E allora chiamiamola pure l’ultima curva del girone di andata, quella dove si guarda lo specchietto retrovisore
e si capisce chi sta viaggiando a fari spenti e chi, invece, ha già acceso gli abbaglianti.
La Nike League Calcio a 8 di Grosseto saluta metà stagione con una giornata che non tradisce il copione:
qualche verdetto che profuma di sentenza, qualche rimpianto che sa di occasione persa, e una capolista che
gioca un campionato tutto suo.
Il quadro si apre con il 4Settembre 14 – Nacot 2, una partita che è quasi una fotografia sociale della classifica.
Da una parte una squadra che corre, segna e si diverte; dall’altra una Nacot che continua a collezionare
sconfitte come foglie d’autunno, sempre più ultima, sempre più ferma a zero punti. Non è accanimento, è
realtà: il 4Settembre fa il suo dovere senza pietà, la Nacot incassa e spera che il girone di ritorno sia almeno
un po’ più gentile.
Molto più vibrante, invece, Madness 4 – Turbante 3, che sulla carta sembrava una formalità per la terza forza
del campionato e che invece si trasforma in una partita vera, ruvida, combattuta. La Madness, penultima,
gioca con il coltello tra i denti e strappa una vittoria che vale più dei tre punti. La Turbante perde, ma non
crolla: il piazzamento resta lì, saldo, anche se con qualche crepa da controllare.
Poi arriva la partita che conferma ciò che tutti sanno ma che qualcuno continua a sperare non sia
vero: RealMadrink 2 – Sporting Beuda 8. Non è una gara, è una dichiarazione di potere. Lo Sporting Beuda
domina, comanda, impone il ritmo come un direttore d’orchestra che non accetta stecche. Otto gol, gioco,
personalità. Il girone ha un padrone, e non sembra intenzionato a traslocare.
Infine, la beffa della giornata: SkyBlueVillage 3 – FeetLovers 4. I primi avanti per buona parte della gara,
convinti di avere la partita in tasca, si fanno raggiungere e superare quando il traguardo è già visibile. I
FeetLovers ringraziano, colpiscono e portano a casa una vittoria che pesa come un macigno sul morale degli
avversari.
Si chiude così il girone di andata: con una classifica che inizia ad avere contorni definiti, ma con abbastanza
calcio ancora davanti da permettere illusioni, riscatti e ribaltoni. Perché il bello dei campionati amatoriali è
questo: non sempre vince il più forte, ma quasi sempre chi ci crede fino all’ultimo minuto. E il girone di
ritorno, si sa, è un’altra storia.
Articolo di Alfonso Picozzi
Foto di Stefania Acierno