Editoriale: più sicurezza e attenzione sui campi di gioco

Grosseto. Il brutto infortunio accaduto al calciatore del La Sorba, Rosati, ha riproposto in maniera netta ed inequivocabile il problema legato alla sicurezza sui campi di calcio.
Moltissimi passi sono fatti in avanti, in primis quello della presenza dei defibrillatori che ti possano salvare la vita.
Adesso però c’è da ragionare su altri aspetti come le distanze di sicurezza, come le reti di recinzioni, panchine e cordoli. Tengo a precisare che il mio è un discorso generale e non riferito al singolo fatto di ieri pomeriggio.
Purtroppo io stesso quando giocavo mi trovavo in terreni di gioco, spesso non nella nostra provincia, dove non mi capacitavo in che modo potesse essere stata dato l’ok per l’omologazione del campo.
E in questo caso l’appello lo faccio alle dirigenze: so che a volte possono arrivare costi superiori di gestione, ma un infortunio vale molto più di altro; meglio un rimborso spese meno oneroso, ma una sicurezza maggiore.
L’altro aspetto della medaglia lo voglio rivolgere ai giocatori. Ragazzi ogni domenica ci sentiamo tutti giocatori professionisti (era il mio stato d’animo) e diamo tutto per ottenere una vittoria, ma ricordiamoci che il lunedì c’è chi va a lavoro, chi all’università.
Quindi cerchiamo di stare più accorti e rischiare il meno possibile quando si può. È vero che il calcio non è la danza, ma non deve essere nemmeno una guerra dove tutto è consentito.

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