L’ultra maratoneta Guido Petrucci si prepara in Svizzera a correre la “Tor de Giant” maratona in alta quota di 350 chilometri della durata di sei giorni

Grosseto. Se vogliamo fare un paragone, la “Tor De Giant” maratona ultra trail che si corre in Svizzera si potrebbe paragonare per difficoltà alla “Parigi Dakar” delle moto. Questo per fare capire cosa dovrà affrontare il grossetano Guido Petrucci uno dei pochi fortunati, si fa per dire, ad iscriversi, come la definiscono gli addetti ai lavori, alla gara per eccellenza del “Trail Runner”. Solo chi ha una forza mentale e fisica che va oltre ogni limite può pensare di partecipare ad una gara lunga ben 350 chilometri su un percorso che passa intorno al Monte Bianco della durata di sei giorni con 2800 metri di dislivello positivo, con partenza e arrivo a Courmayeur che si deve correre in un tempo massimo di 150 ore. Petrucci ci ha abituato nel corso degli anni a sfide di questo genere. Basta ricordare una su tutte la sua partecipazione alla maratona nel deserto di qualche anno fa, che si corre in condizioni climatiche e di terreno proibitive per tutti, ma non per gli ultra maratoneti, che spingono sempre al limite, come fa il grossetano, le loro forze fisiche e tecniche. Due anni fa nella stessa gara del Monte Bianco, circa duecento partenti furono sorpresi in alta quota da una tempesta di vento pioggia e neve che li costrinse al ritiro. Ad un giapponese andò peggio. Non riuscì a sopravvivere a quelle condizioni e alle basse temperature e fu ritrovato senza vita dagli organizzatori. Ma questo non spaventa i partecipanti che ogni anno sono sempre più numerosi spendendo la somma di 700,00 euro, tanto da costringere gli organizzatori a limitare la loro partecipazione dopo avere raggiunto il numero massimo d’ iscrizioni. Nei paesini che si trovano lungo il percorso sono stati predisposti punti di rifornimento. Qui i runners potranno risposarsi e rifocillarsi o cambiarsi i vestiti, sempre in tempi prestabiliti, per non rischiare l’eliminazione. Sono stati anche installati, lungo il tracciato in montagna cubi di plexiglas. La loro funzione principale è quella di dare rifugio agli atleti in caso di maltempo e un posto dove ripararsi e anche in questo caso mangiare qualcosa o indossare abiti puliti e asciutti. Gli atleti non saranno soli, ma avranno un accompagnatore che li seguirà passo passo lungo il percorso per intervenire in caso di aiuto o di qualunque necessità. “Per preparare questa gara ho già corso un “Trail” di 62 km con 4200 metri di dislivello positivo sulle Alpi tosco emiliane”spiega il grossetano Petrucci. “Ora sono in Svizzera. Mi sto preparando per un Trail di 120 km con 7400 metri di dislivello positivo, che si corre nel Canton Ticino e precisamente a Tesserete. La gara si chiama “Scenic trail” per la particolare bellezza del paesaggio. Poi sempre in ottica di preparazione farò un “Ironman” a Vitoria Gaisted (Spagna) e la settimana successiva il “Monterosa Trail” con 120 km con 8000 metri di dislivello positivo” conclude l’ultra maratoneta maremmano,che spera di tagliare il traguardo di Courmayeur. Massimo Galletti

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