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Nike League C8: Il 4 Settembre resiste al Real Madrink e vola in finale. Sporting Beuda, sei gol per prendersi l’ultimo atto
Il 4 Settembre soffre, stringe i denti, ma porta a casa il pass per la finale grazie all’1-1 contro il Real Madrink. Un pareggio che vale oro, perché il vantaggio costruito all’andata si è trasformato nella coperta giusta sotto il temporale del ritorno. E pensare che, guardando la regular season, questa sarebbe dovuta essere una classica partita testacoda. Da una parte chi aveva viaggiato forte e costante, dall’altra una squadra abituata più agli strappi che alla regolarità. Invece il Real Madrink ha giocato una doppia semifinale vera, sporca, intensa. Da squadra viva. Ha tolto ritmo, ha accettato il duello fisico, ha trasformato la gara in una lotta centimetro per centimetro. Ma il 4 Settembre, proprio nei momenti in cui la partita sembrava inclinarsi, ha avuto il merito delle squadre mature: non perdere la testa. L’1-1 finale è una fotografia perfetta della serata. Equilibrio, tensione, paura di sbagliare. E poi quella sensazione che ogni pallone potesse cambiare il destino della stagione. Non lo ha fatto. Perché il 4
Settembre aveva già costruito qualcosa all’andata. E nelle semifinali, spesso, è lì che si decide davvero tutto. Nell’altra semifinale, invece, è andato in scena il manifesto offensivo della Nike League. Sporting Beuda e Feetlovers hanno regalato una partita da montagne russe, un 6-4 che aveva il rumore delle scarpe sul sintetico e il sapore delle gare senza calcoli. Alla fine passa lo Sporting Beuda, e forse non è un caso. Perché chi chiude primo la regular season, raramente lo fa per fortuna. Questa squadra ha ritmo, qualità e soprattutto una certezza rara nei campionati amatoriali: sa sempre dove vuole andare la partita. I Feetlovers hanno avuto il merito di restare aggrappati al match anche quando sembrava scappare via. Hanno colpito, rincorso, riaperto tutto più volte. Ma ogni volta lo Sporting Beuda ha risposto con la serenità delle squadre che conoscono il proprio valore. Sei gol segnati in una semifinale sono una dichiarazione d’intenti. E anche un avvertimento. Adesso la finale dirà il resto. Da una parte il pragmatismo resistente del 4 Settembre. Dall’altra la potenza offensiva dello Sporting Beuda. Il bello della Nike League è proprio questo: arrivi all’ultimo atto e scopri che i numeri della regular season contano ancora, sì, ma fino a un certo punto. Poi restano il carattere, le gambe e il coraggio di giocare quando il pallone pesa davvero.
Articolo di Alfonso Picozzi
Foto di Stefania Acierno


















