Grosseto – Fare l’abbonamento al Grifone con la consapevolezza che forse non vedrai neanche una partita, ma con la voglia di dare sostegno alla squadra della tua città seppur vivi da 30 anni all’estero.
Questa è la storia di Piero Capponi, grossetano che abita nella penisola iberica da molto tempo, anche se è sempre molto legato alla città natale e ai colori biancorossi.
Oramai è da anni che sei in Spagna per motivi lavorativi ma sei sempre molto ancorato alla Maremma, ci spieghi il tuo percorso della tua vita?
“Sono qui da 30 anni, sono venuto per una scelta di vita e sono rimasto. Lavoro da sempre nel settore immobiliare.
Continuo ad essere legato a Grosseto e alla Maremma, vengo quando posso e seguo con affetto tutto lo sport grossetano. Da qualche anno mi occupo anche di calcio.”
Talmente affezionato che hai fatto l’abbonamento anche se non vedrai forse alcuna partita…
“Si certo, non e’ nemmeno la prima volta. Diciamo che sopratutto negli anni della B e in generale fra i professionisti ho dato il mio contributo.
Mi ricordo che una decina di anni fa avevo anche proposto alla società di creare una tessera speciale per gli “esiliati”, grossetani che sono lontani da casa e che potrebbe aiutare magari con delle cifre simboliche.”
Come si vede il grifone da fuori e dalla Spagna ?
“Con passione e tensione. Se ci pensi negli ultimi 30 anni è successo di tutto.
E seguirlo da lontano, sui giornali prima, sui social e poi ultimamente sulle app dei risultati, e’ sempre stato complesso.
Poi le vicissitudini societarie, le relazioni istituzionali, abbiamo avuto pochi momenti di serenità.
Ho fatto un calcolo, credo di aver visto 8 partite allo stadio, c’ero contro la Fiorentina e mi sono reso conto tardi che ci sono veramente affezionato.”
Cosa vuoi dire ai tifosi biancorossi?
“Che il calcio nel fondo è passione ma anche gestione. E’ difficilissimo fare la C, ma in generale e’ difficile far quadrare i conti e l’unico modo per aiutare e’ fare l’abbonamento.”












