Senserini: “Grande stagione del Ribolla”

Antonio Senserini con i piccoli del Ribolla

RIBOLLA. Antonio Senserini rappresenta il Ribolla, è oramai una di quelle bandiere che nel calcio moderno non esistono più. Con lui abbiamo parlato del presente e del futuro, ma anche della situazione generale del calcio maremmano.

Allora Antonio, ottimo secondo posto per la tua squadra…

“Grande campionato del Ribolla, inteso come risultato agonistico della prima squadra e grandissimo lavoro svolto anche sull’ambito giovanile con l’implemento di tecnici di qualità e il ringiovanimento dello staff tecnico. Tutto ciò reso possibile dall’intraprendenza della società e da una classe dirigenziale di alto livello.”

Parliamo di un argomento a te scomodo; la tua squalifica. Come stai vivendo queste giornate senza scendere in campo?

“La squalifica, tra l’altro la mia prima per per questa motivazione è la piu lunga della mia vita calcistica e la sto vivendo come è giusto viverla, stringendomi ai miei compagni di squadra che mi dimostrano stima e affetto, cerco di allenarmi come se la domenica dovessi giocare, a parte questi due giovedi dove seguirò la mia squadra del cuore “la Viola”.  Inoltre seguo sempre la squadra anche in trasferta e devo dire che ultimamente non sono mai solo in tribuna……”

Quanto rammarico c’è nell’aver trovato una corazzata come le Badesse nel girone?

“Molto, moltissimo. Alla griglia di partenza, non credovo che noi minerari ci potessimo giocare il campionato, ma vedendo durante il cammino le squadre che gravitano intorno ai primi sei posti, mi viene da pensare che se al posto del Badesse ci fosse stata una squadra del livello nostro, saremmo davvero potuti arrivare a giocarci il titolo.”

Cambiamo argomento. Sei sempre stato molto sensibile al calcio giovanile, come ti spieghi la crisi del mondo del pallone provinciale?

“La crisi del calcio maremmano è dovuto dalla scarsità dei settori giovanili, in Maremma non è vero che non ci sono buoni giocatori, ma è vero che non ci sono buoni tecnici. Sono poche le scuole calcio che preparano bene i giovani calciatori, e ammiro l’associazione allenatori di Grosseto che da un paio d’anni a questa parte stà lavorando sodo per informare e formare i tecnici della provincia.  Penso che questa sia la strada giusta per invertire questo trand. Altro punto a nostro sfavore è la carenza di numeri, il nostro territorio conta solo pochi centri urbani con popolazione superiore alle 5000 unità, gli altri sono solo piccoli paesini dove” l’attività di base” e il settore giovanile viene fatta in maniera sporadica e con poca programmazione.”

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