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Grosseto al Centro: Consulta del verde, la maggioranza ha bocciato in Consiglio la proposta di partecipazione popolare. Perché?

l sindaco e la maggioranza hanno respinto una lungimirante visione di politica fatta di competenze, collaborazioni e crescita nella partecipazione alla vita della città

lunedì 23 novembre, il Consiglio comunale ha respinto la proposta popolare di istituire la Consulta del Verde della Città di Grosseto in spregio ai principi e agli obiettivi preminenti dello Statuto del Comune di Grosseto, il più importante atto normativo della nostra città, una sorta di “Costituzione” dei grossetani.

Infatti, tra gli obiettivi preminenti del Comune di Grosseto, secondo il suo Statuto, vi è quello di favorire la partecipazione di tutti i cittadini alla vita pubblica (art. 2), elaborare e realizzare la programmazione mediante la partecipazione di cittadini, e associazioni (art. 4), assicurare il diritto a partecipare alla formazione delle scelte politico-amministrative del Comune (art. 6) e favorisce l’apporto delle associazioni di volontariato al perseguimento di finalità istituzionali dell’ente attraverso la predisposizione di apposito regolamento (art. 7). Non solo: al fine promuovere e garantire la democrazia partecipativa, il Comune può istituire consulte di cittadini, volontarie e gratuite (art 9). Proprio secondo questi principi ed obiettivi, ad esempio, qualche anno fa venne costituita la Consulta comunale per la disabilità.

La proposta della Consulta del verde, lo ricordiamo, era stata promossa dalle associazioni Grosseto al centroImpronta verdeDritti alla metaCoordinamento comitati e associazioni ambientali GrossetoISDE medici per l’ambienteForum ambientalistaItalia nostra e Wwf, sottoscritta da un centinaio di cittadini, e prevedeva la partecipazione di rappresentanti delle associazioni che operano per la salvaguardia, la difesa e la valorizzazione e lo sviluppo dei beni comuni e dell’ambiente, del patrimonio storico-culturale e del verde pubblico e privato oltre alla partecipazione di professionisti indicati dall’Ordine degli agronomi, dal Collegio dei periti agrari e dall’Ordine degli architetti, una figura indicata dal Museo di storia naturale della Maremma e una figura indicata dall’ISIS Leopoldo II di Lorena, l’istituto agrario.

Insomma, se fosse stata istituita, la Consulta del verde avrebbe potuto gratuitamente contribuire alla gestione, alla tutela e alla valorizzazione del verde cittadino, migliorando la qualità della vita dei grossetani. Avrebbe potuto formulare proposte, pareri e suggerimenti, ma anche promuovere la cultura del verde attraverso progetti e iniziative. La Consulta avrebbe permesso una crescita dei cittadini sia sul piano della partecipazione che su quello delle conoscenze del patrimonio verde della nostra città. Così non è stato. Dopo la presentazione della proposta da parte della consigliera Antonella Pisani e l’intervento dell’assessore Riccardo Megale si è proceduto al voto senza che nessuno dei consiglieri di maggioranza abbia voluto esprimere delle considerazioni o abbia posto delle domande.

Prima del voto l’assessore Megale ha illustrato le sue perplessità sulla mancanza di competenza e di entità numerica di alcune associazioni che hanno proposto la Consulta: perplessità infondate, a nostro giudizio, perché il contributo di queste associazioni è stato importantissimo nello scenario politico e culturale della città. Proprio le associazioni sopra citate, grazie agli esperti che ne fanno parte (dottori forestali, naturalisti, insegnanti, medici, architetti, ingegneri, avvocati, ecc…), hanno messo in luce gli errori riportati negli atti amministrativi e nei procedimenti del Comune che in taluni casi non rispettavano la normativa vigente, riflettendosi anche sui cittadini e sulle loro tasche. In uno di questi atti sono state perfino riportate cose non vere: è il caso della deliberazione di giunta n. 438/2019, che L’assessore Megale ricorderà in quanto anche da lui approvata. Proprio le associazioni, chiamando esperti esterni, come l’illustre Dott. Giovanni Morelli, uno degli esperti più insigni in Europa per la competenza sul Pinus pinea, o chiedendo consulenze botaniche ornitologiche e paesaggistiche, hanno portato in città competenze e conoscenze di enorme spessore culturale.

Lanciando questa proposta le associazioni hanno promosso una lungimirante visione di politica fatta di competenze, collaborazioni e crescita nella partecipazione alla vita della città. È forse per questo che si è voluto bocciare la proposta della Consulta del verde? Lo vorremmo chiedere ai rappresentanti che hanno votato “contrario!” alla proposta di istituire la Consulta del verde della Città di Grosseto, ovvero:

sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna,

consigliere Renato Algeri,

consigliere Pier Francesco Angelini,

consigliere Manuele Bartalucci,

consigliere Marco Biagioni,

consigliera Olga Ciaramella,

consigliere Andrea Guidoni,

consigliere Cosimo Pacella,

consigliere Stefano Pannini,

consigliera Francesca Pepi,

consigliere Angelo Pettrone,

consigliere Alfiero Pieraccini,

consigliere Andrea Pieroni,

consigliera Elisabetta Ripani,

consigliere Paolo Serra,

consigliere Andrea Ulmi,

consigliere Pasquale Virciglio.

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come quando le giunte di sx bocciavano gli emendamenti di dx. e che diamne!!!!!!

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