Purtroppo, leggendo quanto emerge sui social, dobbiamo constatare che Grosseto, ancora una volta, sta subendo una sconfitta che non merita.
Una città con una grande storia sportiva, con società, atleti, dirigenti e volontari che hanno dato tanto, non può continuare a vivere di contrasti, polemiche e divisioni.
Ci dispiace, in particolare, per la diatriba che in questi giorni vede contrapposti il sindaco e il presidente Lamioni. Entrambi avranno le proprie ragioni, ma crediamo che, arrivati a questo punto, sia necessario guardare oltre le contrapposizioni.
C’è un punto dal quale dobbiamo ripartire: il Grosseto è in Serie C e deve rimanerci, costruendo le condizioni per ottenere risultati importanti. La società e il presidente Lamioni devono fare la propria parte, mentre Comune, Provincia e tutte le amministrazioni devono fare tutto ciò che è nelle loro possibilità, sempre nel pieno rispetto delle regole, della città, dei cittadini e garantendo pari attenzione e rispetto alle altre società sportive presenti sul territorio.
Il sostegno a una società professionistica non deve mai significare penalizzare o dimenticare le altre realtà sportive. Le regole devono essere uguali per tutti e ogni intervento deve essere trasparente e nell’interesse generale della comunità.
Avere una squadra professionistica in Serie C può essere fondamentale per Grosseto, sia sotto il profilo economico, sia come grande opportunità per tutto il mondo sportivo e, soprattutto, calcistico della città e del territorio.
Il Grosseto può diventare un punto di riferimento per le tante società che lavorano quotidianamente con i giovani. I settori giovanili devono poter avere davanti a sé un percorso concreto verso il calcio professionistico, con la possibilità per i ragazzi più meritevoli di crescere, confrontarsi e magari arrivare un giorno a vestire la maglia di una società professionistica.
Per questo crediamo sia indispensabile che il mondo dello sport, quello calcistico e le istituzioni tornino a parlarsi e a lavorare insieme, superando contrasti e divisioni.
Il Grosseto calcio non deve diventare il terreno sul quale si consumano contrapposizioni politiche o personali. Allo stesso tempo, la società deve comprendere che il rapporto con la città e con le istituzioni deve essere costruito attraverso il dialogo, la collaborazione e il rispetto reciproco.
Grosseto ha bisogno di una nuova stagione di collaborazione: meno divisioni, più responsabilità, rispetto delle regole e una strategia comune.
Il calcio professionistico può rappresentare una grande opportunità per la città, ma deve essere inserito in una visione più ampia, capace di valorizzare tutto il movimento sportivo grossetano, dalle società professionistiche alle realtà dilettantistiche, fino alle tante associazioni che ogni giorno fanno crescere i nostri giovani.
Non è il momento di dividersi. È il momento di costruire insieme il futuro dello sport grossetano.
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