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Il comitato Uisp di Grosseto conferma il suo ruolo centrale nel tessuto sociale della provincia

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Non è solo ginnastica, è un patto di salute che lega generazioni. Il comitato Uisp di Grosseto conferma il suo ruolo centrale nel tessuto sociale della provincia, trasformando l’Afa, l’Attività Fisica Adattata portata avanti insieme alla Asl Toscana Sud Est, in un vero e proprio fiore all’occhiello. I numeri parlano chiaro: una rete capillare che conta 37 corsi distribuiti su tutto il territorio provinciale, capace di coinvolgere 900 partecipanti. Ma il cuore dell’Afa non si ferma qui. L’offerta si specializza per rispondere a ogni esigenza: dai 7 corsi a ridotta competenza funzionale (85 iscritti) ai 12 corsi specifici per il rischio cadute, che vedono la partecipazione di 160 persone. In tutto 56 corsi e oltre 1.250 partecipanti. Un esercito del benessere che, sommando i 1.000 iscritti alla ginnastica dolce, supera abbondantemente le duemila unità. A questi si aggiungono i percorsi di inclusione: 30 persone impegnate nei due corsi gratuiti presso la Fondazione Il Sole, dedicati ai diversamente abili.

Il successo dell’Afa affonda le radici in una storia nata nella storica palestra di via Meda. Dove Stefano Goracci, uno degli istruttori più esperti della Uisp, racconta come tutto è iniziato. “Questa attività è cominciata grazie all’iniziativa del professor Sergio Tozzi, mio maestro e mentore – ricorda – Tutto è partito nel 1980 a seguito di un’esperienza della quale lui aveva letto, che si svolgeva in Francia. Cominciammo proprio in questa palestra di via Meda con 15 persone; lui aveva messo a disposizione delle ore e io facevo l’aiuto istruttore, ero al primo anno dell’Isef. Quarantacinque anni dopo, quel seme è germogliato.”

Non tutto è stato facile. “Quando iniziammo – ricorda Goracci – ci furono delle lotte durissime contro la classe medica, perché a quei tempi non si pensava fosse così utile questo tipo di attività. Noi invece avevamo le certezze scientifiche che fosse benefica, perché va incontro a quelle trasformazioni fisiologiche che l’età comporta e favorisce le compensazioni che il nostro organismo attua, ma per le quali deve essere sostenuto e aiutato. Oggi è cambiato tutto. L’Asl riconosce il valore del progetto e ne è diventata promotrice insieme alla Uisp”.

“L’Afa – prosegue il professore – è una risposta al bisogno di attività motoria diffusa. In Italia si fa ancora troppo poco sport, né a livello giovanile né tantomeno a questa età. Avevamo uno slogan che per me resta la chiave di volta: ‘Diritto e dovere di ogni anziano a mantenere il proprio corpo nella condizione migliore’. Abbiamo il diritto di fare attività fisica, ma ha anche il dovere di invecchiare meglio muovendoci”.

“E’ grazie a Stefano Goracci e alla nostra squadra di qualificati istruttori Afa, che oggi sono una ventina – afferma Ilaria Sguazzini, vicepresidente Uisp e responsabile all’attività – che siamo riusciti a portare questa attività nella quotidianità di così tante persone. Oggi il progetto è conosciuto e apprezzato in tutta la provincia e non potrebbe essere così senza la supervisione della Asl e la collaborazione dei Comuni, delle scuole e delle associazioni che mettono a disposizione gli impianti”.

 

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