VADO LIGURE. Non si erano mai incontrate prima, malgrado Vado e Grosseto abbiano quasi la stessa età; 1912 l’anno di nascita per i maremmani, 1913 per i liguri. Il Vado; la prima squadra a scrivere il proprio nome sulla Coppa Italia. Correva l’anno 1922. Tornata nei professionisti quest’anno, dopo un’assenza infinita, lunga ben 78 anni. Ma non si giocherà nel vecchio, storico impianto (il Ferruccio Chittolina di Vado, non a norma per i professionisti). Alle 17.30 di domani, squadre in campo al Giuseppe Sivori di Sestri Levante. Campo in sintetico di vecchio stampo e stretto. Un piccolo prezioso alleato per i liguri, indietro di otto lunghezze dai toscani, ma capaci nelle ultime cinque gare di campionato di fare addirittura meglio della squadra di Paolo Indiani. “Domani ci aspetta una sfida molto complicata – dice in conferenza stampa, Giancarlo Riolfo, tecnico del Vado – Il Grosseto è una neopromossa come noi, una squadra composta da tanti giovani forti e guidata da un tecnico esperto come Paolo Indiani, che nel tempo ha saputo cambiare e adattare i suoi principi, mostrando grande flessibilità e preparazione. Per noi sarà un bel banco di prova, che ci permetterà di capire a che punto siamo nel nostro percorso di crescita. Il gruppo sta vivendo un buon momento di forma e raggiungere la parte sinistra della classifica ha fatto sicuramente piacere. Tuttavia, non possiamo permetterci rilassamenti di nessun tipo, ben consapevoli di quello che è il nostro obiettivo e dei tanti punti che ancora servono per raggiungerlo. I ragazzi hanno disputato una buona settimana di lavoro, mostrando tanta disponibilità e abnegazione; è fondamentale aver sempre la voglia di continuare a migliorarsi. Per il match di domani recuperiamo Lionetti, il quale ha lavorato tutta la settimana con il gruppo, ma perdiamo Piana e Di Munno per degli acciacchi. Oltre a loro, sarà sempre out Malanca”.





