Iovino a Gs: “Amareggiato per me e per i tifosi grossetani, ma la politica locale…”

Bruno Iovino direttore generale dell'Us Grosseto in Lega Pro, stagione 2014-15

Grosseto. A distanza di un mese e mezzo dalla fine del suo rapporto con l’Us Grosseto, abbiamo avuto modo di parlare telefonicamente con l’ex-direttore generale Bruno Iovino.

Direttore, la sua avventura con l’Unione Sportiva Grosseto è finita male. Non iscrizione del Grifone in Lp per decisione di Camilli e contratto non rinnovato. Che sensazioni le sono rimaste?
<<Ripenso spesso a quello che è accaduto e sono solito andare indietro con la mente fino all’inizio del mio rapporto con Camilli. Come ho sempre raccontato, qualcuno a suo tempo mi ha sconsigliato di incontrare il patron unionista, ma io ho sempre deciso autonomamente e per questo, dopo un inizio in bilico, il mio rapporto con Camilli è andato avanti. Si è sempre trattato di un rapporto tra due persone che si sono confrontate a testa alta e nel massimo rispetto reciproco anche quando ci sono state idee o posizioni contrapposte. I risultati complessivi, però, sotto la mia gestione si sono visti e sono stati buoni oltreché riconosciutimi da tutti. Ecco perché non mi aspettavo questa fine dell’Us Grosseto. Io e i miei collaboratori abbiamo lavorato alacremente per preparare tutto in vista dell’iscrizione, riuscendo addirittura a liberare con una settimana di anticipo rispetto al 30 giugno la fideiussione precedente, pari a 600.000 euro. Vista l’assenza del debito sportivo, poi, abbiamo anche ottenuto la certificazione Covisoc attestante la buona salute del bilancio societario. Insomma, non mi sarei davvero aspettato la decisione di Camilli di non iscrivere volutamente il Grifone. Si è trattato di una posizione molto brutta assunta dal patron biancorosso, attraverso cui è stata inferta una ferita molto forte e difficile da assorbire alla piazza grossetana, ma anche al sottoscritto e ai miei collaboratori. In ogni caso, nonostante il grande dispiacere provato e ancora vivo in me, posso dire di aver svolto fino all’ultimo secondo del mio contratto con l’Us Grosseto il mio lavoro con professionalità e dignità>>.

Ha ricevuto nuove offerte?
<<Qualcosa sì, ma non sono state troppo convincenti. Quelle buone mi sono arrivate tra maggio e giugno (una dal Pisa, ndr), ma le ho rifiutate, perché pensavo che avrei ottenuto un rinnovo da Camilli, come fattomi capire verbalmente, visto il suo desiderio di programmare una risalita. Certo, col senno di poi avrei dovuto agire diversamente, ma adesso sono fermo e desidero un’offerta seria. Vedremo ciò che mi verrà proposto. Penso di avere una certa professionalità e, per questo, ho fiducia nel mio ruolo e nella mia persona>>.

Ha seguito quello che è avvenuto in tutto questo lasso di tempo qui da noi, fino alla nascita del Football Club Grosseto 1912?
<<Sì, ho seguito tutta la situazione tramite voi di Grosseto Sport e altra stampa. Inoltre, qualcosa mi è arrivato tramite qualche tifoso e grazie a degli ex-collaboratori. Nonostante il grosso danno arrecato alla città di Grosseto facendole perdere la Lega Pro, va detto che Camilli ha lasciato senza perdite. Ora, però, il Grosseto è in D, con un nuovo club, che mi dicono sia ambizioso e c’è solo da sperare in un immediato ritorno tra i professionisti>>.

I tifosi biancorossi sono felici per questa nuova situazione, ma allo stesso tempo arrabbiati pensando che la famiglia Camilli, dopo aver affossato il calcio grossetano, stia accingendosi a far ripescare la Viterbese. Danno e beffa insieme. Legalmente tutto a posto, ma moralmente un gesto che rimarrà negli annali. Che ne pensa?
<<Penso che tanto i tifosi biancorossi che la famiglia Camilli abbiano delle ragioni da vendere. Chiaramente, i più colpiti sono stati i sostenitori grossetani. Comunque, per quello che riguarda la proprietà devo rilevare come la politica locale abbia deciso di muoversi, tra l’altro bene, solo a cose fatte. Prima, invece, non mi pare che ci sia stato tutto questo attivismo. Le dico solo che durante la mia permanenza a Grosseto non ho mai avuto l’onore di conoscere il sindaco Bonifazi. Credo che con un po’ più di attivismo da parte degli amministratori comunali, con tutta probabilità avremmo mantenuto la Lega Pro. Infatti, ho spiegato anche al vice-sindaco Borghi che la situazione economica del club era buona, come testimoniato dalla Covisoc e dalla fideiussione liberata in anticipo. Nel panorama complessivo della Lp la situazione societaria dell’Us Grosseto era sicuramente un esempio unico e positivo>>.

Come crede che finiranno questi nuovi processi sportivi e penali legati al calcioscommesse?
<<Nel processo sportivo, per il caso più eclatante, quello del Catania, mi pare che sia stata raggiunta un’intesa di massima tra la Procura federale e il club etneo. Personalmente sarei stato per una linea assai più dura. Certo, dobbiamo valutare caso per caso ed è necessario essere estremamente corretti, ma nel complesso la situazione è vergognosa. Ci sarebbero deterrenti molto efficaci, come la radiazione, l’esclusione dai campionati e altro ancora, ma alla fine vince sempre una linea molto morbida, perfino quando ci sono delle ammissioni. Di fronte a milioni di tifosi tutto ciò è inammissibile. Chiaramente, non mi auguro mai il male di nessuno, ma è giusto che chi sbaglia paghi davvero. Lo stesso discorso vale per i processi penali legati al calcioscommesse. Nel complesso credo che certi personaggi andrebbero allontanati definitivamente dal mondo del calcio. Non farlo, significa minare la credibilità del calcio stesso>>.

Spazio per un suo saluto finale.
<<Volentieri, ma prima mi lasci evidenziare ribadire alcune cose. Ebbene, so che qualcuno ha pensato che fossi d’accordo con la proprietà nel far morire il calcio a Grosseto, invece, non è mai stato così. Sono rimasto davvero amareggiato per la decisione assunta da Camilli. In ogni caso, a livello personale si è trattato di un anno positivo, nel corso del quale ho creato ottimi rapporti umani e professionali. Posso dire di aver lasciato a Grosseto amici veri e persone perbene. È stato un vero piacere lavorare e vivere lì. Detto tutto ciò, mando un grandissimo saluto a tutti i tifosi biancorossi e auguro loro e alla nuova proprietà una pronta risalita tra i professionisti. Grosseto, però, deve mostrare più attaccamento verso la squadra. Un ringraziamento e un saluto poi, a tutti i giornalisti che mi sono stati vicini, così come ai miei collaboratori, alcuni dei quali davvero preziosi>>.

6 Comments
  1. Marco Colombi 4 anni ago
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    Il comune ? Qualcuno lo difende ancora. Si cerca di infangare gli ultimi 15 anni dell’era Camilli: rimarranno i risultati più belli in assoluto. Come accade tutti hanno memoria corta! Comunque sarò tra i primi ad abbonarmi. Forza grifone

    • gian 4 anni ago
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      Insisti Con l’innominabile, ma vai a fare l’abbonamento a viterbo

    • Mario 4 anni ago
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      15 anni? Magari gli ultimi 10, i restanti 5 da incubo con la ciliegina finale datata 30 giugno. Fra poco ricorderemo quel personaggio solo nel male, cioè averci affossato e nessuno (o i soliti 4 o 5 che siete rimasti) si ricorderà più di aver sfiorato la serie A

    • ser 4 anni ago
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      Non si tratta di memoria corta, qualunque cosa sia successa non era giustificabile il comportamento finale se si ha a cuore una tifoseria. Il giudizio si deve dare alla fine di un percorso e non ci si deve basare solo sulle cose positive se no tutti sono buoni e degni del paradiso. Un padre di famiglia che si è sempre comportato bene ma che poi volontariamente, con le tasche piene, riduce alla fame moglie e figli come viene considerato?!

      • attilio regolo 4 anni ago
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        Caro ser, sono spesso insondabili le motivazioni profonde psicologiche e culturali che determinano certi comportamenti imprevedibili e apparentemente deprecabili da parte dei cosiddetti padri-padroni dalla forte ed egocentrica personalità che siano di coppia o di famiglia oppure di società calcistiche.
        Diciamo che alla base della rottura traumatica ed improvvisa di suddetto rapporto di coppia o familiare o societario c’è quasi sempre una specie di amore egoistico e assolutistico non adeguatamente corrisposto dal punto di vista, il più delle volte presuntuoso ed orgoglioso, del padre-padrone.
        Insomma quando un feeling emotivo finisce nella frattura distruttiva e autodistruttiva come nel caso Camilli-US Grosseto si può cercare solo di ricordare pietisticamente i momenti belli ma non si può più risuscitare.
        I morti si ricordano e si compiangono ma bisogna pensare ai vivi e alla vita che continua.
        E la vita che continua è oggi rappresentata dal nuovo FC Grosseto che merita tutto il sostegno e l’affetto che possiamo essere in grado di fornire noi grossetani.
        Saluti.

    • Mazzolatore 4 anni ago
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      Caro Marco, smettiamo di parlare di Camilli e remiamo tutti dalla stessa parte. nessuno vuole infangare quello che ha fatto di buono, ma come si fa a difendere una persona che ha distrutto 103 anni di storia gloriosa? Se ne è andato nella maniera più meschina dandoci una coltellata al cuore e nessuno lo potrà mai perdonare. Cosa c’entra il Comune con tutto questo sinceramente non lo capisco.

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