Le parole del Presidente Regionale Figc, Paolo Mangini, rilasciate quest’oggi non possono che trovarmi d’accordo.
Non si può dichiarare che il talento dei giovani calciatori verrebbe disperso per il costo troppo alto delle nostre scuole calcio.
Forse non si è a conoscenza dei costi che ogni società è tenuta a sostenere e che negli ultimi anni sono aumentati a dismisura a causa delle crisi energetiche mondiali che hanno mandato le utenze delle bollette di luce e gas o acqua a prezzi esorbitanti.
Forse non si è a conoscenza che con l’introduzione della riforma dello sport (D.Lvo 36/2021) anche le società dilettantistiche oltre ad avere oneri fiscali e contributivi che aumentano in maniera vortiginosa, hanno visto la burocrazia e gli adempimenti sempre più numerosi.
Forse non si è a conoscenza che quando un bambino ha purtroppo una famiglia con difficoltà economiche per il pagamento della retta non c’è società che capisca la situazione e decide di proseguire in maniera gratuita.
Forse non si conosce più il bello del calcio dilettantistico, che ha il sapore di riunire paesi e ha un valore specialmente sociale che oramai non viene più ricoperto da nessuno.
Forse si è perso il bello del calcio, accecati dai milioni della Serie A e dai tanti calciatori che arrivano dall’estero anche nei settori giovanili.
Come ha scritto Paolo Mangini nel suo comunicato non si possono addossare colpe o parte di esse per le mancate partecipazioni ai Mondiali della squadra italiana. Parole sante.





