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Il punto dopo le gare di Prima Categoria: Sant’Andrea in Paradiso, Fonteblanda e Pianella dolorosa retrocessione

SANT’ANDREA IN PARADISO, FONTEBLANDA E PIANELLA GIU’  Era una domenica di verdetti definitivi, da “gare di non ritorno”: se nello spareggio per la Promozione il pronostico poteva essere più incerto data la modalità della gara (con il Sant’Andrea che poi ha prevalso in maniera più che meritata), nei playout è saltato completamente il fattore campo, con i due successi esterni di Virtus Chianciano e Bettolle che hanno condannato alla retrocessione le due favorite della vigilia, ovvero Fonteblanda e Pianella, che appunto disputavano in casa lo spareggio e con la possibilità di ottenere due risultati su tre. La doppia discesa dei neroverdi, purtroppo, fa da contraltare alla scalata del Sant’Andrea, con la Virtus Chianciano che chiude un’annata da montagne russe con il guizzo che vale la permanenza in Prima. Dopo aver passato gran parte dell’anno all’ultimo posto, i viola avevano ottenuto cinque successi consecutivi (tra cui uno proprio in casa del Sant’Andrea) che sembravano garantire la salvezza diretta, salvo poi ripiombare in zona rossa dopo gli ultimi due ko. Ubah, il capocannoniere della squadra, si fa perdonare il rigore sbagliato nell’ultima giornata trovando il gol decisivo. Tanto rammarico in casa Fonteblanda, con la necessità ora di riprogrammare per tornare nelle categorie che la squadra ha dimostrato di meritare nell’ultimo decennio. Una grossa sorpresa è stata anche la rovinosa caduta del Pianella, formazione costruita con ambizione e per obiettivi alti, che però non è mai riuscita completamente ad ingranare. Il Bettolle si aggiudica il playout di rigore e brinda a una salvezza che, fino a un paio di mesi fa, sembrava veramente ardua. Ma questo campionato si è dimostrato avvincente e incerto fino alla fine (basti pensare all’arrivo in tre al primo posto): tutte le squadre hanno avuto la loro possibilità durante la stagione con i valori in campo che cambiavano continuamente a seconda dello stato di forma e delle assenze. Uno spettacolo davvero interessante ed emozionante che alla fine ha premiato chi ha avuto quel pizzico di convinzione e anche di buona sorte in più. Tornando al Sant’Andrea, di cui abbiamo lungamente parlato nei servizi di ieri, c’è solo da alzarsi in piedi e fare i complimenti a una società che in un biennio si è spinta verso confini finora sconosciuti: se l’anno scorso la vittoria del campionato doveva essere pressoché scontata data la rosa costruita (e ciò è puntualmente avvenuto, con tanto di record di punti), quest’anno non era affatto scontato e, anzi, era divenuto quasi proibitivo dopo la partenza ad handicap avuta. Ma i biancocelesti sono stati premiati sia per non aver mollato mai anche quando le cose non giravano per il verso giusto , ma anche da un campionato incerto e così aperto da averli quasi “aspettati”. Chapeau.

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Davide Sbrolli
Pubblicista, responsabile della Prima Categoria. Ha lavorato anche per il Corriere di Maremma.
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