A volte un bambino non ha bisogno di diventare un campione. Ha semplicemente bisogno che qualcuno gli dia la possibilità di provare.
È da questa idea che riparte il percorso condiviso tra PGS Toscana e Maremma Social Rugby, realtà che rinnova la propria affiliazione alle Polisportive Giovanili Salesiane e prosegue un’esperienza sportiva caratterizzata da una scelta precisa: offrire la possibilità di praticare rugby gratuitamente, dagli 8 anni in su.
Una scelta che assume un significato particolare in un momento nel quale, per molte famiglie, avvicinare un figlio allo sport significa affrontare costi di iscrizione, attrezzatura, trasferte e numerosi impegni organizzativi.
Ma esiste anche un’altra barriera, meno visibile: quella culturale.
Troppo spesso bambini e ragazzi incontrano molto presto la logica della prestazione, della selezione e del risultato. Chi non si sente immediatamente portato per una disciplina rischia così di convincersi che lo sport non faccia per lui.
PGS Toscana vuole contribuire a promuovere una visione differente: prima viene la possibilità di partecipare. Poi tutto il resto.
Provare uno sport significa poter scoprire una passione, ma anche capire che quella disciplina non è quella giusta e cercarne un’altra. In entrambi i casi si tratta di un’esperienza educativa.
Perché un campo sportivo non dovrebbe essere soltanto il luogo nel quale si formano gli atleti. Può diventare uno spazio nel quale un bambino trova nuovi amici, impara a stare in un gruppo, incontra adulti capaci di accompagnarlo e costruisce fiducia nelle proprie capacità.
È in questa prospettiva che PGS Toscana ha scelto di continuare a sostenere e accompagnare l’esperienza di Maremma Social Rugby.
«Quando parliamo di sport giovanile – sottolinea Matteo Di Marzo, Presidente regionale PGS Toscana – credo che dovremmo partire da una domanda molto semplice: stiamo dando davvero a tutti la possibilità di partecipare? Una famiglia dovrebbe poter avvicinare un figlio allo sport senza sentirsi esclusa per ragioni economiche e un ragazzo dovrebbe poter entrare in campo senza avere paura di non essere abbastanza bravo. Prima ancora dell’atleta c’è la persona. Lo sport deve saper accogliere, educare e creare relazioni».
Un ringraziamento particolare va a Giampiero De Michele, Presidente di Maremma Social Rugby e Consigliere regionale PGS Toscana, per l’impegno e la continuità con cui porta avanti sul territorio un progetto che mette al centro il valore educativo e sociale dello sport.
«Esperienze come questa – prosegue Di Marzo – nascono soprattutto dalla presenza quotidiana di persone che credono nel territorio e scelgono di dedicare tempo ed energie ai ragazzi e alle famiglie. A Giampiero va il mio ringraziamento per il lavoro svolto e per aver condiviso con PGS Toscana un percorso nel quale inclusione e accessibilità non rimangono parole, ma diventano attività concreta sul campo».
Il rugby diventa così non soltanto una disciplina sportiva, ma uno strumento educativo e di comunità.
L’obiettivo è offrire un luogo nel quale entrare, provare, giocare e sentirsi parte di un gruppo, indipendentemente dal livello di partenza.
Maremma Social Rugby propone corsi gratuiti dagli 8 anni in su presso il Campo Zauli di Grosseto, offrendo un’opportunità concreta a chi desidera avvicinarsi a questa disciplina.
Un’esperienza territoriale che PGS Toscana intende valorizzare come esempio di una concezione dello sport capace di guardare oltre il risultato e mettere al centro le persone.
Perché non tutti diventeranno campioni.
Ma tutti dovrebbero avere almeno la possibilità di entrare in campo.





