Bocce, il Consigliere Federbocce Toscana Martini: “Il settore paralimpico il nostro fiore all’occhiello”

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Non solo bocce. Armando Martini, dirigente Federbocce Toscana (delegato di Siena dal 2014 e Consigliere con delega all’attività paralimpica), è uno sportivo a tutto tondo: ha praticato equitazione agonistica a livello nazionale, è appassionato di calcio, ha seguito le figlie nella loro passione per volley e pole dance e ora spende il suo tempo per le bocce. “Lo sport ha sempre fatto parte della vita mia e della mia famiglia, e ancora continuo a divertirmi. Da qualche tempo mi sono avvicinato alle bocce e mi sono appassionato”.

Da sportivo cosa distingue le bocce dalle altre discipline?

“Le bocce sono un gioco intuitivo e facilmente adattabile, si possono giocare ovunque, le può praticare chiunque: sono accessibili e popolari. Questo sport inoltre ha in sé sia una parte atletica che una, assai rilevante, di concentrazione. Attorno alle bocce si crea un’aggregazione stabile: insomma sono uno sport inclusivo e veramente per tutti”.

Il settore paralimpico è in crescita?

“In Toscana si è lavorato molto per la promozione dell’attività paralimpica, specialmente nell’ultimo quadriennio coinciso con l’arrivo alla Presidenza Nazionale di Marco Giunio De Sanctis, per anni Segretario Generale del CIP che per lo sport paralimpico ha fatto tantissimo. Il Presidente regionale Giancarlo Gosti ci punta da sempre, ha investito risorse e coinvolto persone competenti per sviluppare questo settore che è il nostro fiore all’occhiello. Abbiamo realizzato numerose giornate promozionali diffuse su tutto il territorio regionale, andando proprio nei luoghi della disabilità come centri diurni, centri di riabilitazione, oppure giornate in piazza dedicate. A ciò è stato dato seguito in molte realtà, avviando corsi e portando a praticare regolarmente numerosi ragazzi. Al momento sono circa 160 i tesserati, suddivisi nelle ben 16 società del territorio, che praticano attività paralimpica; questo settore sta dando nuova linfa a molte società, che interpretano il loro ruolo in maniera diversa, sentendosi pienamente parte della comunità”.

Nello specifico chi sono i bocciofili paralimpici toscani?

“Ci sono realtà che si dedicano alla Raffa paralimpica per persone con disabilità fisica, una su tutte è la Po.Ha.Fi. di Firenze, che vanta anche numerosi titoli italiani, e i cui tesserati sono in crescita. Molti sono ragazzi con disabilità intellettivo relazionale che hanno trovato nella disciplina bocce uno svago che contribuisce al loro benessere psico-fisico. Diverse associazioni del territorio, centri diurni, ASL, collaborano con le società bocciofile organizzando con regolarità giornate al bocciodromo, laddove sono accolti dagli istruttori. Anche dal punto di vista formativo Federbocce è attenta all’aspetto paralimpico: in ogni corso c’è un modulo dedicato a quest’attività”.

Cos’altro c’è in programma?

“Proseguiremo nel promuovere le bocce paralimpiche, collaborando col CIP e con le istituzioni, daremo continuità a quanto fatto e cercheremo anche di mettere sempre più in contatto tra loro le varie realtà, facendo rete. Dopo il riuscito esperimento di Grosseto dell’anno scorso, avevamo stilato un calendario per il primo circuito regionale a squadre per le società che accolgono la disabilità intellettiva (DIR): si tratta di qualcosa di significativo che potrebbe essere riproposto anche a livello nazionale. Avevamo poi in programma una grande giornata regionale per il lancio della Boccia paralimpica, la specialità dedicata alle persone con disabilità più gravi, e la riproporremo al più presto. Inoltre portiamo avanti la sperimentazione delle ‘Bocce al buio’ con le persone ipovedenti e cieche, un’iniziativa che stiamo rilanciando e che in tanti sostengono”.

Quali sono le sue esperienze più significative?

“Ogni iniziativa mi riempie di orgoglio, ma porto nel cuore il weekend dei Campionati Nazionali di Bocce DIR di Loano dell’anno scorso. Io e mia moglie Rossana abbiamo accompagnato Paola Carrone e Alberto Borghesi, due atleti con disabilità intellettivo relazionale dell’ASHA Pisa, altra storica società affiliata, e abbiamo passato due giorni indimenticabili di sport e socialità in un contesto integrato che esaltava i bocciofili paralimpici”.

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