Olaf Peruzzi tra passato e futuro ci svela tutto il mondo Massa Valpiana

Olaf Peruzzi

Massa Marittima. Olaf Peruzzi è stato da giocatore una delle bandiere storiche della Massetana che veleggiava tra i campionati di Eccellenza e di Promozione.
Adesso si è rimesso in discussione come dirigente dove coniugare il lavoro di osservatore della Fiorentina e quello di direttore sportivo del Massa Valpiana.

Da dove nasce la tua passione per il calcio?
“Praticamente da quando sono nato ho sempre giocato a pallone, ho fatto il settore giovanile nella squadra di paese “Limite e Capraia” vicino ad Empoli poi, a 14 anni sono stato preso dall’Empoli e lì ho passato 6 anni meravigliosi nel settore giovanile. Ricordo con estremo piacere gli anni del campionato primavera con allenatore Marco Domenichini (allenatore in seconda di Spalletti da sempre) e i miei compagni di squadra Di Natale, Luca Toni, Pratali, Dainelli. Sono riuscito a levarmi qualche bella soddisfazione anche in prima squadra con l’esordio in serie C a 18 anni nel derby, a Siena, in Coppa Italia con relativa vittoria e successivamente ho fatto parte della rosa di serie B vincitrice del campionato con Luciano Spalletti allenatore. Purtroppo un brutto infortunio mi ha sicuramente tagliato le gambe e dopo il recupero ho ricominciato la mia attività dalla Serie D ad Agliana, Cappiano e Rovigo per poi approdare in Maremma dove mi sono felicemente sposato ed ho trovato persone meravigliose nel paese in cui vivo, Massa Marittima.”
Come coniuga il lavoro di osservatore della Fiorentina con il ruolo di Direttore Sportivo del Massa Valpiana?
“Da un paio di anni ho il piacere di fare l’osservatore della Fiorentina grazie a Maurizio Niccolini e Stefano Cappelletti responsabili talent scout della squadra viola che mi hanno affidato la responsabilità di cercare talenti nella provincia di Grosseto e zone limitrofe. Sicuramente sono due ruoli che mi impegnano non poco, ma hanno in comune il fatto di farmi stare sempre in mezzo ai campi sportivi…quindi c’e’ solo da investire tempo, poi la passione fa il resto.”
Come sta procedendo il suo lavoro al Massa Valpiana e quali risultati si attende da questa stagione?
“Devo dire che la Società ed in primis il presidente Riccardo Berti e il DG Fausto Poli hanno sposato un progetto comune che è quello di far crescere il settore giovanile a Massa Marittima attraverso un percorso che preveda il miglioramento delle strutture, vedi la realizzazione del nuovo campo sintetico per i più piccoli allo stadio di Massa Marittima, poi a giorni inizieranno i lavori per il nuovo manto sintetico anche nel campo a 5 di Valpiana così come a breve saranno conclusi i lavori per il nuovo campo sportivo a 11 vicino allo stadio Elmi nell’area dell’ex Rifugio S.Anna di Don Luigi Rossi, chicca finale la nuova Sede con sala riunioni e 2 uffici di segreteria all’interno dello stadio. Abbiamo inoltre ben due pulmini e a breve ne arriverà un altro per il servizio di trasporto che noi offriamo a tutti i nostri tesserati che si allenano nei campi di Valpiana e Massa Marittima, credo pero’ che l’investimento più importante per questa stagione la società l’abbia fatto con il percorso di formazione allenatori con il Tau Calcio Altopascio e siglando un importante rapporto di collaborazione con il Follonica Gavorrano perché crediamo che avere ottimi rapporti con società limitrofe sia sicuramente un valore aggiunto per tutti. Tutto questo lavoro non è passato certo inosservato tanto che rispetto allo scorso anno abbiamo aumentato di molto il numero degli iscritti pur essendo le iscrizioni ancora aperte, tanti bambini e ragazzi stanno arrivando dai comuni limitrofi e siamo così riusciti a iscrivere almeno una squadra per ogni categoria del settore giovanile, un vero successo per un paese piccolo come Massa Marittima dove i giovani sono sempre di meno.”
In cosa consiste il rapporto di collaborazione istaurato con il Tau Calcio Altopascio?
“Girando per i campi di calcio come osservatore della Fiorentina ho avuto modo di conoscere bene questa importante realtà del calcio toscano e parlando con il Direttore Generale Dante Lucarelli e il DS Alessandro Del Carlo e’ nata questa idea di formazione programmata dei nostri allenatori. Io sono fortemente convinto che la crescita di un settore giovanile passi attraverso la crescita dei suoi mister che a sua volta trasmetteranno le conoscenze acquisite ai nostri bambini e ragazzi. Troppo spesso si vedono nei campi allenatori che hanno non solo metodi discutibili, ma soprattutto atteggiamenti fuori dalle righe anche con i più piccoli. Tutto questo perché certi allenatori si sentono bravi solo se la loro squadra vince e quando l’obiettivo principale diventa il risultato non possono esserci le basi per lavorare bene. Credo, anzi ne sono convinto, che l’obiettivo oggi per un allenatore sia quello del miglioramento del singolo atleta ognuno con i suoi tempi attraverso il divertimento per poi arrivare ad ottenere risultati anche nelle partite o nei tornei che indubbiamente fanno sempre piacere, ma non devono essere l’obiettivo primario, l’obbiettivo primario, ripeto, è la crescita del singolo dal più piccolo al più grande. Per questo abbiamo scelto il Tau che ha veramente un metodo, una formazione ed una professionalità di altissimo livello. L’accordo prevede un incontro ogni due settimane con tecnici Tau che dettano le linee guida e danno la possibilità di confronti continui, quindi alla fine ben 20 incontri annui.”

È stata fatta anche un’affiliazione con il Follonica Gavorrano ci può dire in cosa consiste?
“Questa affiliazione ha come obiettivo la possibilità per il Follonica Gavorrano e il Massa Valpiana di diventare un punto di riferimento calcistico per i ragazzi di questa area geografica. Il disegno perfetto sarebbe quello di vedere il Follonica Gavorrano in Serie C e il Massa Valpiana in Promozione (lo auguro ad entrambe) e di conseguenza i settori giovanili del Gavorrano nei Professionisti e quelli del Massa Valpiana nei Regionali attraverso un percorso di crescita condiviso tra le due Società. Credo molto nella collaborazione con le varie Società, quando queste sono positive e possono far bene al territorio, ai ragazzi e alle Società stesse.”

Cosa c’è ancora da migliorare nel settore giovanile del Massa Valpiana e quali sono i progetti futuri?
“C’è sempre da migliorare qualcosa, ma credo che con i tempi che corrono avere una società come il Massa Valpiana che si sforza ed investe per dare il massimo per il proprio settore giovanile sia già molto. “
In generale, vista la sua esperienza, cosa pensa del livello del settore giovanile in Italia, quali problemi ci sono e dove si può migliorare?
“Oggi il livello e’ sicuramente più basso rispetto gli anni 80 o 90. Sono fortemente convinto che il problema oggi non siano le Società Sportive ma le abitudini dei nostri giovani, se pensiamo davvero di creare giocatori con due o tre allenamenti alla settimana di circa un ora e mezza credo sia presuntuoso e poco credibile. La vera scuola calcio per noi ragazzi era nei parchi, per le strade, nelle piazze, in qualsiasi posto si potessero mettere due giacchetti per terra per fare le porte e a volte oltre a scartare gli amici dovevamo dribblare gli alberi o le piante, tutto questo per tre ore al giorno d’inverno e per giornate intere d’estate, al caldo, al freddo, non c’erano problematiche per non giocare, allora si che facevamo la tecnica individuale o lavoravamo sull’aspetto coordinativo e al campo arrivavano ragazzi o bimbi con abilita’ tecniche o atletiche già importanti dove era veramente più efficace lavorare per creare giovani promesse. Oggi inoltre è tutto più difficile, non solo per le qualità ma anche nei numeri, ci sono tante attività extrascolastiche, prima c’era solo il calcio per i maschietti e la danza per le bambine, senza parlare del sistema scolastico che esaspera i bambini e le famiglie con lezioni a casa e poca o nulla attività motoria in classe. Certo qualche talento c’e’, anche nella nostra provincia ci sono molti bambini e ragazzi che giocano ad esempio nella Fiorentina ma e’ sempre più difficile trovare profili adatti ai campionati professionistici. Spero di vedere sempre più giovani giocare nei campetti pubblici di paese e non vederli sempre con la testa piegata per guardare i cellulari o rinchiusi in casa a giocare ai video games, allora si che avremo una speranza che il nostro calcio possa riprendersi e la possibilità di rivedere nei massimi livelli sempre più giocatori italiani”

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