C’è un campionato, la Nike League C8 di Grosseto, che continua a fare ciò che il calcio sa fare meglio: ribellarsi
alla logica, prendere i pronostici, accartocciarli e buttarli nel primo cestino disponibile. L’ultima giornata ne
è stata l’ennesima dimostrazione, con risultati che sembrano usciti più dal cuore che dai numeri.
A cominciare dall’impresa dell’F.C. Turbante, che supera 4Settembre con un secco 7-2. Una vittoria contro
pronostico, di quelle che si raccontano a fine stagione con un mezzo sorriso e un “te lo avevo detto”. Turbante
gioca una partita feroce, intensa, senza chiedere permesso, e travolge un avversario che probabilmente
pensava di avere la serata sotto controllo. Il calcio, però, non avvisa mai.
Più sottile, più cerebrale, quasi una partita a scacchi con i piedi, quella tra Sporting Beuda e Anonimus,
finita 4-3. Due squadre tecniche, educate al possesso e all’idea, che si affrontano col rispetto che si deve a
chi sa giocare. È una gara in equilibrio perenne, decisa da episodi e dettagli, come accade quando il livello è
alto e l’errore pesa più di un gol.
E poi c’è la sorpresa che nessuno aveva ordinato ma che tutti si sono trovati nel piatto: Real
Madrink batte Feet Lovers 3-1. Sulla carta i Lovers sembravano avere qualcosa in più, ma il campo racconta
un’altra storia. Real Madrink gioca con l’orgoglio di chi sa di essere dato per spacciato e proprio per questo
si sente leggero. Vince la squadra data per sfavorita, ma forse semplicemente più affamata.
Infine, la partita che non ti aspetti nel punteggio, ma che dice molto più di quanto sembri: A.S. Nacot –
SkyBluVillage 5-9. Nacot perde ancora, è vero, ma segna cinque gol. Cinque. Tanti quanti ne aveva messi
insieme nelle precedenti sei giornate. Una sconfitta che sa quasi di rinascita, perché nel calcio anche perdere
può essere un modo per ricominciare, se almeno ritrovi la via della porta.
La Nike League C8 di Grosseto continua così, tra favole improvvise, gerarchie che traballano e squadre che,
almeno per una notte, riescono a essere migliori di ciò che dicevano di loro. E in fondo, è proprio per questo
che il calcio, resta una cosa tremendamente seria.
Articolo di Alfonso Picozzi
Foto di Stefania Acierno