Mister Riitano si toglie i sassolini: “A Piombino pagano la presunzione. Promesse disattese. Il dg non mi ha tutelato”

Grosseto Sono passati ormai due mesi e mezzo da quando il 30 settembre scorso, dopo il 2 a 2 interno contro il Castelfiorentino, mister Nicola Riitano, calabrese trapiantato a Grosseto, ha deciso di rassegnare le proprie dimissioni, anticipando il probabile esonero societario. Un lasso di tempo che è trascorso con tanti cambiamenti (a cominciare dai numerosi giocatori andati via) e sul quale Riitano ci ha chiesto di potersi esprimere. Insomma, l’ex-allenatore dei nerazzurri nell’intervista che leggerete qui sotto si è tolto ben più di qualche sassolino. Buona lettura.

Nicola, dopo le tue dimissioni dall’Atletico Piombino, come stai vivendo questo tuo periodo lontano dalla panchina?

<<<Beh, male, perché chi ha amore e passione per il calcio, fa fatica a stare lontano dai campi di gioco. Non è affatto piacevole. Diciamo che adesso passo più tempo con la mia famiglia e riesco ad andare a veder giocare i miei figli. Diego veste la maglia delle giovanili del Grosseto, mentre Davide ha lasciato l’Atletico Piombino e si è appena accasato all’Alberese>>.

Ormai sei grossetano adottivo e hai allenato il Piombino. Segui sicuramente sia il Grosseto che l’Atletico. Che idea ti sei fatto di queste due squadre?
<<Effettivamente ormai sono un grossetano. Tifo per il Grosseto e mi auguro che vinca il campionato. Chiaramente, non sarà facile, ma i biancorossi hanno le carte in regola per riuscirci. Per il Piombino, invece, è necessario fare un discorso a parte>>.

Devi dire qualcosa in particolare sui nerazzurri?
<<Sì. Quando ho dato le dimissioni (il 30 settembre) ho richiamato alle proprie responsabilità diverse figure sia tra i quadri dirigenziali, che nello staff tecnico e tra i giocatori. Purtroppo, vedo che in molti hanno continuato a perseverare nei loro sbagli. Appena ho preso in mano la squadra ho individuato un lavoro atletico inadeguato per il campionato di Eccellenza. Ci sono stati subito molti infortuni e nei mesi a seguire questi si sono ripetuti. I risultati sul campo, poi, parlano chiaro. Ho predicato umiltà, sacrificio, abnegazione, ma ho trovato tanta presunzione. Le mie difficoltà sono nate dallo scontro avuto con il preparatore atletico e con alcuni giocatori. Parecchi di questi hanno pensato che il problema fossi io, ma, visti i risultati, direi che fossero loro e il preparatore atletico il vero problema. D’altronde, la presunzione non si concilia con l’umiltà e il sacrificio. Direi che a Piombino hanno pagato anche questo>>.

Accuse pesanti. Scusa, ma come ti sei lasciato col dg Ferroni e il presidente Spagnesi?
<<Ti spiego. Il presidente ha sempre detto che lui è uno che ama i matrimoni lunghi. Dopo le mie dimissioni avrebbe voluto che rimanessi, ma non c’erano le condizioni. Ho fatto i nomi di chi volevo che fosse mandato via per i motivi che ti ho appena spiegato, ma praticamente sarei rimasto con pochi elementi. Il direttore Ferroni, che fra l’altro mi ha voluto, si è opposto alle mie richieste e così ho deciso di andarmene, perché non amo i compromessi>>.

Se tu potessi tornare indietro, cosa faresti di diverso rispetto a ciò che hai fatto?
<<Di sicuro imporrei fin dai primi giorni determinate cose e se non le vedessi mettere in pratica o accettate me andrei subito. Col senno di poi, dico che ho sbagliato nel temporeggiare. Ho visto subito che lavoravamo male. Ho sempre informato Ferroni e il presidente delle mie perplessità. Nonostante ciò, loro e qualche giocatore hanno pensato il contrario, ma i risultati mi hanno dato ragione. Mi dispiace molto, però, per tutte quelle splendide persone che ho trovato dentro e intorno al Piombino. Il preparatore dei portieri, il dott. Angelucci, diversi volontari, gente che non merita una situazione del genere. Ripeto, però, che stanno pagando per la presunzione messa in campo al posto del lavoro vero>>.

Che campionato ti sembra quello di Eccellenza regionale girone A?
<<Mi sento di dire che si tratta di una competizione di buon livello, ma non ottimo. A parte il Grosseto, che ha un mister e una rosa superiori a tutti, le altre formazioni si equivalgono. Il Cecina è l’unica squadra che se non si rinforzerà adeguatamente retrocederà. Ho maturato queste convinzioni durante la mia permanenza sulla panchina nerazzurra. Ce la siamo giocata con le avversarie, tranne che col Montignoso, ma lì c’è stata la grave frattura con la squadra e la settimana seguente, dopo il pari interno col Castelfiorentino, mi sono dimesso. A Montignoso parte della squadra mi ha giocato contro, è stato evidente a tutti. Aggiungo che il pari nel giorno delle mie dimissioni è stato ottenuto tenendo fuori i giocatori che mi hanno ostacolato. Comunque, mi dispiace dirlo, ma il ds non è stato e non è esente da colpe nella gestione del mio rapporto con la squadra. Chiaramente, con Alessio preferisco avere dei buoni rapporti professionali, anche per riconoscenza, visto che in nerazzurro mi ha portato lui, ma nel momento decisivo non mi sono sentito tutelato>>.

Durante la tua permanenza a Piombino hai allenato molti giocatori, compresi tanti under e l’italo-argentino Mariano Cusano. Tanti di quelli non ci sono più, a cominciare da Cusano. Cosa è successo?
<<Non ci vuole molto a capirlo. Sono state disattese tante promesse e così molti giocatori hanno deciso di andarsene dimostrando di non credere più nel tanto decantato progetto Piombino. Se penso che è stato fatto arrivare un ottimo elemento come Cusano dall’Argentina, uno che ha fatto il professionista in Brasile in alcuni campionati statali e poi non è stato aiutato nel disbrigo delle varie pratiche… Il ragazzo alla fine ha ottenuto la residenza e il permesso di soggiorno e otterrà il passaporto italiano solo grazie a se stesso. Ha lasciato Piombino e ora, grazie a me, giocherà per sei mesi nel Siderno, in Eccellenza calabrese, il club che ho allenato per tre anni. Insieme a Mariano giocherà anche il portiere polacco-nigeriano Cybulko, un altro ex-Piombino. Lasciami dire un’ultima cosa…>>.

Prego, fai pure.
<<Parto dai dati. Da quando mi sono dimesso il Piombino ha giocato 9 partite e ha ottenuto 6 punti, 3 dei quali col Cecina imbottito di Juniores e che ha sbagliato anche un rigore. Si tratta di 0,67 punti di media a partita. Io ho ottenuto 4 punti in 4 partite, ovvero una media di 1 punto a incontro. Ecco, la stampa piombinese ha sempre dato l’impressione di sperare nel mio esonero, cosa comprensibile, sia chiaro. Peccato, però, che quegli stessi giornalisti da allora a oggi non si siano preoccupati di prendere posizione su quanto sta accadendo all’Atletico, che nel frattempo è scivolato in ultima posizione. Vedi tu. Chiudo augurando un Buon Natale e un fantastico 2019 a tutti i lettori di Gs e alle splendide persone che ho conosciuto a Piombino. Agli amici piombinesi auguro anche di vedere l’Atletico salvarsi agevolmente>>.

Questo è il video del 30 settembre, nel quale mister Riitano ha rassegnato davanti alle telecamere di Gs Tv le proprie dimissioni.

 

 

1 Comment
  1. grifos 7 mesi ago
    Reply

    Mi pare proprio una persona seria e un allenatore preparato!

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