Us Grosseto tra progetto Ceri, risultato sportivo e futuro

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Ieri, 13 maggio, data storica per il calcio grossetano, è finita anticipatamente la stagione calcistica dell’Us Grosseto. Per chi ancora non lo sapesse, il 13 maggio 1912 viene presa come data della nascita dell’Unione Ginnico Sportiva Grossetana e sempre nello stesso giorno del 2007 è arrivata la storica promozione in Serie B sotto la presidenza Camilli. Ora, però, ci sarà da ricordare anche la netta e meritata sconfitta subita dalla Cuoiopelli a Colle Val d’Elsa. Detto ciò, proviamo ad analizzare serenamente la situazione in casa unionista. Innanzitutto, occorre distinguere tra il progetto presentato dalla famiglia Ceri il 14 giugno 2017 all’Hotel Airone e il risultato sportivo.

PROGETTO CERI
Mario e Simone Ceri non hanno mai detto di poter regalare ai grossetani la Serie B. Hanno sempre parlato con onestà e hanno investito molto in rapporto alla categoria disputata. Hanno riportato il nome Us Grosseto (tanto amato dalla piazza) e sono stati gli unici imprenditori locali (affiancati da uno sponsor serio come Paolo Brogelli dell’azienda Sol Caffè) che hanno avuto a cuore le sorti del calcio cittadino dopo il doloroso addio di Camilli e l’umiliante ultima stagione con Pincione. Proprio per questo, il progetto dei Ceri andrà avanti. Non a caso, Mario e Simone hanno già iniziato a muoversi (a cominciare dalla figura del ds, individuata da mesi in Egidio Bicchierai) in vista della prossima stagione. Dunque, il Grifone questa volta sarà ai nastri di partenza della prossima Eccellenza con una struttura ancora più competiva e completa, inclusa la figura del preparatore atletico. Non solo, ma è stata vinta la Coppa Italia fase regionale e c’è finalmente un settore giovanile che funziona e, cosa che non dispiace, vince. Qualcosa di inimmaginabile considerando che ogni cosa è stata organizzata in fretta e furia dopo il cambio di denominazione da Ac Roselle in Us Grosseto. C’è, poi, il centro sportivo, i cui lavori non sono ancora iniziati, ma il futuro del quale sembra positivo. C’è da aggiungere che la presenza di Simone Ceri ha riportato allo stadio, soprattutto in curva, tanti tifosi allontanatisi fin dagli ultimi tempi di Camilli. In questo, il Grosseto ha vinto il campionato. Ha una tifoseria che non c’entra nulla con l’Eccellenza. Insomma, questi sono gli aspetti positivi dai quali ripartire con maggior slancio.

RISULTATO SPORTIVO
Ieri, i santacrocesi, pur se soverchiati numericamente da quelli grossetani, hanno potuto esultare a fine partita, visto che in campo vanno solo undici giocatori per parte. Insomma, uno può urlare quanto vuole, ma il pallone è molto “democratico”… Il problema è proprio questo: la squadra, sulla carta forte, ma evidentemente con dei limiti, alla fine ha mancato gli obiettivi richiesti dalla società. Il campionato non è stato vinto, in Coppa Italia fase nazionale è arrivata un’eliminazione contro un’avversario modesto e ai play-off regionali la finale è stata persa senza attenuanti (se non quella del tiro di Boccardi con la palla che potrebbe aver superato la linea di porta) contro un avversario dimostratosi più forte (e mai battuto in tre incontri). Qua, amici, stiamo parlando dell’Us Grosseto, non dell’Urbino Taccola (che, peraltro, ha umiliato il Grifone con una banda di ragazzini già retrocessi)! Alzi la mano chi non si aspettava che il Grifone potesse fare ritorno in D attraverso il campionato oppure la Coppa Italia fase nazionale! Se qualcuno dice di essere contento della stagione disputata, beh, mente sapendo di mentire. I Ceri, ad esempio, sono i primi ad essere delusi e ad ammettere che gli obiettivi stagionali della prima squadra sono stati mancati clamorosamente. Tuttavia, stiamo parlando di risultati sportivi, non di flop del progetto ed è in questa ottica che vanno inquadrate e accettate le critiche avanzate all’Us Grosseto nel suo insieme, anche perché si vince e si perde tutti insieme. Inoltre, le critiche, corrette e motivate, aiutano a crescere e le persone intelligenti sanno sempre fare tesoro degli errori commessi.

FUTURO
Il futuro immediato del Grosseto non sarà certo quello di ambire al ritorno in Serie B, ma, se non ci saranno cambiamenti o aggiustamenti societari, dovrà essere garantito l’obiettivo della Serie D. Sia chiaro: avere l’obiettivo non significa vincere per forza, visto che il nome e il blasone non vanno in campo e, soprattutto, a salire di categoria è solo una formazione su sedici. Tuttavia, la speranza è che questa volta il club unionista tenti anche la carta della richiesta d’iscrizione in D per il “blasone”. L’Eccellenza è garantita, per cui basterà fare istanza motivata per la D e, se non ci saranno motivi ostativi, il Grosseto dovrà semplicemente pagare la tassa d’iscrizione, senza orpelli aggiuntivi. Insomma, non si tratterebbe di un’ammissione in sovrannumero come ai tempi dell’Effeci di Pincione, visto che in quel frangente è stata creata una società ex-novo da iscrivere in una categoria. In questo caso, come detto, se la domanda verrà accettata, basterà pagare la normale iscrizione e il Grifone sarà in D. Si potrebbero fare, poi, altri discorsi, ma ci sarà tempo e modo.

9 Comments
  1. Sesto 2 anni ago
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    Al netto dell’apprezzamento e anche della gratitudine dovuti a chi un anno fa ha garantito la sopravvivenza del Grifone, se una squadra che si chiama GROSSETO (non Roccastrada o Scarlino) partecipa ad un campionato di Eccellenza e non solo non lo vince, ma riesce a perdere tutto quello che era possibile perdere, non si può, da tifosi e anche da grossetani tout-court, che essere amareggiati e incavolati, anche in considerazione del fatto che con questa sono la bellezza di sei stagioni che dal Grifone riceviamo solo delusioni e frustrazioni. Ciò detto, ho grosse perplessità riguardo ad eventuali storie di ripescaggi, anche ammesso (e non concesso) che sussistano le condizioni. Appare infatti, allo stato, piuttosto inverosimile che una società che non è stata in grado di essere competitiva in Eccellenza, nel volgere di pochi mesi riesca ad esserlo in serie D, dove – è da ritenere – il livello tecnico è nettamente superiore e si rende necessaria una struttura societaria di ben altra portata. Naturalmente sarò felicissimo di essere smentito dai fatti.

    • Yuri Galgani 2 anni ago
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      Non si tratterebbe di un ripescaggio (oneroso).

      • Sesto 2 anni ago
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        Ok per la precisazione, ma permangono, per quanto mi riguarda, enormi dubbi circa la possibilità di essere competitivi in una categoria di ben altro livello, dopo la debacle clamorosa di questa stagione.

    • Mario 2 anni ago
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      Caro Sesto, prima di citare Roccastrada o Scarlino oppure altre squadre di paesi che vorrebbero magari far parte di altre realtá provinciali vedi Siena, Pisa o Livorno pur dovendo risultare in provincia di grosseto, renditi conto della pochezza del tuo US Grosseto che, anche quest’anno ha fatto ridere, anche e non solo perché questa tua grande piazza non ha il becco di un quattrino nè, tantomeno, un vero imprenditore con la capacità economica di prendere per mano la US Grosseto. Un imprenditore che produca, vedi Solmar con Gavorrano, e non si affidi a servizi a terzi per fare le pulizie…
      Quindi porta rispetto a chi probabilmente sta meglio di te, inteso come cittadinanza, e porta a paragone qualcuno degli insignificanti paesi della campagna grossetana anche se vanno resi gli onori a piazze come San Donato, Albinia e Fonteblanda. Quindi continua a sognare e pensa magari alle squadrette giovanili di Grosseto che se la cantano e se la ridono mentre nel redto della regione il calcio resta di ben altro livello: Tuttocuoio docet!
      Complimenti a Yuri Galgani per l’analisi lucida e priva di enfasi da tifoso in merito alla stagione della US Grosseto.

      • Sesto 2 anni ago
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        Non amo polemizzare con nessuno, meno che mai con chi non conosco, ma trovo certe critiche inutilmente stizzose e completamente fuori luogo. Non intendevo assolutamente mancare di rispetto a località come Scarlino e Roccastrada, che peraltro conosco, apprezzo e frequento volentieri, avrei potuto menzionare indifferentemente Magliano, Scansano, Orbetello, come Canicattì o Vattelappesca, nel senso che si trattava solo di citare come esempio piccole cittadine per le quali l’Eccellenza sarebbe anche potuta andare bene, mentre non va per niente bene per una città di oltre ottantamila abitanti, centro principale della Maremma, che ha fatto sei campionati di B e ha anche sfiorato la serie A. Tutto qua, non mi sembra che ci sia da ricamarci molto.

  2. Marco 2 anni ago
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    In D non ci puoi più andare manco se paghi un milione di euro.
    Basta leggere le carte federali e non dare false speranze ai tifosi.
    La cosa positiva è che già vengono fatte le cose meglio di quest’anno.
    Spero in settimana venga già annunciato ufficialmente ds e allenatore.

  3. Giorgio Mangiapane 2 anni ago
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    Non riesco a nascondere la mia profonda delusione anche se poteva essere messa in preventivo una stagione di transizione ricca di difficolta’!!!E’evidente che tutto e subito come si pretende nell’ambiente biancorosso e’pura fantasia ma da una annata come questa appena trascorsa la Societa’puo’..anzi avra’tratto insegnamenti ed esperienze da considerare e attuare per il prossimo campionato!!Mi permetto di aggiungere:direttore sportivo,preparatore atletico,mister e giocatori di categoria e giocare a Roselle!da tanto tempo non intervenivo sulle problematiche biancorosse,ma sentivo il bisogno di dire la mia che naturalmente da certa area biancorossa non sara’condivisa..ma tante’forxa Grosseto a prescindere!!!!

    • Sesto 2 anni ago
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      Mah…ognuno vede le cose a modo suo, è normale, ma francamente non capisco molto il discorso di Roselle. E il pur sempre glorioso Zecchini? Spetterebbe al Gavorrano, di cui al 99,9% dei grossetani non interessa un fico secco, oppure ci coltiviamo pomodori e patate?

  4. MAX 2 anni ago
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    il Grosseto a Grosseto il Roselle a Roselle.

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