Tra i vari argomenti trattati, il Presidente ha posto particolare attenzione alla riforma dei Corsi Allenatore. Con la nuova procedura che entrerà in vigore il prossimo 1 gennaio, anche su indicazione della FIFA, non verrà più effettuato il corso Licenza D e verrà attuato un nuovo percorso formativo con il mantenimento dell’attuale Corso UEFA C (per tecnici di Settore Giovanile) e l’inserimento del Corso UEFA B (dilettanti-prime squadre) a cui sarà possibile partecipare solo dopo aver frequentato il Corso C e sei mesi di tesseramento in tale qualifica.
Il nodo critico: il salto dalla Terza alla Seconda Categoria
Questa novità rischia di paralizzare il meccanismo virtuoso di tantissime piccole realtà del calcio dilettantistico, in particolare in Toscana.
Come noto, per la Terza Categoria non è richiesta alcuna abilitazione: le società possono affidare la panchina a tecnici di fiducia o ex giocatori privi di patentino. Finora, in caso di storica promozione in Seconda Categoria, la FIGC garantiva una speciale autorizzazione: il tecnico poteva continuare ad allenare la squadra promossa con l’obbligo di iscriversi e frequentare, durante l’anno, il primo corso Licenza D utile.
Con la nuova riforma, però, questo sistema salta completamente. L’obbligo dei sei mesi di tesseramento preventivo con la UEFA C e i tempi notevolmente dilatati del nuovo percorso formativo renderebbero di fatto impossibile la deroga automatica per i mister “senza patentino” promossi sul campo insieme ai loro ragazzi. Una criticità che diverse società di Terza Categoria toscana avevano già sollevato con preoccupazione.
La buona notizia è che il consigliere del settore, Paolo Mangini , – condiviso dal Consiglio Direttivo del Settore Tecnico – ha avanzato una proposta di procedura semplificata.
L’obiettivo è chiaro: tutelare i club e consentire alle società che ottengono la promozione al campionato superiore di poter confermare lo stesso tecnico che ha compiuto l’impresa, naturalmente con l’obbligo di arrivare comunque al conseguimento del patentino “C” per allenare.
Il comitato regionale vigilerà sull’evoluzione della normativa e non appena la proposta verrà formalizzata e recepita, ne darà ampia e tempestiva informazione attraverso i consueti canali ufficiali.





