Editoriale, il calcio giovanile della nostra provincia sta crescendo con strutture ed idee diverse

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Grosseto. Con l’approvazione da parte della giunta comunale del progetto dell’Invictasauro (per la realizzazione nell’impianto sportivo di via Adda di tribune prefabbricate, l’allargamento della sede con tanto di bar, cucina e sala di somministrazione pasti) e con il nuovo centro sportivo di Roselle, che sarà la nuova casa dei giovani dell’Us Grosseto, tutto il movimento calcistico del settore giovanile fa notevoli passi avanti.

Adesso, non possiamo dire che non abbiamo più strutture come altre province, anche se ci sono elementi che non favoriscono la nostra realtà, come quelli di carattere geografico, vedi la distanza dagli altri capoluoghi della Toscana e anche dei paesi stessi all’interno del nostro territorio.

C’è bisogno di calcio e di offrire progetti seri e credibili. Non è un caso che purtroppo, anche per un notevole calo demografico delle nascite, le squadre che partecipano ai campionati provinciali sono sempre meno numerose. Basta guardare quante sono le compagini che partecipano ai prossimi campionati Giovanissimi e Allievi provinciali.

In ogni caso, ci sono piccoli segnali di rinascita. Penso al Paganico, all’Alta Maremma, al Manciano, al Roselle, all’Aurora Pitigliano, all’Orbetello o all’Argentario, senza però dimenticare il Marina. Tutti, con poche risorse, hanno tirato su proposte interessanti pienamente condivisibili.

Un discorso a parte, però, lo merita Grosseto. Partiamo dalla Nuova Grosseto Barbanella che con il nuovo corso Lanzano e con la professionalità di Stefano Camarri vuol proseguire e migliorare. Non è un caso che sia una delle poche società che partecipa ai campionati regionali.

Ci sono, poi, due modi di vedere il calcio in maniera diversa. Da una parte c’è l’Us Grosseto con i suoi giovani da far crescere con l’obiettivo di creare un serbatoio continuo per la prima squadra, mentre dall’altra troviamo la “macchina da guerra” dell’Invictasauro, club nato dalla fusione di due società già forti. Una realtà che si è ulteriormente rinforzata a livello economico e di strutture e che stringendo rapporti di collaborazione con la Pianese (società professionistica) e il Follonica Gavorrano è destinata a crescere in maniera esponenziale.
Tante le figure professionali all’interno della società come il dg, Giuliano Dragoni, o il presidente Paolo Brogelli che hanno tanta passione per fare bene.

Molta attenzione la merita anche il Follonica Gavorrano, sodalizio dalle grosse potenzialità economiche, destinato a diventare un punto di riferimento per il Nord della provincia, soprattutto dopo l’accordo con il Massa Valpiana che sotto la guida di Olaf Peruzzi sta tornando ai fasti di una volta.
Alla società mineraria si è aggiunta poi l’Orbetello Scalo che sta cercando di far nascere qualcosa di positivo sulle sponde della laguna. Pregevoli i risultati raggiunti sotto la guida di un tecnico esperto come Gabriello Carotti. In un anno oltre 60 bambini tesserati rappresentano un traguardo davvero notevole.

Insomma, penso proprio che un’attività così interessante non si era mai vista negli ultimi anni e la speranza è che, seppure da strade diverse, si possano raggiungere traguardi importanti.

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Fabio Lombardihttp://www.grossetosport.com
Giornalista pubblicista dal 2010, è uno degli editori/fondatori della testata giornalistica on-line Grossetosport, all'interno della quale ricopre il ruolo di direttore responsabile. E' altresì il responsabile dei campionati di Promozione e Seconda Categoria, nonché un esperto di calciomercato.

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6 anni fa

Beh tutto vero però quando si parla di calcio in Maremma a me viene in mente la Castiglionese che non esiste più, il Follonica che si è dovuto arrendere dopo. anni di oblio e fondersi con il Gavorrano per rinascere, la gloriosa Massetana che solo grazie al Valpiana è nella geografia del calcio attuale! Penso a realtà come Orbetello e Castel del Piano impantanate da anni in seconda categoria, penso alle nostre società di promozione che non hanno settore giovanile investendo solo in maxi ingaggi per la prima squadra, penso ai tanti giocatori nati tra gli anni 70/80 che sono arrivati nei professionisti dai piccoli settori giovanili che facevano della qualità e non della quantità il loro orgoglio! E per finire ricordo che in Maremma i campi con doppia tribuna e doppi ingressi per la disputa di partite come finali di coppa, spareggi play off e play out si contano sulla dita di una mano! Forse si stava meglio quando si stava peggio ed il calcio era veramente solo un gioco!

Amministratore
6 anni fa

Acturus,
inutile fare i nostalgici, il calcio è profondamente cambiato e non si può tornare indietro.
Crisi demografica, calo degli iscritti, mancanza di risorse, impiantistica inadeguata, norme sempre più restrittive, ecc. ecc. sono tra le cause che hanno fiaccato e stanno fiaccando il calcio in generale, ma soprattutto quello dilettantistico.
Spesso unirsi significa provare a ottimizzare le poche risorse, sfruttare meglio gli impianti, rappresentare realtà più grandi rispetto a quanto fatto finora.
Insomma, il presente è questo e i tentativi messi in atto da Us Grosseto, Invictasauro, Follonica Gavorrano, Massa Valpiana, ecc. sono tutti da incoraggiare.