Verso Grosseto-Montignoso, parla mister Gassani, detto il Diavolo: “Ci sarà da scalare una montagna a mani nude, ma coraggio e cuore non ci mancano”

mister Gassani (foto tratta da: www.lavoceapuana.com)

Grosseto Mancano soltanto tre giorni al match-clou della 4a giornata del girone A di Eccellenza regionale, quel Grosseto-Montignoso che nessuno a inizio stagione si sarebbe mai immaginato potesse vedere le due compagini appaiate al primo posto. Il bello del calcio, però, è proprio il saper regalare sorprese ed emozioni continue, come quelle che mister Matteo Gassani, detto il Diavolo, sta regalando ai tifosi del Montignoso, sodalizio nato in estate dalle ceneri del Marina La Portuale. Gassani, oltre ad essere un mister molto preparato, è un grande motivatore e lo scorso anno, alla guida dei giovani del Marina La Portuale, è riuscito a non perdere i due confronti diretti con il Grifone. Una soddisfazione importante per chi, come Gassani, fa del lavoro ossessivo, del sacrificio e dell’abnegazione cardini del proprio calcio. Un allenatore stimato e rispettato dai colleghi, uno di quelli “rognosi” da affrontare, anche quando è alla guida di formazioni apparentemente non competitive. A tutto ciò, il Diavolo aggiunge simpatia e disponibilità. Insomma, l’amico Matteo è uno che non si sottrae mai al confronto o al dialogo, pertanto è sempre un piacere intervistarlo o parlare di calcio con lui. Nella sottostante intervista, leggerete l’orgoglio per quanto lui e i suoi ragazzi stanno facendo in questa prima parte di stagione, ma anche l’umiltà e il rispetto per gli avversari, a maggior ragione quando questi si chiamano Grosseto. Ecco perché, in vista di domenica, i biancorossi faranno bene a tenere a mente che affronteranno una formazione scorbutica, capace di esaltare le proprie caratteristiche sfruttando e limitando quelle della squadra avversaria, un po’ come – con le dovute distanze –  sa fare in Serie A l’Atalanta di Gasperini.

Allora, Matteo, col Montignoso nuovo nome societario, nuove prospettive e una partenza da sogno. Ti aspettavi tutto ciò?
<<Beh, nonostante scarse risorse economiche in considerazione della categoria, sapevo che con l’arrivo di un ds come Meazzini e di un consulente di mercato come Vitaloni il club mi avrebbe accontentato cercando e trovando calciatori adatti a ciò che chiedo. Insomma, ero certo che saremmo migliorati qualitativamente rispetto all’anno scorso. Sinceramente, però, stiamo andando ben oltre quanto tutto l’ambiente potesse aspettarsi. In ogni caso, già dal primo giorno ho avuto ottime sensazioni, perché giocatori vecchi e nuovi mi hanno dato fin da subito grande disponibilità al lavoro quotidiano>>.

Quest’anno arrivi a Grosseto da primo della classe, proprio insieme ai biancorossi. Volete continuare a sognare?
<<Sognare non costa nulla. Tuttavia, dobbiamo sempre tenere presente chi siamo e quale sia la nostra vera dimensione. Quanto raccolto finora è meritato, pertanto godiamoci questa situazione. Comunque, in questo momento siamo martelli e dobbiamo martellare forte!>>.

Tanti tuoi colleghi ti stimano e dicono di te che sei un ottimo tecnico e un grande motivatore, uno di quei mister che plasmano le squadre a propria immagine e somiglianza. Come ti sei guadagnato il soprannome di Diavolo?
<<Ringrazio i colleghi della loro stima, perché la tasto con mano. La stima è reciproca. Questa è una categoria dove tutti gli allenatori sono preparatissimi e per me è un onore confrontarmi con loro sul campo in quello che è un percorso di crescita condivisa. Il soprannome “Diavolo” me l’hanno dato i miei giocatori all’Aullese, quando ho allenato in Prima Categoria. In quel campionato sono arrivato a dicembre, con la squadra al terzultimo posto. Rammento di aver lavorato più sulla testa che sulle gambe, tanto da convincere quei giocatori di avere le qualità per essere protagonisti. Dal mio arrivo: 19 risultati utili consecutivi, terzi assoluti e finale play-off. Comunque, dopo una vittoria importante, un giocatore aullese mi si è avvicinato e mi ha detto: “Lei mister è proprio un diavolo” e da allora tutti mi hanno etichettato con questo soprannome>>.

Dopo tre giornate c’è già una classifica interessante. A tuo parere, chi sta deludendo?
<<È ancora troppo presto per dare giudizi e per fare valutazioni. Sicuramente, però, San Miniato e San Marco hanno il potenziale per fare di più e penso che alla lunga usciranno e lotteranno per i vertici>>.

Possibile che come valori tecnici assoluti il girone A di Eccellenza regionale sia superiore a quello B?
<<Ti dico la verità: non conosco il girone B, pertanto non sono in grado di fare una valutazione precisa. Posso dire, però, che il livello del girone A è molto alto, più alto rispetto al campionato passato>>.

Domenica vedremo l’ex-biancorosso Nigiotti recuperato?
<<No. Purtroppo, Nigiotti non sarà della partita. Non è ancora pronto dopo il trauma muscolare subìto>>.

Che Grosseto ti aspetti e che Montignoso dobbiamo attenderci?
<<Il Grosseto è una squadra fortissima, costruita ottimamente e ben allenata da una persona seria e pragmatica come Miano. Rispetto all’anno scorso i biancorossi hanno acquisito la capacità di soffrire, basti pensare alla partita di Castelnuovo. Solo una squadra con gli attributi e con unità d’intenti sarebbe riuscita a fare ciò che alla fine i maremmani hanno fatto. In più, il Grifone ha acquisito dinamicità, una caratteristica fondamentale in questa categoria. Voi, invece, vi dovete attendere il solito Montignoso, tutto cuore e fiato. Un gruppo di ragazzi che hanno orgoglio e dignità e che in campo non risparmieranno una goccia di sudore. Giocatori con la bava alla bocca, pronti a lottare su ogni pallone. A Grosseto ci sarà da scalare una montagna a mani nude, ma coraggio e cuore non ci mancano davvero>>.

Pregi e difetti della tua squadra?
<<Il pregio principale della mia squadra è la disponibilità. A questa si aggiunge l’applicazione che i miei ragazzi mettono durante il lavoro settimanale. Noi dobbiamo farci forza col lavoro quotidiano, con la voglia costante di migliorarci e con la capacità di non risparmiarci mai. Ovviamente, i difetti non ve li dico. Già il Grosseto è forte di suo, poi se vi elenco i nostri difetti significa volersi suicidare! 😂😂😂>>.

Lo scorso anno hai compiuto una grossa impresa portando il Marina La Portuale, composto da tanti giovani interessanti, a una salvezza tranquillissima (addirittura per un periodo in zona play-off). Cosa ti è rimasto di quell’esperienza?
<<Dell’esperienza di anno scorso mi è rimasta dentro una grande soddisfazione per il risultato ottenuto, che all’inizio era insperato. Aver allenato il gruppo del campionato passato è ed è stato un motivo di orgoglio. Effettivamente, abbiamo compiuto una grande impresa per il fatto che ho avuto la possibilità e l’onore di allenare giocatori che prima di essere tali erano grandi uomini>>.

Il Montignoso cosa ti ha chiesto come obiettivo minimo stagionale e cosa, invece, ti sei posto tu di dover raggiungere?
<<Quello che deve fare il Montignoso è sotto gli occhi di tutti. Si tratta della permanenza in categoria, fatto che per noi non è un obiettivo minimo, ma massimo. Questo è quello che mi ha chiesto la società. Per tale motivo, quando mi fanno notare che siamo primi in classifica, rispondo che abbiamo nove punti di vantaggio rispetto all’ultimo posto>>.

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