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Jonathan Roberti: “dico addio al calcio”. Intervista all’ex portiere del Punta Ala.

Era il 17 novembre. Una data che Jonathan Roberti difficilmente dimenticherà. Si giocava la sfida tra Braccagni e Punta Ala, ottava giornata del campionato di Terza categoria. Una domenica normale come se ne trova sui tanti campi di calcio grossetani, ma che cambierà la vita al giovane portiere del Punta Ala. Ad un quarto d’ora dal termine Roberti si sente male. Prima un forte mal di testa, poi la richiesta di zuccheri, ed infine lo svenimento. Il portiere cade a terra quasi privo di sensi. La gara viene sospesa, giocatori e dirigenti si gettato in campo per soccorrerlo. Attimi di panico e di tensione. Il portiere viene soccorso, poi trasportato all’ospedale e ricoverato per gli accertamenti del caso. La gara termina in una situazione surreale, la mente dei presenti è tutta alle condizioni di salute di Jonathan Roberti, compagno e amico dei tanti presenti. Nei giorni successivi Jonathan si riprende, migliora, poi viene operato, ed in tempi record dimesso. Ora il “portierone” sta bene, ha vinto la sua partita più difficile. La sua ultima partita. Sì perché, purtroppo, con il calcio dovrà chiudere del tutto.

Cosa ti ricordi di quel Braccagni-Punta Ala?
“Di quel giorno mi ricordo che stavo bene e che negli ultimi minuti di partita mi è salito un fortissimo mal di testa. Dopo aver preso lo zucchero ho perso i sensi. Il dopo fu un po’ confuso, ricordo che l’allenatore del Braccagni, Pietro Guarguaglini, mi è stato vicino insieme ad un altro giocatore di cui non so il nome”.

Quella partita ha segnato di fatto la cessazione anticipata della tua carriera calcistica?
“Praticamente sì, perché successivamente ho subìto un intervento alla testa dove mi hanno allargato il forame magno asportato una parte di cranio e limato due vertebre. Perciò, oltre al calcio, basta con lo sport dove c’è il rischio di prendere botte dietro alla testa”.

Quanto le manca il campo?
“Il campo è la cosa che mi manca di più in assoluto. Anche se si tratta di Terza categoria, il calcio è la mia più grande passione”.

Nell’ultima gara di campionato del Punta Ala ha dato una mano ai suoi compagni dalla panchina. Per lei un futuro da allenatore?
“Non mi dispiacerebbe, anche se ancora sono indeciso se intraprendere l’avventura di allenatore o preparatore dei portieri. Comunque finché il Punta Ala mi chiederà di dare una mano in qualsiasi modo io sarò disponibile”.

Di questi anni calcistici, qual’è stata la sua miglior stagione? E quale episodio ricorda con maggior soddisfazione?
“Non saprei. Forse la stagione dove abbiamo vinto il campionato col Montiano o quella dell’anno scorso. Sta di fatto che sono state le due stagioni dove mi sono divertito di più e mi sono potuto togliere un po’ di soddisfazioni. L’episodio che ricordo con maggior soddisfazione forse è il giorno della finale dei play off poi vinti col Montiano”.

Come si fa a metabolizzare il fatto che a questa età si deve appendere i guanti al chiodo?
“Lo metabolizzi dal momento che sei costretto, anche se brucia e tanto. Chi ha la passione sa bene quanto possa essere difficile”.

In quest’ultima domanda, le lasciamo carta bianca per dire quello che vuole.
“Troppa gente ci sarebbe da ringraziare… ringrazio tutta la gente che conosco, perché mi sono stati vicini tutti e mi hanno dato tanta forza in un momento particolare. Un ringraziamento particolare va all’allenatore del Braccagni Pietro Guarguaglini e al Punta Ala, società che in maniera particolare mi sta vicino e mi dà l’opportunità di rimanere in questa piccola ma meravigliosa realtà calcistica. Per ultimo voglio ringraziare voi ed il vostro sito che mi avete dato la possibilità di raccontare tutta la mia vicenda, e ciò è un onore per me. Grazie ancora”.

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Andrea Capitani
Responsabile Terza categoria e Altri sport Email: a.capitani@hotmail.it
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