Multineddu presenta a Gs il suo quaderno tecnico, poi parla di riforme, di Adicosp e dice: “Grosseto in D. Sogno di lavorare con i Ceri”

Multineddu (immagine tratta da: www.sardegnasport.com)

Grosseto Nelle settimane passate l’ex-direttore sportivo biancorosso, Gianfranco Multineddu, è stato intervistato e fotografato un po’ ovunque (dalla Serie A ai dilettanti) con il suo “quaderno tecnico”, un prontuario per gli addetti ai lavori, nato per scherzo e diventato un vero successo. Per questo, abbiamo contattato il diretto interessato sia per avere il predetto oggetto che per fare una chiacchierata con lui su temi a noi cari, in particolare riguardo all’Us Grosseto. Buona lettura.

Buongiorno, direttore. So che stai seguendo da lontano il Grosseto. Che idea ti sei fatto della squadra biancorossa?
<<Buongiorno Yuri. Buongiorno anche ai lettori di Gs. Beh, parto dal presupposto che il cambio di denominazione societaria ha dato una notevole responsabilità alla famiglia Ceri. D’altronde, prima Mario e Simone possedevano il Roselle, un miracolo sportivo, ma il peso da sopportare era diverso, notevolmente inferiore a quello da reggere se ti chiami Us Grosseto, club blasonato che rappresenta una città e un territorio. Per questo, i Ceri, innamorati del Grifone e rappresentanti della grossetanità, sono stati bravi a comprendere subito la differenza. Infatti, il loro cambio di marcia è stato repentino e accanto al volontariato presente in passato hanno costruito una società molto strutturata, da professionismo, ingaggiando calciatori di categoria superiore. L’obiettivo dichiarato e chiaro a tutti è quello di comandare il proprio girone d’Eccellenza per riportare Grosseto in D. Tuttavia, non è mai facile vincere un campionato, men che meno quello d’Eccellenza, diventato più competitivo rispetto al passato>>.

Sei un professionista del settore e conosci le dinamiche dello spogliatoio come pochi. Quanto può incidere la prolungata assenza di un bomber come Invernizzi nell’economia del Grosseto?
<<Sicuramente Invernizzi è l’acquisto più importante insieme a quello di Vegnaduzzo e la sua assenza potrebbe essere vissuta con grande difficoltà da un gruppo che iniziava a scaricare tutte le responsabilità dei risultati su un bomber di razza come l’uruguaiano. Ora, però, sarà mister Consonni, con il suo talento e la sua preparazione, a dover trovare la soluzione tecnico-tattica per sostituire temporaneamente Invernizzi. Un po’ come ha saputo fare Sarri a Napoli, dove è riuscito a modificare un modulo con quello che passava la casa, dimostrando tutte le sue capacità di allenatore>>.

Si sta svegliando anche Vegnaduzzo. Un giocatore con le sue caratteristiche come lo vedi impiegato meglio?
<<Ricordo che Vegnaduzzo a Viterbo, in D, in una squadra che viveva un momento di difficoltà societaria, prese per mano il gruppo che lo aiutó a diventare il bomber di quella formazione. Sono convinto che Gigi Consonni riuscirà a collocare El Gaucho nella posizione più consona per farlo rendere al meglio>>.

Ritorno su una tua risposta: ma è davvero così difficile vincere un campionato d’Eccellenza?
<<Vincere è sempre difficile, poi se ti chiami Grosseto lo è ancora di più, perché devi fare risultato in ogni partita>>.

Insomma, pensi che il Grosseto alla fine riuscirà a salire in D?
<<Sì, con difficoltà, ma sono sicuro che riuscirà a vincere questo campionato. Posso dirlo avendo visto qualche partita grazie alle vostre dirette>>.

Parliamo un attimo del tuo impegno professionale con l’Associazione dei direttori sportivi di cui sei uno dei fondatori. Di cosa si tratta e cosa si prefigge?
<<L’Adicosp (Associazione Direttori e Collaboratori Sportivi di Calcio) questo è l’acronimo della associazione, si prefigge l’obiettivo di rendere giustizia al nostro ruolo professionale anche nei campionati dilettantistici, così come quello degli allenatori professionisti che scelgono di scendere fino in Eccellenza. Dunque, obbligatorietà dei requisiti per ricoprire tali ruoli e, di conseguenza, lotta all’abusivismo professionale, tanto diffuso in questa categorie. La speranza è che lo scenario possa cambiare con la nuova normativa che prevede l’innalzamento del compenso da 7.500 a 10.000 euro da corrispondere alle nostre figure da parte dei club dilettantistici, visto che questi dovranno diventare società a scopo di lucro secondo le misure volute dal ministro Lotti>>.

Sii sincero: pensi come me che il calcio nostrano abbia bisogno di una riforma completa dalla Serie A ai settori giovanili, passando per gli incarichi federali?
<<Certo, sono pienamente d’accordo con te>>.

Temi l’esclusione dell’Italia ai play-off per i Mondiali contro la Svezia?
<<Se accadesse, potrebbe esserci l’anno zero, quello giusto per far partire le predette riforme. Io, però, sono troppo tifoso e spero proprio che l’Italia vinca i play-off e vada a rappresentare il nostro Paese ai Mondiali in Russia>>.

Nelle settimane passate hai ideato e iniziato a pubblicare un “quaderno tecnico” per te e per la Startup Scouting. Un’intuizione così felice che ha innescato un boom di richieste a tutti i livelli. Noi stessi ne abbiamo un paio di copie. Vuoi spiegare a chi ci leggerà di cosa si tratta e come averlo?
<<Hai detto bene: il quaderno nasce da un’esigenza personale, ma oggi è diventato uno strumento di supporto tanto per chi utilizza un software che per chi usa carta e penna. È uno strumento completo, che si compila con semplicità. Non è il sostituito del software, ma un suo valido compendio. Con ogni quaderno si possono seguire tecnicamente 5 partite e quindi osservare 10 squadre. Oltre a ciò, si possono redigere 5 schede giocatori e stilare una formazione ideale proprio dopo aver visto 10 squadre. Il quaderno è composto da 80 pagine di calcio molto ben strutturate. Lo consiglio agli allenatori, ai responsabili dei settori giovanili, agli istruttori, agli osservatori, agli scout, ai direttori sportivi, agli agenti Fifa o ai procuratori. Basterà provarlo e non se ne potrà più fare a meno. Dal momento che ne hai anche tu delle copie, sai di cosa sto parlando. Comunque, per avere il quaderno basta contattarmi sul mio profilo Facebook>>.

Ultimissima domanda: cosa ti aspetti per il tuo futuro e per quello del Grosseto?
<<Per il mio futuro mi aspetto una nuova chiamata da parte di una società che abbia un vero progetto. Sarebbe ancora meglio se potessimo iniziarlo insieme. Nel mio intimo, poi, c’è la speranza, anzi, il sogno di essere chiamato dalla famiglia Ceri per portare a termine un lavoro iniziato a Grosseto e restituire la gioia a dei tifosi che reputo straordinari come quelli biancorossi. Un saluto a tutti e FORZA GROSSETO!>>.

2 Comments
  1. grifos 2 anni ago
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    Persona seria, preparata ed affezionata ai nostri colori…aveva capito in anticipo molte cose della precedente gestione.Speriamo che la famiglia Ceri lo tenga in seria considerazione

  2. gugol 2 anni ago
    Reply

    ma speriamo di no! solito intrallazzone che pensa al suo orto, dai retta.

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