roselle da Marcello Marrucci che non ha costruito una società, ma un modo nuovo di vedere il calcio giovanile, un sogno. Quello di costruire un luogo dove i ragazzi potessero sentirsi accolti e valorizzati nella loro crescita.
Questo il suo messaggio. Chapeau per quanto fatto Marcello e per quanto dato al calcio giovanile provinciale e anche e soprattutto a livello sociale.
“Un grazie lungo nove anni
Ci sono momenti in cui la vita ti obbliga a fermarti, a guardare il cammino percorso, a comprendere le priorità e ad avere il coraggio di dire basta. Dopo nove anni lascio molto di più di una semplice società sportiva e lo faccio con il cuore pieno di emozioni, di ricordi e soprattutto di gratitudine. Quando ho iniziato questo percorso avevo un sogno semplice ma ambizioso: contribuire a costruire un luogo dove i ragazzi potessero sentirsi accolti, valorizzati e accompagnati nella loro crescita. In questi anni abbiamo cercato, giorno dopo giorno, di difendere un’idea di sport che mette il ragazzo al centro. Perché dietro ogni giocatore c’è un bambino con sogni, paure, difficoltà e speranze. Il nostro compito non era soltanto insegnare a calciare un pallone, ma aiutare a crescere persone migliori. Sono stati nove anni intensi, fatti di sacrifici, momenti difficili e tante soddisfazioni. Ma soprattutto sono stati nove anni pieni di volti: quelli dei ragazzi che sono passati dalla nostra scuola calcio, degli allenatori che ogni giorno hanno messo passione e competenza al servizio dei giovani, dei dirigenti che hanno condiviso responsabilità e fatiche e delle famiglie che ci hanno affidato la cosa più preziosa che hanno. A tutti voi voglio dire grazie. Grazie per la fiducia, per il sostegno, per le critiche costruttive e per aver creduto insieme a noi che lo sport potesse essere un importante strumento educativo. Un grazie speciale va alla mia famiglia, con la quale condivido ogni progetto, ogni scelta e ogni traguardo. Senza il loro sostegno costante, la loro pazienza e la loro presenza, nulla di tutto questo sarebbe stato possibile. Porterò con me ogni sorriso dopo una vittoria, ogni abbraccio dopo una sconfitta, ogni piccolo miglioramento visto negli occhi di un ragazzo. Perché alla fine sono questi i risultati che contano davvero. Il mio augurio è che questa società continui a essere un punto di riferimento per i giovani e per le famiglie, mantenendo sempre viva la sua identità: prima le persone, poi gli atleti. Grazie a tutti coloro che hanno fatto parte di questo meraviglioso viaggio. Nove anni non sono soltanto un periodo di tempo: sono una parte importante della mia vita che resterà per sempre nel cuore.
Marcello Marrucci”





